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Hack4Future 2025 – Hack the Climate Change – Sicily: si chiude a Messina la seconda edizione dell’hackathon interuniversitario dedicato ai cambiamenti climatici

Dati, tecnologia e collaborazione tra giovani talenti sono gli ingredienti chiave per affrontare le transizioni ecologica e digitale

Messina, 22 maggio 2025 – Si è conclusa ieri presso l’Università degli Studi di Messina la
seconda edizione di Hack4Future 2025 – Hack the Climate Change – Sicily, l’hackathon
regionale promosso da Open Data Playground in collaborazione con le Università di
Messina, Catania e Palermo, con il supporto tecnico di Palantir e la partnership di Fourth
Age, ZeroCO2 e Open Search Network.
L’evento ha coinvolto oltre 80 studenti universitari, organizzati in team multidisciplinari, nella
progettazione di soluzioni data-driven per affrontare le conseguenze del cambiamento
climatico in Sicilia, con particolare attenzione alla gestione sostenibile delle risorse idriche.
Durante la giornata finale nel pomeriggio di Mercoledi’ 21 Maggio, ospitata nell’Aula Magna
del Dipartimento MIFT, campus Papardo di UniMe a Messina, i quattro team finalisti hanno
presentato i propri progetti davanti a una giuria composta da professori, esperti scientifici e
rappresentanti istituzionali e ad una ampia platea di studenti, esperti ed amatori. Le soluzioni
proposte hanno affrontato tematiche come la previsione della disponibilità idrica negli invasi,
l’analisi delle precipitazioni e l’integrazione di modelli climatici con dati geospaziali e
ambientali.
Il Team Arancini, composto da Aimeerim Turatbekova, Elina Karimova e Madizhan
Islambek, studenti dell’Università di Messina, si è aggiudicato il primo posto grazie a un
modello predittivo sviluppato con tecniche di machine learning e PCA, in grado di stimare un
calo del 27% delle precipitazioni in Sicilia entro il 2050. Il progetto ha convinto la giuria per
rigore scientifico, utilizzo avanzato della piattaforma Palantir Foundry e potenziale impatto
operativo sulle strategie di gestione idrica. Piazza d’onore, nell’ordine, per i team Noise
Enhanced Students, composto da Alessandro Catalano, Gabriele La Milia e Gabriele Lo
Cascio, studenti dell’Università di Catania (Catalano) e di Palermo, GRIM, composto da
Mahgol Balazadeh, Parham Kasiri, e SeyedAmin Ghazizadeh studenti dell’Università di
Messina, e SPIRIT composto da Mohamed Sherif, Mohamed Ibrahim Ahmed, Nasywa
Azzahra e Rizqi Ramadhani, studenti dell’Università di Messina.
Oltre alla componente competitiva, Hack4Future ha previsto un intenso percorso formativo:
durante il mese di aprile tutti i partecipanti hanno seguito un programma di training tecnico
su Palantir Foundry, affrontando tematiche di Data Engineering, Data Science e Data
Analysis con il supporto di mentor e tutor specializzati.
La direzione scientifica dell’evento è stata affidata ai professori Salvatore Distefano
(UniMe), Roberto Pirrone (UniPa) e Orazio Tomarchio (UniCT), con il supporto scientifico
di numerosi colleghi (Maurizio Giacobbe, Giuseppe Tricomi, Giuseppe Aronica – UniMe,
Giovanni Cicceri, Antonio Francipane, Valerio Noto – UniPa, Giovanni Bellitto – UniCT)
esperti regionali (Luigi Pasotti – Regione Sicilia, SIAS) e stakeholder pubblici e privati.
«Eventi come Hack4Future – ha commentato Aldo Razzino, founder di Open Data
Playground – sono fondamentali per mettere in contatto gli studenti con le sfide reali del

territorio. Dati, tecnologia e collaborazione tra giovani talenti sono gli ingredienti chiave per
affrontare le transizioni ecologica e digitale». «Siamo soddisfatti dell’esito di Hack4Future e
speriamo di poter organizzare una nuova edizione nel 2026, possibilmente con un maggiore
supporto delle Istituzioni e coinvolgimento degli studenti» ha aggiunto Salvatore Distefano.
L’obiettivo per il futuro è quello di rendere Hack4Future un appuntamento fisso nel
calendario dell’innovazione siciliana, capace di generare impatto concreto e opportunità per
gli studenti e per l’intero ecosistema territoriale.
Per informazioni: a.razzino@opendataplayground.com

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