«Eppure – ricorda Russo – Basile giustificò la nascita di Fondazione Messina per la Cultura come possibile strumento di valorizzazione e strutturazione proprio dei professori d’orchestra del Vittorio Emanuele: per il tramite delle attività di questa Fondazione, diceva, l’orchestra e la sua produzione avrebbe potuto essere strutturata definitivamente. Promessa che nel Documento unico di programmazione approvato appena lo scorso inverno, la giunta Basile mise nero su bianco come obiettivo del proprio mandato, addirittura prevedendo la stabilizzazione dei musicisti residui dell’orchestra». E invece, continua l’esponente del Pd, «dalle parole ai fatti il dato è quindi quello di queste ore: il Teatro Vittorio Emanuele e i suoi valenti orchestrali sono completamente tagliati fuori da un cartellone di iniziative che la Fondazione che ha come missione quella di diffondere cultura a Messina sta proponendo alla città. Una drammatica testimonianza del disinteresse della giunta Basile e della sua maggioranza rispetto alle sorti e alle prospettive del Teatro che, si ricorda, sulla carta è la più importante istituzione culturale cittadina. Una penalizzazione e un disinteresse dell’amministrazione che non possono non essere spiegati ai messinesi». Per questo Russo pone alcuni quesiti specifici: «Perché del Teatro non interessa più nulla a Basile? Perché le promesse su questo punto sono state completamente disattese? Ci sono ragioni di conflitto politico sull’uso del teatro tra Basile-De Luca e l’assessorato regionale competente che si stanno continuando a giocare sulla pelle dei musicisti e sulla sopravvivenza stessa del Vittorio Emanuele?».











