Foto di: Antonio De Felice
Il Sindaco Federico Basile, con somma attesa di tutti e in un Salone delle Bandiere gremito, introduce la conferenza stampa sulle sue possibili dimissioni, ripetendo la tiritera che dal 2018 c’è stata una governance che non c’era e che ha cambiato la Città “da così a così”, parafrasando una nota pubblicità. L’atmosfera è da conferenza del Presidente del Cosiglio, tutti qui che attendono le fatidiche parole, ma lui ci gira intorno, sembra quasi dire: mi dimetto ma ho ben lavorato, rivotatemi. Allora, l’opinione pubblica si chiede: “Se è tutto apposto, perché ti dimetti?”
Le parole di Federico Basile: Oggi si deve aprire una nuova fase, mantenendo la propria identità, lavorando su un piano strategico scevro da condizionamenti politici. Nel Palazzo c’è una parte amministrativa e una rappresentanza popolare. Per governare ci vuole una solidità che serve all’azione amministrativa. Siamo entrati a Palazzo Zanca con 20 consiglieri, oggi ne abbiamo 13.
I corsi e ricorsi storici di Vico, il 25 gennaio del 2025 assistiamo alle dimissioni di Cateno De Luca, oggi il suo “rampollo” replica la scena, dicendo che non può più sopportare le dinamiche politiche d’aula, anche se nessuno questa volta se n’è accorto. Quasi tutte le delibere, infatti, sono state approvate. Continua, però il Sindaco: La città non merita di essere tenuta sotto scacco della politica, che guarda dall’esterno quello che si fa. Io vi dico che ho rassegnato le mie dimissioni, perché non voglio governare tirato dalla giacchetta a destra e a sinistra. Io voglio governare con un cambio di passo, che è quello che merita la città di Messina. Io non voglio dire, oggi, che mi dimetto, questo lo sapevate, ma voglio dire che mi ricandido. A volte è meglio fermarsi, per riprendere più forti di prima.
A quest’annuncio scoppia un’ovazione da stadio. Quando sono stato eletto mi avete votato per fiducia a De Luca, oggi è Basile che candida Basile.
Diciamo che le motivazioni fanno un po’ acqua da tutte le parti, ma dobbiamo apprezzare il coraggio nel metterci la faccia.










