La richiesta del Governo nazionale . tramite il ministro MatteoSalvini, alle regioni Sicilia e Calabria di contribuire alle spese del Ponte sullo Stretto, prelevando le risorse finanziarie dal fondo di sviluppo e coesione , ha scatenato una nuova diatriba tra le diverse posizioni. Ecco le dichiarazioni :
Vincenzo Figuccia, deputato della Lega all’Assemblea regionale siciliana.
“Come ho già sostenuto in passato il Ponte sullo Stretto è una grande opportunità per la Sicilia. L’opera finalmente ci permetterà di collegare la nostra regione non solo all’Italia ma anche all’Europa, consentendo di superare il gap con le altre regioni soprattutto riguardo alla rete stradale e ferroviaria. Così come sostenuto da Salvini è opportuno che ci sia un contributo da parte della Sicilia e della Calabria.
Le chiacchiere stanno a zero e ogni commento demagogico serve solamente a screditare una grande infrastruttura innovativa e necessaria per tutta la nazione”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato della Lega all’Assemblea regionale siciliana.
“Come ho già sostenuto in passato il Ponte sullo Stretto è una grande opportunità per la Sicilia. L’opera finalmente ci permetterà di collegare la nostra regione non solo all’Italia ma anche all’Europa, consentendo di superare il gap con le altre regioni soprattutto riguardo alla rete stradale e ferroviaria. Così come sostenuto da Salvini è opportuno che ci sia un contributo da parte della Sicilia e della Calabria.
Le chiacchiere stanno a zero e ogni commento demagogico serve solamente a screditare una grande infrastruttura innovativa e necessaria per tutta la nazione”.
Coordinamento: “Invece del ponte – cittadini per lo sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto”
L’ultima dichiarazione del Ministro Salvini sul ponte va oltre il ridicolo; afferma infatti il Ministro: “Il ponte in sé costa la metà dei 12 miliardi stanziati, perché l’intera cifra prevede 20 km di strade e 20 km di ferrovie in Sicilia e Calabria”. È una affermazione falsa o stupida. Salvini sta dicendo che 6 miliardi costano i piloni e l’impalcato mentre gli altri 6 sarebbero per i 40 km delle rampe d’accesso autostradali e ferroviarie. Senza quei 40 km il ponte rimarrebbe appeso per aria, aggrappato al nulla. Sfidiamo Salvini a fare “il ponte in sé” senza allacciarlo alle reti stradali e ferroviarie, e poi spiegare agli italiani (e alla Corte dei Conti) a che serve e perché lo abbia fatto. Non si illuda il Ministro: i siciliani non si fanno prendere in giro dagli incantatori di serpenti che, intanto, programmano lo scippo dei fondi destinati ai nostri territori. Con i 12 miliardi, invece del ponte, vogliamo investimenti ed infrastrutture utili e non devastanti.
I gruppi Lega Salvini premier e Prima L’italia del Comune di Messina
Se forza Italia ha cambiato idea sul ponte lo dica chiaro e senza troppi giri di parole. È davvero surreale che da due giorni piovano critiche oltre che da Pd e M5S anche dal partito di colui che per primo si battè per la realizzazione del ponte sullo stretto, il compianto presidente Berlusconi. E’ palese che si tratti soltanto di una polemica strumentale perché si stanno avvicinando le elezioni europee. Infatti il programma infratturale della Sicilia non subirà nessun rallentamento anzi riteniamo che il fondo sociale di coesione sia lo strumento giusto dal quale attingere una parte delle risorse per finanziare un opera che a sua volta farà da attrattore per altri investimenti.
Così in una nota i consiglieri comunali Mirko Cantello, Amalia Centofanti, Emilia Rotondo , Giulia Restuccia e Giuseppe Villari
Il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca.
“Questo Governo ha svenduto la Sicilia e i siciliani con una trattativa omertosa che oggi abbiamo smascherato e per la quale il presidente Schifani deve presentarsi in aula.
Ieri nella nota stampa a firma di Schifani si leggeva che la giunta regionale si impegnava a destinare un miliardo di euro di risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, dandone comunicazione al ministro Salvini con nota del 18 ottobre.
Ebbene siamo andati a ricercare la delibera di giunta in questione ma non l’abbiamo trovata, e non l’abbiamo trovata perché non esiste.
L’unico documento che abbiamo ottenuto, e per la cui visione abbiamo dovuto fare una formale richiesta di accesso agli atti vedendo negata la nostra prerogativa di parlamentari, è una nota di poche righe nella quale il presidente Schifani informa il ministro Salvini che la giunta si è impegnata all’unanimità a destinare la somma pari a un miliardo di euro per la costruzione del ponte sullo stretto a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la coesione 2021-2027.
Inoltre, si legge ancora nella nota, un ulteriore somma non inferiore a 200 milioni di euro sarà destinata alla medesima finalità attingendo alle risorse liberate del Fondo Europeo di Sviluppo regionale 2014 – 2020 nonché alle risorse del programma operativo complementare dello stesso ciclo di programmazione.
E tutto questo sapete perché? Sapete perché il Governo ha deciso di svendere la Sicilia?
Perché vittima di un ricatto del ministro Salvini.
Questo Governo, questo presidente si è lasciato ricattare dal governo nazionale, che ha posto come condizione per dare seguito all’accordo stato regione, che prevede dei trasferimenti per l’aumento alla compartecipazione della spesa sanitaria, lo stanziamento di un miliardo e 200 milioni per la realizzazione del ponte sullo stretto come si legge nella nota.
La dimostrazione di questa truffa la si riscontra con la nota con la quale Schifani e i suoi assessori, proprio come quattro amici al bar, hanno deciso
di destinare queste somme dei siciliani al ministro Salvini e che riporta la data del 18 ottobre, data che coincide con quella in cui viene emanato il decreto legge 145/2023 che dà attuazione all’accordo stato regione riconoscendo alla Sicilia la somma di 300 milioni di euro.
Vergogna! La Sicilia svenduta per pochi spiccioli, ancora una volta. La storia si ripete.
Questo è tradimento. Schifani sta continuando a tradire la Sicilia. Abbiamo richiesto anche la copia del verbale della seduta di giunta durante la quale si è consumata questa vergogna. Siamo pronti a predisporre, in accordo con gli altri partiti dell’opposizione, una mozione di sfiducia nei confronti del presidente Schifani e pretendiamo un dibattito immediato sul merito della vicenda.
Pretendiamo che il presidente Schifani venga in aula a spiegare questo atteggiamento oltraggioso e vergognoso. Schifani non scappare come sempre… anzi, scappa sì, ma una volta per tutte lontano da questo palazzo e libera la Sicilia.”
Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia
“La compartecipazione delle Regioni Sicilia e Calabria al finanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina era già stata concordata con il ministro Salvini. Il presidente Schifani non ha detto di non voler partecipare al finanziamento dell’opera, c’è un equivoco su 300milioni in più chiesti dal governo. La Sicilia aveva invece deliberato per stanziare 1 miliardo di euro”.
“Tutto questo può essere superato e chiarito attraverso la stesura dell’accordo di coesione che verrà negoziato con il ministro Raffaele Fitto, in quella sede si stabiliranno tutti i progetti che verranno finanziati con il Fondo sviluppo e coesione, e la Sicilia avrà più di 6 miliardi di euro per opere pubbliche.
Ricordo che in passato le Regioni del Mezzogiorno hanno avuto difficoltà nella spesa di queste risorse, che spesso sono state restituite, adesso grazie al decreto Sud avremo strumenti nuovi per rendere la spesa dei fondi europei più efficiente e rapida.
È sacrosanto che Sicilia e Calabria partecipino in parte al finanziamento dell’opera perché il costo del Ponte è di circa 5 miliardi, e serve a tutto il Paese, il resto delle risorse preventivate in legge di bilancio saranno impiegate per le opere complementari, come ad esempio collegamenti ferroviari ed autostradali, riqualificazione del waterfront, metropolitana di Messina, che interesseranno queste due Regioni”.











