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Sonia Alfano aderisce a Controcorrente, con lei anche i Forello e Argiroffi di Palermo. La posizione di Azione

Al Palacongressi il movimento fondato dal deputato Ismaele La Vardera, incontra tutti i candidati sindaco e oltre 700 iscritti

Una giornata di emozioni per i tesserati di Controcorrente che si sono riuniti ieri (domenica 10 maggio), al Palacongressi che in vista del voto delle amministrative ha incontrato tutti i candidati a sindaco partendo da Agrigento fino ad arrivare a Ribera ma passando per Milazzo, Raffadali, Enna, Polizzi Generosa, Bronte e San Giovanni La Punta. 

“Ad Agrigento – ha detto il deputato regionale, Ismaele La Vardera – il movimento è riuscito ad aggregare oltre 700 persone, in una domenica pomeriggio di maggio. La comunità di Controcorrente è forte, unita e pronta a sostenere ogni candidato sindaco. Siamo una famiglia e, insieme, cambieremo questa terra”.

E non è stato solo un momento di confronto, ma anche di nuovi ingressi come quello di Sonia Alfano, ex parlamentare europea e presidente della commissione antimafia europea che, dopo aver lasciato Azione, passa ufficialmente in Controcorrente. 

“Ho sostenuto Ismaele – ha continuato Sonia Alfano – sin da subito, per le sue battaglie e per la sua coerenza politica. Ricordo ancora quando Carlo Calenda prima si è aggregato a una battaglia perché la pensava mediatica e poi ha preso le distanze per affidare il partito in Sicilia a gente vicina a Raffaele Lombardo e Totò Cuffaro, persone che Calenda attaccava costantemente. Ecco, questa non è coerenza. Non ho chiesto nulla a Controcorrente, solo di darmi la possibilità di fare politica nel senso più nobile del termine e non vedo l’ora di dare il mio contributi a questa bellissima comunità”.

Sonia Alfano, però, non è stata l’unica sorpresa, ma al Palacongressi è stato ufficializzato anche l’ingresso dei consiglieri palermitani Ugo Forello e Giulia Argiroffi, entrando di fatto anche al consiglio comunale del capoluogo siciliano, con la costituzione del gruppo consiliare. 

“Un percorso – hanno affermato i consiglieri – che finalmente trova un punto di convergenza. Da dieci anni svolgiamo il nostro ruolo all’interno del consiglio comunale di Palermo e la nostra adesione in Controcorrente nasce dalla convinzione di poter contribuire alla costruzione di una proposta forte e credibile per la Sicilia e per Palermo. Abbiamo anche costituito il gruppo consiliare perché la nostra città a bisogno dei una nuova stagione politica fatta di coraggio, competenza e partecipazione”. 

E proprio su questi due nuovi ingressi, anche La Vardera ha annunciato a sorpresa che si costituirà il gruppo consiliare al consiglio comunale di Palermo. 

Il capoluogo siciliano – ha precisato il fondatore di Controcorrente – avrà anche il suo gruppo consiliare, testa a Palermo e ad Agrigento. Da qui inizia la vera liberazione per tutta l’Isola”.

In buona sostanza, a distanza di tre mesi dall’anniversario di Controcorrente, la squadra si è allargata decidendo di partecipare anche a delle elezioni amministrative, come quella di Agrigento, che ha permesso al movimento di riunire tutto il campolargo (l’unico comune siciliano dove va totalmente unito) intorno alla candidatura di Michele Sodano. 

“I sondaggi – ha concluso il candidato sindaco di Agrigento – ci danno vincenti. La città, dopo anni di disastri politici, sente l’esigenza di un grande cambiamento. Noi abbiamo un programma innovativo, che pensa ai più deboli e che soprattutto vuole trasformare questa città basandoci sui migliori modelli europei. Ismaele ha creduto in me sin da subito e io non posso che esserne fiero, il nostro risultato qui ci permetterà di fare un’ulteriore passo verso la liberazione della Sicilia, con Ismaele La Vardera presidente della regione”. 

La posizione di Azione

Le dimissioni di Sonia Alfano da Azione e il suo rapidissimo approdo a Controcorrente chiariscono finalmente il quadro. Non era una questione di democrazia interna, ma di riposizionamento politico.
La narrazione dell’addio sofferto, dell’ideale tradito, della coerenza calpestata, regge poco davanti ai fatti. Prima le dimissioni indignate, poi l’ingresso lampo nel movimento di Ismaele La Vardera, infine la lezione pubblica impartita ad Azione e al suo leader. Una sequenza abbastanza eloquente.
Anche il tema del commissariamento è stato piegato a una lettura comoda. Francesco Italia non è certamente un nome uscito dal nulla, anzi. É una figura fondativa di Azione, amministratore da 13 anni di una città importante – prima da vicesindaco oggi al secondo mandato da sindaco, un uomo delle istituzioni dal profilo politico riconoscibile. Il problema, evidentemente, era il fatto che quella scelta non coincidesse con altre aspettative. 
Quanto alla presenza di Sonia Alfano in Azione, è bene precisare che non solo non ha prodotto la crescita oggi evocata ma, al contrario, con personalismo, accentramento e una concezione proprietaria del partito ha contribuito ad allontanare iscritti, militanti, elettori, finanche il precedente segretario regionale, dimessosi dopo le continue e ripetute sovrapposizioni.
Il punto, però, è più ampio. 
Controcorrente esercita una precisa idea di politica: insinuazioni, indignazione permanente, sospetto come metodo. È la politica dell’accusa a strascico: si accosta un nome, si evoca un’ombra, si produce una macchia.
Per questo respingiamo con forza ogni tentativo di trascinare Francesco Italia e Azione Sicilia dentro sospetti che non appartengono né alla nostra storia né alla nostra identità politica. Né Francesco Italia né Azione Sicilia hanno mai governato con la DC né condiviso con Totò Cuffaro militanza politica o vicinanza alcuna.
Un’accusa, non soltanto falsa e smentita dai fatti, ma usata come manganello mediatico, come marchio di infamia da imprimere sulla fronte dell’avversario. Non è una clava da agitare in campagna elettorale. Non è il lasciapassare morale di chi si autoproclama liberatore.
Azione rifiuta le zone grigie, ma rifiuta anche il giustizialismo da palcoscenico. Rifiuta il trasformismo, le liste di proscrizione, ma anche i processi pubblici. Rifiuta la vecchia politica dei pacchetti di voti, ma anche chi usa sospetto e insinuazioni come strumento di propaganda.
Precisiamo anche che in Azione non c’è alcun esodo, non è in corso alcuna disgregazione.  
C’è solo la fine di un equivoco.
A Sonia Alfano auguriamo buon lavoro nel percorso scelto. Azione Sicilia continuerà senza rancore e senza nostalgia. Con chi vuole costruire una comunità politica seria. Non un palcoscenico personale.

 

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