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Oltre i numeri: persone, diritti e futuro  nell’orizzonte della legalita’. Costruire integrazione nelle sfide migratorie 

Nel corso dell’incontro è stato presentato un progetto avviato nel 2021 su scala nazionale, rivolto ai minori autori di reato, frutto di una coprogettazione tra enti pubblici ed enti del Terzo Settore.

Il 30 aprile, alle ore 10:30, il Salone delle Bandiere del Comune di Messina ha ospitato un importante momento di confronto e riflessione dal titolo “L’orizzonte della Legalità tra fragilità migratorie, percorsi di accoglienza e sfide per l’integrazione”.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune, ha acceso i riflettori su temi di grande attualità e rilevanza sociale, ponendo al centro il delicato equilibrio tra legalità, inclusione e gestione delle fragilità connesse ai fenomeni migratori. In un contesto sempre più complesso, l’evento ha rappresentato un’occasione preziosa per favorire un dialogo costruttivo tra istituzioni, operatori del settore e cittadinanza, con l’obiettivo di individuare strategie condivise per affrontare le sfide dell’accoglienza e promuovere percorsi di integrazione efficaci e sostenibili.
A moderare l’incontro è stata l’avvocata Silvana Paratore, esperta in politiche sociali, che ha guidato il dibattito valorizzando i diversi contributi e stimolando un confronto concreto sui temi in agenda. Ad aprire i saluti istituzionali Giuseppe Scalzo, presidente dell’Associazione “Solidarity in Action”, realtà impegnata nel campo dell’inclusione e del supporto alle persone in condizioni di vulnerabilità il quale ha dichiarato come si e’ abituati ad ascoltare statistiche, numeri di profughi e di sbarchi ma bisogna riordare che dietro ogni numero c’ e’ una persona: uomini e donne ma anche bambini che quando arrivano in Italia desiderano un futuro migliore. L’ immigrazione non e’ un problema da risolvere ma una realta’ da gestire. 
A seguire è intervenuto il Questore di Messina dott. Salvatore La Rosa che ha offerto un contributo centrato sull’equilibrio tra sicurezza e inclusione. Ha sottolineato come la gestione dei fenomeni migratori richieda non solo strumenti di controllo, ma anche una profonda comprensione delle condizioni di vulnerabilità che caratterizzano molte delle persone coinvolte. Nel suo intervento, ha evidenziato il ruolo fondamentale delle istituzioni nel garantire percorsi di accoglienza strutturati, capaci di coniugare legalità e rispetto della dignità umana.
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di rafforzare la collaborazione tra forze dell’ordine, enti locali e realtà del terzo settore, al fine di costruire processi di integrazione efficaci e sostenibili. Il Questore ha inoltre richiamato l’importanza della prevenzione, intesa come azione educativa e sociale, volta a ridurre i rischi di marginalizzazione e devianza. In questo contesto, la legalità è stata presentata non solo come insieme di norme da rispettare, ma come valore condiviso, base imprescindibile per una convivenza civile e inclusiva. Presente all’ evento anche Michele Recupero Presidente della CRIVOP Italia ODV
Si sono susseguiti, quindi,  gli interventi dei relatori:
Alberto Randazzo, professore associato di diritto costituzionale e pubblico presso l’Università degli Studi di Messina che, dopo aver messo in luce il rilievo costituzionale dell’integrazione sociale (che presuppone l’accoglienza) degli stranieri, si è soffermato  sulla “cornice” entro la quale si devono inserire le politiche per l’accoglienza e per l’integrazione degli stranieri, anche in merito al diritto al lavoro. A questo fine richiamati gli articoli della Costituzione rilevanti in materia e le normative di riferimento con cenni al diritto dell’Unione europea;.
Mimma Di Santo, avvocata esperta in immigrazione, ha affermato come la legalità rimanga semplicemente un orizzonte, come l’integrazione.
Rosaria Piccolo, psicologa, ha approfondito l’impatto del fenomeno migratorio sulle condizioni psichiche e sulla condotta degli immigrati”, con un focus sui fattori di rischio e di protezione che caratterizzano la fase post-migratoria. In particolare, è stato evidenziato come le difficoltà legate all’inserimento sociale, alla precarietà economica e alla barriera linguistica possano incidere significativamente sul benessere psicologico delle persone migranti, influenzandone anche i comportamenti .
Cinzia Fresina vicepresidente del CIRS ETS Casa Accoglienza di Messina, ha sottolineato come la tempestività e il coordinamento della rete siano elementi fondamentali per evitare il rischio di “invisibilità” delle vittime, spesso lasciate oltre i tempi previsti nei centri di accoglienza senza adeguati percorsi di uscita. Questa condizione può generare chiusura, diffidenza e difficoltà relazionali, rendendo più complesso il percorso di recupero. Tra le criticità evidenziate, anche la carenza di opportunità lavorative, aggravata da pregiudizi ancora diffusi, che contribuiscono a mantenere condizioni di precarietà.
Nel corso dell’incontro è stato presentato un progetto avviato nel 2021 su scala nazionale, rivolto ai minori autori di reato, frutto di una coprogettazione tra enti pubblici ed enti del Terzo Settore.
L’iniziativa ha dato vita a una vera e propria comunità di pratiche che, attraverso laboratori educativi e percorsi strutturati, ha favorito una riduzione delle condotte devianti e una maggiore integrazione dei giovani coinvolti nel tessuto sociale. In questo contesto, è stato sottolineato il ruolo attivo dell’Associazione “Solidarity in Action”, impegnata nella promozione di corsi di lingua italiana e laboratori formativi finalizzati all’acquisizione di competenze utili per l’inserimento nel mondo del lavoro. Attività che rappresentano strumenti concreti di inclusione e prevenzione del disagio sociale, contribuendo a costruire percorsi di autonomia e partecipazione attiva.
Presenti all’incontro anche gli studenti delle classi 1C – 2 D – 3 A dell’Istituto di istruzione superiore Antonello di Messina, accompagnati dalla prof.ssa Liddino e dalla dirigente scolastica prof.ssa Daniela Pistorino, a testimonianza del ruolo fondamentale della scuola nei percorsi di educazione alla legalità e all’inclusione.
L’evento ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sul ruolo della legalità come strumento di tutela e crescita sociale, soprattutto in relazione alle dinamiche migratorie, che richiedono risposte coordinate, consapevoli e orientate al bene comune.
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