Rispondendo a nostre osservazioni, Stretto di Messina SpA ha confermato qualche giorno fa che l’analisi costi-benefici del progetto del ponte ipotizzava una tariffa minima di quasi 20 euro per autovettura, mentre il Ministro Salvini in margine alla riunione CIPESS ha parlato di 4-10 euro. La società ha dichiarato che le previsioni dell’analisi economica erano “prudenziali”; rifacendo i conti l’equilibrio f inanziario di gestione e manutenzione risulterebbe garantito con una tariffazione sensibilmente inferiore. Avevamo chiesto a SdM e Salvini di esporre i documenti economici del ponte. Ancora una volta viene risposto con parole senza riscontri. E, ancora una volta, queste parole non convincono. In base a quali calcoli l’analisi costi-benefici prevedeva tariffe doppie o quintuple rispetto al necessario? Visto che non li forniscono loro, proviamo a farli noi due conti in croce, orientandoci a spanne tra le informazioni secretate dei conti del ponte. I costi di gestione e manutenzione per opere di questa dimensione si attestano mediamente poco sopra lo 0,5%/anno rispetto al costo complessivo. Su 13,5 mld siamo a circa 70 milioni/anno. In effetti, l’analisi costi-benefici indicava 71,2 milioni/anno per tale voce. Questo valore “standard” però è sottostimato perché il ponte prevede interventi innovativi e costosissimi. Si pensi per esempio che le decine e decine di chilometri di acciaio dell’impalcato e dei cavi dovrebbero essere sottoposti a deumidificazione continua: un immenso sistema di condizionatori d’aria che raggiungono h24, 365 giorni l’anno ogni centimetro dell’ acciaio della struttura e dei cavi del ponte; si pensi anche ai complessi “smorzatori sismici” dinamici attivi prescritti per le fondazioni dei blocchi di ancoraggio, che richiedono spese straordinarie di drenaggio idraulico, controllo e manutenzione, con consumi molto più elevati del normale di energia elettrica. La previsione dei costi di gestione e manutenzione dell’analisi costi-benefici appare dunque imprudentemente insufficiente. Tuttavia, pur volendo considerare adeguata questa previsione, è necessario ritenere che l’analisi costibenefici avesse stimato tariffe “elevate” al fine di garantire la copertura delle spese di gestione del ponte. Oggi apprendiamo che una delle principali voci di ricavo che dovrebbero coprire quei costi risulta più che dimezzata. Come viene garantito dunque l’equilibrio finanziario? Quale rivoluzione tecnologica è intervenuta nell’ultimo anno per giustificare questo crollo? O l’analisi costi-benefici era così inaccurata e incompleta (lo avevamo detto) da presentare valori finanziari di fantasia? E adesso il documento che garantisce l’utilità sociale e la sostenibilità economica e finanziaria del ponte rivedrà le sue previsioni di costi e ricavi? O forse il problema non si pone perché interverrà un non esplicitato “contributo pubblico” continuo per succhiare ancora centinaia di milioni dei contribuenti? In assenza di documenti i conti del ponte restano un mistero, e l’equilibrio finanziario di gestione una favola. Per chiarire questo mistero e sfatare la favola SdM e Salvini hanno un’unica strada: pubblicare i documenti economici e contabili del progetto (Piano Economico-Finanziario, computo metrico, quadro economico del progetto, stima dei costi, piano di manutenzione). Visto che si spendono soldi dei contribuenti è un atto dovuto. Non è sopportabile che i conti del ponte siano un segreto di Stato. È un fatto di informazione, trasparenza, democrazia. Prof. Domenico Gattuso (Università di Reggio Calabria) Prof. Guido Signorino (Università di Messina)











