A Messina, le piste ciclabili presentano diverse problematiche, tra le quali segnaletica confusa, posizione inadeguata sul marciapiede e mancanza di un progetto integrato. Questo ha portato a una percezione di inefficacia e pericolosità, con conseguenti disagi per i ciclisti e altri utenti della strada.
- Segnaletica e ubicazione:
Alcune piste ciclabili sono state realizzate sul marciapiede, creando confusione e ostacoli per pedoni e ciclisti. La segnaletica spesso non è chiara, rendendo difficile la comprensione del percorso per chi utilizza la bicicletta.
Mancanza di integrazione:La realizzazione di piste ciclabili senza un piano complessivo ha portato a situazioni in cui i parcheggi sono stati eliminati, causando problemi per l’accesso a servizi come il poliambulatorio.
- Soste irregolari:
La polizia municipale ha intensificato i controlli a causa di soste irregolari sulle piste ciclabili, che impediscono il transito di biciclette e pedoni.
- Pericolosità percepita:
L’associazione FIAB ha denunciato la pericolosità della città per i ciclisti, sottolineando che le piste ciclabili, anche se presenti, non sono sufficienti a garantire la sicurezza.
In sintesi, mentre l’obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile attraverso le piste ciclabili è condivisibile, a Messina si sono verificati errori di progettazione e attuazione che ne hanno, di fatto, compromesso l’efficacia e la sicurezza.
A seguuire il documento della Fiab:
«Fiab Messina Ciclabile esprime perplessità nell’apprendere dalle testate giornalistiche delle modifiche che
l’amministrazione comunale ha deciso di apportare ai piani di sviluppo della rete ciclabile urbana». Così, i
vertici dell’associazione prendono posizione contro i programmi annunciati dal sindaco della città dello
Stretto, Federico Basile, in base ai quali «si prevede l’abbandono dell’idea di realizzare vere piste ciclabili a
beneficio di corsie ciclopedonali (non chiamiamole piste), rinunciando a un intervento strutturale sulla via
Garibaldi. Quest’ultima rappresenterebbe, invece, un asse strategico per la mobilità ciclabile cittadina, su
cui intervenire con urgenza. Anche in termini di sicurezza stradale e moderazione della velocità visto l’alto
tasso di incidentalità delle nostre strade».
Le modifiche indicate – secondo Fiab Messina Ciclabile – «appaiono come un passo indietro rispetto a
quanto necessario per costruire una mobilità urbana moderna, sicura e inclusiva. L’amministrazione
afferma di voler garantire continuità ai percorsi ciclabili, ma nei fatti rischia di ottenere il risultato opposto.
La ciclabile su via Garibaldi avrebbe rappresentato una connessione logica e diretta da piazza Cairoli verso
la zona nord della città. Al contrario, si propone oggi una ciclopedonale monodirezionale in direzione sud su
via Cesare Battisti, con caratteristiche che non garantiscono la sicurezza, né per chi pedala, né per chi
cammina».
Ferma convinzione dell’associazione è che la strada intrapresa da palazzo Zanca vada in direzione opposta
rispetto a quella imboccata nelle realtà più avanzate: «Da anni molte città stanno superando il concetto di
ciclopedonale, optando per soluzioni più incisive, come l’introduzione delle “Zone 30”, dove tutti i veicoli,
bici comprese, condividono la strada in sicurezza, grazie a una riduzione generalizzata della velocità. La bici
è un veicolo e come tale va tutelata con infrastrutture dedicate o con una gestione integrata della strada,
non confinata in spazi promiscui con i pedoni. L’esperienza già fatta sulla litoranea – incalzano gli esponenti
locali della Fiab – dimostra l’inadeguatezza delle ciclopedonali: rendono difficoltosa la convivenza tra chi
cammina e chi pedala. Il messaggio che sembra emergere è che a Messina non si possa nemmeno
ipotizzare una riduzione dello spazio destinato alle auto, al contrario di quanto accade in molte città italiane
ed europee, dove la mobilità sostenibile è una priorità».
Non intervenire su via Garibaldi, pertanto, «significa accettare lo status quo, fatto di sosta selvaggia, corsie
preferenziali occupate abusivamente e spazi pubblici sbilanciati a favore dell’auto privata. Significa
continuare a mettere l’automobile al centro dello spazio urbano, anziché le persone. Ci rendiamo conto –
proseguono gli esponenti dell’associazione – che una rete ciclabile ben progettata non si costruisce in pochi
mesi, ma è proprio per questo che servirebbe una visione chiara e condivisa. Purtroppo, rileviamo che
anche in questa occasione l’amministrazione non ha ritenuto utile confrontarsi con chi da anni si occupa di
mobilità attiva in città, perdendo un’opportunità di partecipazione e di ascolto».
«Confidiamo – la chiosa – che la prossima edizione della Settimana europea della mobilità, in programma
dal 16 al 22 settembre, possa essere occasione di un confronto serio e costruttivo sul tema, come da Fiab
Messina Ciclabile più volte auspicato e come promessoci in precedenti incontri dall’amministrazione».











