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Ora! e Ambiti di Percorso Comune: insieme per una nuova politica di visione e prospettiva. Le riflessioni di Vicky Amendolia, Emilio Puglisi Allegra e Letterio Grasso

Quando la politica torna ad avere futuro: Messina, i giovani e la sfida di una nuova alternativa

Non capita spesso, oggi, di uscire da un incontro politico con la sensazione netta di aver assistito a qualcosa che va oltre la ritualità degli eventi di partito. Eppure, è ciò che è accaduto a Messina, in occasione della nascita ufficiale della sezione provinciale di ORA!, giovane partito nazionale che in pochi mesi ha saputo catalizzare attenzione, partecipazione e consenso, soprattutto tra le nuove generazioni.

Abbiamo partecipato all’evento come rappresentanti di Ambiti di Percorso Comune, laboratorio politico che raccoglie esponenti di diverse formazioni – Azione, Socialdemocrazia SD, +Europa, ORA!, Partito Liberaldemocratico, Democrazia Liberale e PRI – impegnate nella costruzione di un dialogo stabile e di una progettualità condivisa. Un invito che abbiamo accolto con interesse, ma anche con quella prudenza che deriva dall’esperienza: troppe volte la parola “nuovo” è stata abusata, svuotata di contenuti, ridotta a operazione cosmetica.

Quella sera, però, la sensazione è stata diversa. Non solo per la qualità degli interventi dei dirigenti di ORA! – introdotti da Mauro Caratozzolo, coordinatore per Messina e vicecoordinatore regionale, seguiti da Carlo Bramanti, Camelo Abate e Alfredo Mangano, membri degli organismi nazionali – ma soprattutto per la platea. Una platea giovane, preparata, competente. Giovani messinesi laureati, professionisti, ricercatori, spesso costretti a vivere e lavorare all’estero – in Canada, Inghilterra, Australia – non per scelta, ma per necessità. Giovani che non hanno reciso il legame con la propria terra e che, anzi, sentono il dovere di restituire ciò che Messina e la Sicilia hanno dato loro.

Nel dialogo con loro è emersa una consapevolezza rara: la convinzione che il declino non sia un destino ineluttabile, ma il prodotto di scelte politiche miopi, di una classe dirigente che per decenni ha pensato alla prossima elezione e non alla prossima generazione. Le parole che ORA! ha affidato ai propri canali social dopo l’incontro colgono bene il senso di quella serata: una città che perde giovani, tessuto produttivo, fiducia; ma che continua a generare energie civili e intellettuali capaci di immaginare una Messina europea, produttiva, innovativa, finalmente proiettata nel XXI secolo.

È stato questo, per noi, l’elemento più significativo: non la denuncia – pur necessaria – ma la volontà di costruire. Non la protesta sterile, ma la ricerca di soluzioni. Non l’ennesimo movimento identitario, ma una comunità politica che mette al centro competenze, studio, responsabilità.

Ed è qui che il dialogo con Ambiti di Percorso Comune trova il suo senso più profondo.

Ambiti nasce proprio dalla consapevolezza che l’attuale bipolarismo italiano è ormai stanco, inconcludente, incapace di rispondere alle trasformazioni economiche, sociali e culturali in atto. Da un lato una destra sovranista e regressiva, che alimenta paure e semplificazioni; dall’altro una sinistra autoreferenziale, spesso prigioniera di apparati e linguaggi che parlano più a se stessi che al Paese reale. In mezzo, un’area vasta di cittadini che non si riconoscono in nessuna delle due opzioni, ma che non hanno smesso di pensare, di partecipare, di chiedere una politica migliore.

Ambiti non è una somma di sigle, né un’operazione elettorale di corto respiro. È un laboratorio politico che rivendica la dignità della politica come esercizio di verità, come educazione civile, come strumento di emancipazione. Un luogo di confronto tra tradizioni diverse ma compatibili – liberaldemocratica, repubblicana, socialdemocratica, europeista e riformista – unite dalla convinzione che giustizia sociale e libertà individuale non siano valori in contraddizione, ma pilastri inseparabili di una democrazia matura.

Partire dalla Sicilia non è casuale. È qui che le contraddizioni del Paese si manifestano con maggiore crudezza: spopolamento, fuga dei talenti, assenza di una visione industriale, marginalità infrastrutturale. Ma è anche qui che può nascere una risposta politica nuova, se si ha il coraggio di rompere con logiche clientelari, personalismi e rendite di posizione che hanno soffocato ogni tentativo di rinnovamento.

Nel nostro intervento, come rappresentanti di Ambiti di Percorso Comune, abbiamo voluto sottolineare proprio questo. Da un lato, l’ammirazione sincera per la preparazione e la determinazione dimostrate dai giovani di ORA! e dalla sua classe dirigente; dall’altro, la convinzione che solo insieme, superando steccati identitari e diffidenze reciproche, si possa avviare un lavoro serio per il territorio. Un lavoro che non si esaurisca in buone intenzioni, ma che si traduca in proposte concrete, in percorsi condivisi, in una presenza politica costante e credibile.

Il dialogo avviato a Messina non è un episodio isolato. È parte di un processo più ampio, che guarda a una possibile evoluzione di Ambiti di Percorso Comune in una federazione politica nazionale – una “terza via” non equidistante, ma realmente alternativa al populismo come alla tecnocrazia, all’improvvisazione dei movimenti come all’immobilismo degli apparati. Una federazione capace di parlare a chi chiede uno Stato giusto, una scuola pubblica formativa, una sanità efficiente e universale, un lavoro dignitoso, istituzioni trasparenti, diritti civili non negoziabili e un’Europa da democratizzare, non da subire.

La serata con ORA! ci ha restituito una certezza: esiste una generazione che non si rassegna, che rifiuta il cinismo come categoria politica, che pretende futuro. Ed esistono forze politiche che, pur con storie e sensibilità diverse, possono riconoscersi in un comune orizzonte di valori e responsabilità.

In un tempo in cui la politica sembra ridotta a marketing, algoritmi e leadership effimere, vedere tanti giovani discutere seriamente di visione, sviluppo, demografia, Europa e Mezzogiorno è stato, per noi, motivo di autentico entusiasmo. Non perché basti a risolvere problemi profondi e strutturali, ma perché indica una direzione.

La storia non è finita. La democrazia non è un dato acquisito. Va coltivata, giorno dopo giorno, con pazienza, studio e partecipazione. A Messina, l’altra sera, abbiamo avuto la prova che farlo è ancora possibile. E che vale la pena provarci. Insieme.

di Vicky Amendolia, Emilio Puglisi Allegra e Letterio Grasso

 

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