Il 18 aprile 2026, il fermo del comparto pesca in Sicilia è stato ufficialmente sospeso per scadenza dei termini, ma la protesta continua con le imbarcazioni che rimangono ferme nei porti. La Federazione Armatori Siciliani (FAS) ha annunciato che, nonostante la fine del periodo formale di fermo, l’attività non riprenderà finché non ci saranno interventi concreti del Governo sul caro gasolio.
- Il 90% degli operatori ha aderito alla mobilitazione, che coinvolge anche le marinerie del pesce spada. Non sono in corso blocchi fisici o presidi, ma una sospensione volontaria delle attività per responsabilità verso l’ordine pubblico. Gli armatori hanno paventato un possibile blocco dello Stretto di Messina se le interlocuzioni con le istituzioni non porteranno a risultati soddisfacenti. La protesta è diffusa in tutta l’isola, con particolare rilevanza nelle seguenti zone:
- Sciacca: Marineria in forte crisi che ha già organizzato sit-in e incontri con l’assessore regionale per chiedere ristori.
- Catania e Messina: Porti dove la FAS coordina le azioni di protesta e le minacce di blocco dello Stretto. A quanto pare lo stanziamento dei fondi regionali (attualmente 25 milioni di euro sono giudicati insufficienti per fare fronte alle esigenze del settore)












