Il Tribunale di Treviso con sentenza del 16 aprile 2026 ha condannato la banca a rimborsare una cliente messinese vittima di una truffa, assistita dall’avv. Fulvio Capria di Federconsumatori Messina, l’importo di €. 24.991,00 oltre spese legali.
La donna aveva ricevuto sul proprio cellulare una serie di sms apparentemente provenienti dal numero intestato alla propria banca, con i quali la si invitava a scaricare un’apposita applicazione, necessaria ad assicurare una maggiore sicurezza al conto corrente. Il giorno successivo, non riuscendo ad accedere al proprio conto, la signora contattava il servizio clienti, apprendendo così che il giorno prima risultava un ordine di bonifico sul proprio conto indirizzato d un soggetto alla stessa sconosciuto di € 24.991,00.
Poiché’ la banca assumeva che la responsabilità dell’accaduto fosse della cliente, la stessa promuoveva azione legale davanti al Tribunale di Treviso (comune di residenza della cliente) che, a definizione del giudizio dichiarava la responsabilità dell’istituto bancario per la mancanza di adeguati sistemi di protezione dei codici in uso ai propri clienti, circostanza che consentiva a terzi la sottrazione e l’uso indebito delle credenziali degli intestatari dei conti attraverso tecniche quali phishing e spoofing ormai da tempo note.
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