Di seguito la nota del consigliere del PD, Alessandro Russo al Signor Vice Sindaco di Messina, all’Ing. Arch. Salvatore Mondello e
p.c. alla Presidente di ATM S.p.A.
Avv. Carla Grillo:
RussrGentile Vice Sindaco,
la presente a seguito delle recentissime notizie relative all’ultima decisione sancita dalla Corte di Cassazione in merito all’obbligo da parte di ATM all’assunzione di cinque apprendisti autisti che l’Azienda, in passato, non aveva inteso assumere. Decisione, questa, che giunge ultima solo in ordine di tempo e che fa il paio con numerose altre simili decisioni, relative tutte alla giustizia di lavoro, che vede ATM S.p.A. soccombere in cause di lavoro (pensionamenti anticipati, licenziamenti, apprendistati terminati senza successive assunzioni, …) a favore dei ricorrenti.
In particolare modo, ai fini del corretto esercizio di controllo in capo al sottoscritto consigliere comunale, è opportuno rilevare come le cause di lavoro che l’Azienda avvia nei confronti di propri dipendenti debbano comunque sottostare alla logica costituzionale del buon andamento e della economicità dell’azione amministrativa; ciò comporta, o dovrebbe comportare, in capo ai dirigenti aziendali uno scrutinio molto severo sulla temerarietà delle cause di lavoro che ATM decide di avviare, valutando, singolo caso per singolo caso, quali possano avere fondatezza giuridica e quali, invece, espongano l’azienda a soccombenza nei vari gradi di giudizio.
Orbene, il trend registratosi finora, a dire il vero, preoccupa oltremodo poiché il caso degli ultimi cinque ex apprendisti da assumere è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di numerosi altri che hanno visto ATM soccombere sempre in cause di lavoro: licenziamenti, pensionamenti, cause disciplinari.
Alla luce di quanto sopra e soprattutto a restare solo all’ultimo caso dei cinque apprendisti, nel quale la Suprema Corte di Cassazione correttamente riconosce loro il diritto all’assunzione, dopo il regolare percorso di apprendistato completato che avrebbe pertanto dovuto preludere all’ammissione nei ranghi operativi stabili dell’Azienda, preoccupa lo scrivente consigliere la eccessiva apparente semplicità con cui ATM S.p.A. abbia proceduto a intentare cause di lavoro, esponendo sostanzialmente l’azienda al rischio elevato di soccombenza e, di conseguenza, di conseguenze erariali evidenti.
Nel momento in cui si intenta causa, è richiesto al dirigente aziendale di valutare molto accuratamente la possibilità e l’opportunità della causa alla luce delle norme e della giurisprudenza.
Agire legalmente alla giustizia di lavoro impegnando per tale finalità le risorse pubbliche dell’Azienda rafforza la necessaria diligenza dirigenziale, proprio perché — laddove soccombenti — il costo della lite ricade sulle casse aziendali, quindi pubbliche.
Stando così le cose, è interesse di questo consigliere comunale approfondire alcuni aspetti di gestione dell’ATM S.p.A. che rilevano ai fini del controllo sull’azienda.
In primo luogo, si richiedono i dati relativi al contenzioso di lavoro che ha visto ATM S.p.A. coinvolta nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025. In particolar modo: quanti sono stati i contenziosi di lavoro avviati nei confronti di ATM S.p.A. da parte di lavoratori, ex lavoratori e ogni altro soggetto qualificato per ragioni di servizio (apprendistato, stage, …) a proporre lite nei confronti di ATM S.p.A.; inoltre, quanti contenziosi di lavoro siano stati invece avviati da ATM S.p.A. nei confronti di lavoratori, ex lavoratori e ogni soggetto qualificato per ogni ragione di servizio (apprendistato, stage, …).
In secondo luogo, è interesse conoscere la percentuale di soccombenza di ATM S.p.A. nei contenziosi di lavoro, sempre nel triennio 2022 – 2025 interessato.
Infine, laddove si manifesti che dai dati di andamento del contenzioso di lavoro l’indice di soccombenza del triennio interessato sia a un livello tale da risultare eccessivo rispetto a un trend fisiologico, soprattutto se correlato a soccombenze per cause di lavoro che per la loro formulazione potevano apparire temerarie o di difficile percorribilità alla luce dei riferimenti normativi e giurisprudenziali, si invita a valutare l’attivazione tempestiva dell’azione di accertamento delle responsabilità amministrative e dirigenziali, ivi perseguendo eventuali accertamenti per esposizione al danno erariale nell’utilizzo delle risorse aziendali collegate a un ricorso al contenzioso eccessivo e/o temerario in riferimento alle decisioni poi assunte dal Giudice.
Tale azione di responsabilità si rende necessaria e opportuna per verificare se l’uso delle risorse aziendali sia stato sempre improntato a economicità, efficienza, buon andamento e opportunità in ambito di contenzioso di lavoro oltre che per ribadire come le risorse pubbliche di cui l’Azienda è titolare debbano essere utilizzate sempre secondo l’oculatezza e la diligenza richieste maggiormente a chi la dirige.
Certo di un Suo cortese riscontro alla presente, porgo i miei











