A seguire la nota del Presidente del Consiglio Comunale Cons. Sebastiano Pergolizzi:
Cara Senatrice Musolino,
Le scrivo con la speranza di portare alla sua attenzione la questione delicata dell’emergenza idrica
che interessa la nostra città che, a mio avviso, merita una riflessione più approfondita e, soprattutto,
non superficiale e faziosa.
Innanzitutto, in qualità di Presidente del Consiglio Comunale di Messina, ritengo prioritario
intervenire pubblicamente per tutelare l’onorabilità dell’Istituzione Consiglio Comunale contro i
suoi reiterati attacchi ingiustificati e privi di fondamento.
L’intero Consiglio Comunale opera nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e partecipazione e
le sue dichiarazioni non rispecchiano la realtà dei fatti e mirano unicamente a destabilizzare il corretto
funzionamento delle nostre istituzioni.
Qualsiasi tentativo di screditare il lavoro di questo Consiglio Comunale sarà contrastato dallo
scrivente, con decisione e fermezza, tutelando e rivendicando il rispetto delle proprie prerogative,
anche attraverso atti ispettivi e di controllo.
Giova a tal proposito rammentare alla Senatrice che, forse distratta da più cose mentre viaggia da
Roma, il Consiglio comunale della città sulla vicenda idrica si è riunito in seduta straordinaria già una
prima volta nello scorso mese di luglio. La seduta degli scorsi giorni è stata la seconda e durante la
stagione estiva le commissioni competenti hanno più volte affrontato la delicata materia con
l’AMAM, i tecnici e gli assessori competenti. Se questo, per la Senatrice, significa “dormire”,
sicuramente abbiamo due concezioni diverse.
Non posso fare a meno di notare che, nelle sue recenti dichiarazioni, Lei evita di parlare della siccità,
dei cambiamenti climatici e di altre cause che indubbiamente contribuiscono alla crisi attuale.
Intendo tralasciare la vicenda “convenzione”, ormai chiarita ampiamente dall’amministrazione e più
volte riportata dagli organi di informazione, che sostanzialmente non ha mai avuto alcuna rilevanza
per la portata d’acqua in città poiché la quantità idrica vettoriata a Taormina tornava a Messina nelle
medesime quantità e che ancora più evidente sarà tra qualche settimana quando verranno pubblicati i
dati volumetrici della conturizzazione dell’acqua che Amam e Siciliacque forniranno. Vicenda,
questa, che è stata più volte oggetto di sue insinuazioni, accuse e affermazioni strumentali
puntualmente smentite e che pure sono state reiterate in modo scomposto.
Tuttavia, vi è un aspetto fondamentale che è stato omesso: la drammatica inefficienza della rete idrica
locale.
Secondo dati pubblici e facilmente verificabili, circa il 52% dell’acqua che viene immessa nella rete
si disperde prima ancora di raggiungere le case dei cittadini.
Si tratta di un numero impressionante che dipende principalmente dalle innumerevoli falle della rete
idrica, infrastrutture obsolete che non erano mai state oggetto di manutenzione.
Vogliamo ricordare infatti che a partire dal 2018 si è avviato un piano di interventi e
programmazione mirata per risolvere queste criticità e modernizzare il sistema.
Questo significa che, nonostante la comunicata quantità di acqua che parte dalle nostre riserve, pari a
1010 l/s, nei rubinetti ne arriva comunque la metà proprio per la ricordata inefficienza della rete di
distribuzione: ecco dov’è l’acqua, che lei richiede.
Sorvolare su questo dato e non affrontare con urgenza la questione degli interventi necessari, non solo
travisa la portata del problema, ma rischia di allontanare l’attenzione pubblica dalle vere soluzioni.
Allo stesso modo, con la volontà di ingenerare un clima di sospetto nella cittadinanza, citare i cinque
distacchi effettuati da Amam appare uno sgarbo istituzionale. Infatti, come del resto ampiamente
comunicato nel tempo, quei cinque distacchi sono stati effettuati, come la Senatrice Musolino conosce
bene, essendo stata assessore della giunta che ha programmato quell’intervento, per mettere in
sicurezza l’acquedotto Fiumefreddo da ulteriori rischi, mentre l’appalto del PNRR, i cui lavori sono
iniziati da poco, servono proprio per porre rimedio a quelle riparazioni strutturali delle condutture
idriche che consentiranno di aumentare l’acqua da distribuire in città diminuendo le perdite.
Sempre riguardo alla distribuzione di acqua alle famiglie messinesi, non è superfluo ricordare che,
rispetto all’estate 2023, la città di Messina ha subito in questa stagione una riduzione della portata
idrica pari a circa 300 l/s, fatto che ha inciso ovviamente in modo sensibile sul fabbisogno di acqua
della città.
È troppo facile attribuire la responsabilità a carico dell’Amam, ma il fatto che metà dell’acqua che
arriva si perda a causa di tubazioni rotte è una responsabilità che non può più essere ignorata, in
particolare da parte di un parlamentare messinese.
I cittadini meritano di sapere la verità nella sua completezza e hanno il diritto di pretendere risposte
e azioni concrete.
Invece di continuare a nascondere questa realtà sotto il tappeto, Le chiedo di prendere atto di queste
problematiche e impegnarsi attivamente per richiedere gli investimenti necessari per modernizzare la
rete idrica, per porre la questione della sicurezza idrica della città in sede di commissione
parlamentare e presso i suoi eventuali riferimenti nel governo regionale.
Solo così si potrà davvero affrontare questa emergenza in modo serio e duraturo.
Spero vivamente che voglia riconsiderare la sua posizione e, soprattutto, che dia priorità alla
trasparenza nei confronti dell’intera cittadinanza, alla quale bisogna prospettare soluzioni e non
mezze verità.
Non adoperarsi nel senso sopra prospettato appare altrimenti una mera strumentalizzazione a uso
politico dei problemi seri che stanno vivendo i messinesi, utili probabilmente a legittime personali
ambizioni politiche future, una volta terminato il suo mandato parlamentare, ma certamente non utili
alla risoluzione dei veri problemi di Messina.










