Giovedì 15 dicembre 2022 ore 14.00 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati presentazione del
“PATTO COMUNE DI LOTTA TRA MOVIMENTI E ASSOCIAZIONI MERIDIONALISTE CONTRO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA E PER UNA PEREQUAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE E DEI SERVIZI TRA LE VARIE PARTI DEL PAESE”.
Interverranno, tra gli altri:
Pino Aprile, Federico Conte, Cateno De Luca, Salvatore Grillo, Claudio Signorile
Partecipano: Mezzogiorno Federato, Cittadini Sud, Sud chiama Nord, Equità territoriale, Unità Siciliana.
L’Italia mediterranea
Il fronte delle forze riformatrici è il Mezzogiorno, il loro campo d’azione è il Mediterraneo, il loro obiettivo è portare l’Italia unita in Europa, e l’Europa nel Mediterraneo.
Il Mezzogiorno non è un “non ancora”, è “un’altra modernità”, sostenibile sul piano sociale, ambientale ed economico.
L’Europa non è solo metodo e procedura, ma storia e futuro; non solo mercato e spread, ma identità, autonomia e unità.
Il Documento di indirizzo per le politiche di coesione 2021-2027 prevede cinque grandi obiettivi: Europa più intelligente, Europa più verde, Europa più connessa, Europa più sociale, Europa più vicina ai cittadini. Ne va aggiunto un sesto: Europa mediterranea.
L’Italia non deve avere due politiche, una per il Nord che compete con l’Europa del Reno, a trazione franco-tedesca, e una per il Sud come un’appendice distante e sottostante.
L’Autonomia differenziata divide l’Italia, quindi la indebolisce e la porta tutta a margine dell’Europa, rafforza il regionalismo del Nord e danneggia il Sud, che senza una preventiva perequazione sociale ed economica, basata su procedure e criteri oggettivi, ne pagherebbe tutte le conseguenze.
Il Parlamento deve riformare le Regioni, suddividerle in sistemi urbani e federarle per obiettivi funzionali.
Il Mezzogiorno ha un potenziale strategico che va oltre i suoi confini, è una piattaforma economico-logistica naturale che, sviluppata, attrezzata e interconnessa, può funzionare come “sistema – paese”.
Non si tratta più, ormai, di integrare il Sud nel resto del Paese, si tratta di ripensare l’unità nazionale nel segno di una Nuova Europa, rilanciando il progetto di un “Partenariato euro-mediterraneo”.
Per queste ragioni e per questi obiettivi, il Mezzogiorno deve diventare un polo riformatore, capace di promuovere lo sviluppo sostenibile proprio e dell’Italia, in tutte le forme possibili, locali e nazionali.










