La Delegazione di Messina dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore
alle Reali Tombe del Pantheon ricorda l’”Angelo della Carità”
Messina. Nella storia di una città spesso un evento diventa il simbolo della città stessa. Questo
accadde anche per la città peloritana che il 28 dicembre 1908 divenne, suo malgrado, testimone di
un’immane tragedia. La città dello Stretto fu colpita da un tremendo terremoto e conseguente
maremoto che uccise 100.000 persone. Tra le prime autorità ad intervenire in Sicilia la Regina Elena.
La città di Messina, riconoscente per l’attività svolta, 63 anni fa le volle dedicare un imponente
monumento che fu criticato dai movimenti antimonarchici. In difesa del monumento si schiero
Giovannino Guareschi, l’autore di “Don Camillo e Peppone”, che scriveva “È giusto che la Regina
Elena sia tornata laggiù a portare, come conforto ai siciliani travolti dalle macerie di questo
terremoto morale, il ricordo della sua bontà, della sua umiltà e della sua immensa onestà”.
Il 24 giugno, alle ore 11.00 a Largo Seggiola, la Delegazione di Messina dell’Istituto Nazionale per la
Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon organizza una cerimonia, per tenere vivo il ricordo
della Regina, soprannominata l’”Angelo della Carità che si prodigo per assistere con ardore i
sopravvissuti del Terremoto del 28 dicembre 1908”.










