La Direzione provinciale della Democrazia Cristiana di Messina si è riunita Martedì 4 febbraio 2026 per esaminare, tra l’altro, le ricadute sulla provincia di Messina delle delle novità scaturite dalle dimissioni del Segretario regionale Stefano Cirillo e dall’assunzione del nuovo ruolo di Renato Grassi (foto), nominato Segretario nazionale ad interim col compito di organizzare il prossimo Congresso. All’impegno ad affrontare le elezioni amministrative per la prossima primavera, già previste in 12 comuni, la Direzione provinciale del Partito dello Scudo Crociato, alla luce delle notizie su imminenti dimissioni del sindaco Basile, che produrrebbero automaticamente le elezioni anticipate anche nel Comune capluogo, ha deciso di costituire immediatamente un Coordinamento con il compito di mobilitarsi per organizzare sul territorio comunale tutte le attività utili a sostenere le liste del Partito per il Comune e per le Circoscrizioni. Unitamente allo sforzo elettorale e organizzativo, il Partito svilupperà sia l’elaborazione dei contenuti politici e programmatici, che i rapporti con tutti gli ambienti formati da associazioni di volontariato, mondo del lavoro e realtà vicine al mondo cattolico, che storicamente sono state vicine alla DC, partito che si è mosso e che si muove nel solco dei valori sturziani e che a Messina ha determinato nel tempo una solida tradizione di buon governo e di tenuta democratica delle istituzioni. Faranno parte della task force Dc per le previste elezioni comunali a Messina questi elementi, portatori di diverse esperienze e di nuove potenzialità: Franco Pitrè, Carmelo Indaimo, Rosalia Schirò, Pippo Previti. Cristina Ponzio, Giovanni Caruso, Giovanni Donato, Nunzio Signorino, Paolo Scivolone e Alfredo Manganaro. Il Segretario provinciale della Dc di Messina, Giovanni Frazzica, ha già convocato il nuovo organismo operativo per lunedì 9 p.v. al fine di iniziare immediatamente le attività di una campagna che si prevede intensa e difficile, ma importante per il futuro della Città per cui l’elettorato deve essere chiamato, più di prima, alla consapevolezza ed alla partecipazione.











