C’è uno scollamento tra le reali esigenze dei residenti di Messina Sud e le proposte avanzate da alcuni candidati riguardo al futuro dell’ex Sanderson. A seguito dell’incontro del 30 aprile organizzato dal Comitato con i candidati a Sindaco, e in vista del prossimo incontro del 20 maggio con i candidati alla presidenza della I e II circoscrizione, il Comitato esprime forte preoccupazione: persiste in alcune dichiarazioni programmatiche la proposta di un polo fieristico nell’area, contraria alle necessità e ai desideri dei residenti. Il candidato Federico Basile, ad esempio, da Sindaco in carica, ha pubblicamente riconosciuto le proposte del Comitato come base per la rigenerazione della Ex Sanderson. Tuttavia, questa apertura rischia di rimanere un’apertura di sola facciata se oggi il suo programma elettorale punta su un modello fieristico-congressuale da localizzare proprio nell’area Ex Sanderson.
«Dobbiamo essere chiari: il polo fieristico e congressuale è l’antitesi della richiesta del territorio», dichiara il Comitato. «È un modello superato, incapace di rispondere alle sfide contemporanee». Nel documento “Messina Sud 2033 – proposte per un piano di sviluppo della Ex Sanderson” consegnato ai candidati, sono illustrati i motivi tecnici e sociali per cui il polo fieristico rappresenta un errore urbanistico e sociale, supportati dal consenso di centinaia di residenti.In sintesi, si tratta di quattro punti:
• Errore del “Mega-Progetto”: puntare su un’unica opera monumentale, rigida, che rischia di diventare una “cattedrale nel deserto”.
• Approccio Top-Down: decisioni prese senza coinvolgere cittadini e amministratori locali, mentre lo sviluppo efficace oggi nasce dal basso.
• Monofunzionalità: destinare l’intera area a fiere e congressi è un concetto superato; l’urbanistica moderna valorizza spazi integrati di lavoro, cultura, natura e tempo libero.
• Deficit d’identità: il progetto tratta l’Ex Sanderson come un “vuoto” da riempire, ignorandone il valore storico ed ecosistemico.
In opposizione a questa logica, il Comitato propone un modello di rigenerazione che parta dalle radici della Sanderson per proiettarla nel futuro. Il percorso si ispira alle esperienze
che, a partire dalla CoPED Summer School del 2023, negli ultimi anni hanno coinvolto centinaia di residenti di Messina Sud in un processo di progettazione partecipata, combinando momenti di ascolto, workshop, co-progettazione e laboratori di cittadinanza attiva, producendo idee innovative, condivise e radicate nelle reali esigenze della comunità.
Secondo il Comitato, la rigenerazione dell’ex Sanderson dovrebbe articolarsi su quattro direttrici complementari. In primo luogo, creare un distretto creativo e produttivo, in grado di sostenere artigianato e economia circolare, superando la logica del mero transito commerciale. In secondo luogo, promuovere una riconversione ecologica dell’area, trasformandola da sito inquinato a “polmone verde” con servizi ecosistemici che migliorino la qualità della vita dei residenti. In terzo luogo, istituire un polo di ricerca strategica in collaborazione con l’Università, ad esempio un Osservatorio sull’Erosione Costiera sul modello dell’INGV di Catania, per rendere la Sanderson un centro scientifico d’eccellenza.
Infine, valorizzare la cittadinanza attiva, creando spazi comuni che permettano ai residenti di partecipare in maniera concreta alla vita sociale e culturale del quartiere, non come semplici
fruitori sporadici ma come protagonisti del cambiamento. «Chi si candida a guidare Messina deve scegliere», conclude il Comitato. «O si persegue ’idea obsoleta di un centro congressi periferico, svuotando di senso un simbolo dell’identità cittadina, oppure si adotta una visione capace di generare innovazione reale. Le due strade non sono parallele: sono divergenti.»
Dichiarazione Francesco Carabellò – Alessandro Russo.
Per noi la determinazione del fine per la riqualificazione dell’area ex-Sanderson va necessariamente condivisa con il Comitato”. Così dichiarano Francesco Carabellò, candidato Presidente della seconda circoscrizione, e Alessandro Russo, consigliere comunale.
“La base da cui partire per ragionare della riqualificazione dell’ex fabbrica – continuano i due esponenti – è la conservazione mediante valorizzazione della memoria storica di Messina sud. La ex Sanderson era il fiore all’occhiello della produzione agrumaria peloritana, con 175 dipendenti a pieno regime e un indotto anche per le altre attività del borgo di Tremestieri. Perché optare per una soluzione, quale il polo fieristico-congressuale, avulsa dalle logiche territoriali? “Noi siamo per la riqualificazione dei luoghi mediante la stretta collaborazione di Istituzioni e Cittadinanza. La democrazia partecipata è un valore aggiunto che permette la creazione di spazi comuni che rendano i cittadini protagonisti del cambiamento e non invece spettatori occasionali”, sostengono i due esponenti. Inoltre, la “partecipazione degli abitanti nel processo di riqualificazione permette il coinvolgimento di realtà, quali i borghi, che vivono un momento di depressione e di inverno demografico. Nella nostra idea di cosa sarà la ex Sanderson, vediamo come elemento centrale lo sviluppo economico della zona sud. Infatti, sulla scia di quanto appurato nel report Coped, una delle destinazioni finali potrebbe essere un hub produttivo che si basi sul recupero delle abilità pratiche con un ruolo centrale per le vecchie generazioni che dovrebbero tramandare le loro conoscenze ai giovani dei borghi limitrofi. Ciò potrebbe essere realizzato mediante convenzioni tra il pubblico e i privati, che otterrebbero in gestione gli edifici ristrutturati pagando un canone annuo per la manutenzione degli spazi comuni”. Concludono infine: “Insomma, rifuggiamo da ogni visione atomistica di ciò che sarà la Sanderson. La nostra è un riflessione non solo sull’immobile ma anche sul territorio circostante: il mare e i torrenti. In una logica poco lungimirante, non è mai stata realizzata un’attenta analisi ecosistemica. La ex Sanderson, pure non avendo uno sbocco diretto sul mare, è vicina a quest’ultimo e al Torrente Zafferia. Invece di cementare la fiumara, così come previsto dal progetto regionale, creando parcheggi, l’obiettivo dovrebbe essere quello di vivere l’ecosistema, mediante passeggiate lungo l’alveo del torrente che diventino occasioni di studio del fenomeno dell’erosione costiera. Insomma, ribadiamo la nostra contrarietà ad un’ opera che nasce vetusta nell’approccio e nel fine, quale il polo fieristico congressuale. Al contrario, se si vuole pensare da una riqualificazione a lungo tempo, è necessario coinvolgere la comunità in uno straordinario processo partecipativo. Messina non ha bisogno dell’ennesima cattedrale del deserto ma di un progetto a lungo termine, capace












