Riflessioni a voce alta del Prof Aldo Ficara:
La parola educazione significa, nel suo senso più generale, l’attività di educare, cioè di aiutare lo sviluppo di capacità e attitudini di una persona, affinarne la sensibilità, correggerne il comportamento e trasmetterle elementi culturali, estetici e morali. Più in particolare, il termine indica il processo di trasmissione della propria cultura, che è diverso per ogni situazione storica e geografica; attraverso questo processo, che avviene all’interno di istituzioni sociali come la scuola e la famiglia, la personalità umana viene strutturata e integrata nella società. A Messina al posto di istituzioni sociali come la scuola e la famiglia, troneggia il carro-attrezzi, strumento di rimozione che vuole educare gli automobilisti indisciplinati. Quelli più volte indicati dall’amministrazione comunale come diretti responsabili della installazione dei cordoli della discordia perché abituati a fermarsi in seconda e terza fila. Ma da un paio di giorni arriva la notizia che fa entrare nella scena rieducativa messinese la Procura della Repubblica. Infatti, in numerosi giornali si legge: “Un vasto giro di corruzione attraverso denaro e regalie varie per avere la “preferenza” sugli interventi urgenti del carro-attrezzi, non solo durante le ore notturne della movida cittadina tra il 2018 e il 2020, Auto da prelevare e soldi da incassare. È questo che ipotizza la Procura per l’inchiesta che adesso approda davanti al gup “. Insomma verrebbe da dire: “ Il carro-attrezzi che vuole educare gli automobilisti messinesi viene educato dalla Procura della Repubblica “.











