Spiace davvero di dover apparire come l’inciampo, il freno alla ripartenza – necessaria e non rinviabile – del PD in Provincia di Messina.
Sono stato io, a nome di un consistente gruppo di iscritte ed iscritti, durante l’ultima Assemblea Provinciale svolta prima dell’apertura formale della fase congressuale, a proporre un percorso unitario di fronte a un Partito lacerato, sfilacciato e disorganizzato, all’insorgenza dei ricorsi ed un evidente equilibrio tra le forze in campo.
Chi ieri ha rifiutato di costruire uno spazio di condivisione, anzi ha avvelenato i pozzi con ricorsi, parlando di capi bastone e signori delle tessere, oggi chiede di tornare a lavorare che per coinvolgere tutte le competenti del partito.
Non posso che essere il primo, insieme a tante e tanti altri, ad auspicare una pacificazione che porti il partito sulle priorità e sulle prospettive indicate dalla Segreteria Nazionale Elly Schlein.
Mi spiace evidenziare che nessun coinvolgimento, nessun confronto si è aperto o almeno a nessun confronto siamo stati invitati, a meno qualcuno non immagini un percorso unitario che escluda pezzo da marginalizzare. Di nessun accordo eravamo a conoscenza e a nessun accordo potevamo opporci, semplicemente perché non eravamo a conoscenza.
Si apra un tavolo che rappresenti tutto il partito, o meglio ancora si utilizzi l’Assemblea Provinciale, come si poteva fare domenica, per confrontarci nella chiarezza, nella trasparenza, lontani da caminetti e conciliaboli.
Rimaniamo, quindi, più che disponibili ad pacificazione vera, seria e profonda che non può riguardare solo cariche e postazioni ma che deve avere a che fare soprattutto il modo e lo stile con cui si sta nel partito o lo si rappresenta nelle istituzioni. Un percorso che non umili nessuno ma valorizzi tutte e tutti coloro che vogliono un PD più forte, aperto e presente nelle nostre comunità».











