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Messinaservizi, Dafne Musolino, già assessore alle politiche ambientali risponde a Barresi della Uil. La replica del sindacalista. La controreplica

Botta e risposta

Ancora una volta il segretario generale della UIL Michele Barresi non perde l’occasione per attaccare l’amministrazione De Luca nel tentativo di strumentalizzare i fatti e diffondere paure infondate. Diversamente da quanto Barresi vorrebbe fare intendere, l’amministrazione De Luca non ha lasciato nel limbo il destino delle maestranze, ma ha tempestivamente adottato gli atti necessari a garantire la prosecuzione del rapporto di lavoro dei 140 lavoratori a tempo determinato che sono impegnati nel servizio di raccolta differenziata.

Al distratto, e sempre opportunamente (per lui) smemorato segretario generale Barresi, rammentiamo che già nel mese di gennaio 2022 il Comune di Messina, Socio Unico della Messina Servizi, rappresentato dall’Assessore alle Politiche Ambientali e rapporti con la Messina Servizi, avv. Dafne Musolino, aveva deliberato nell’assemblea la proroga dei contratti dei n. 140 lavoratori fino alla naturale scadenza, con l’obiettivo della loro stabilizzazione, confermando un impegno che era stato assunto già nello scorso mese di luglio 2021 allorquando, pur di salvare il posto di lavoro di questi lavoratori, lo stesso Sindaco De Luca adottò, con propria determina, il Piano Tari 2021, che era stato bocciato dal Consiglio Comunale per bieche manovre politiche a discapito dell’efficienza del servizio e dell’interesse della stessa collettività.

Barresi è perfettamente a conoscenza del fatto che il PEF 2022 della Messina Servizi è stato trasmesso alla SRR Messina Area Metropolitana nei primi giorni di febbraio e, dopo avere ottenuto l’approvazione tecnica da parte dell’Ente di controllo territoriale, il Dipartimento dei Servizi Tributi, unitamente a quello dei Servizi Ambientali, ha formato e trasmesso la Delibera per l’approvazione del Piano Tari 2022 al Collegio dei revisori dei Conti, che ha espresso parere favorevole. Dal mese di febbraio, dunque, siamo in attesa che il Consiglio Comunale calendarizzi la discussione per l’approvazione del PIANO TARI 2022, dotando la Messina Servizi delle risorse necessarie per procedere alla stabilizzazione dei lavoratori.

Al segretario Barresi, quindi, consigliamo vivamente di interpellare il Consiglio Comunale sulle ragioni per le quali proprio oggi il civico consesso ha approvato il previsionale 2023 senza approvare il Piano Tari, la cui spesa è ovviamente ricompresa nel Bilancio di Previsione. Ci auguriamo che la mancata discussione nella seduta odierna del Piano Tari 2022 non costituisca l’ennesima espressione delle bieche manovre politiche di cui si è reso autore questo Consiglio Comunale, che più volte ha dimostrato di non tenere in alcun conto i diritti dei lavoratori del comparto rifiuti e che stavolta, secondo quanto ci è stato fatto intendere, attenderebbe una ipotetica proroga al termine del 30 aprile per l’approvazione del Piano Tari 2022 con l’unico ed evidente obiettivo di abbandonare i lavoratori al loro destino e mettere in crisi il servizio di raccolta differenziata. Una simile azione, oltre alla efferata scelleratezza politica, dimostrerebbe ancora una volta la spietata natura di alcuni consiglieri comunali sulla quale gli elettori non mancheranno di esprimere il loro giudizio con il prossimo voto di giugno.

La replica di Michele Barresi

Dispiace che l’amministrazione De Luca, per tramite dell’ex assessore Dafne Musolino, si senta “attaccata” da giuste legittime e puntuali segnalazioni della Uiltrasporti che, ci consenta, ha comprensibili timori per il futuro occupazionale di 140 lavoratori. Non finiremo mai di abituarci ai modi poco democratici dell’ex amministrazione, ma l’unica cosa che ci importa è la garanzia del servizio porta a porta e la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato di questi lavoratori. Che l’amministrazione si sia dimessa anticipatamente, per scelte ed ambizioni elettoralistiche,  lasciando in sospeso la procedura di stabilizzazione delle maestranze, ci appare cosa palese e poco cambia la replica, su commissione, dell’assessore uscente che ancora una volta scarica le responsabilità sul consiglio comunale. L’ex assessore dovrebbe ricordare che il termine per l’approvazione del Piano finanziario Tari è fissata al 30 aprile, ma non perde occasione per strumentalizzare il ruolo del civico consesso. Ovviamente abbiamo già da tempo incalzato il consiglio comunale sulla questione – conclude Barresi – tanto che l’appello del sindacato era rivolto al Commissario Straordinario del Comune, Leonardo Santoro. Ciò che ancora non risulta chiaro, e qui la memoria ci aiuta, è il perché occorra l’incremento ulteriore della Tari, ed altri balzelli per i cittadini messinesi ,  per la stabilizzazione di questi lavoratori, i cui costi erano già previsti nella Tari 2020, ma auspichiamo che, ribadiamo fuori dall’agone elettorale, il consiglio comunale ed il commissario sappiano trovare rimedio.

La controreplica 

Il segretario generale della Uiltrasporti continua a formulare attacchi politici spacciandoli per questioni sindacali, con ciò confermando che il suo interesse non è rivolto alla tutela dei lavoratori ma sempre e soltanto all’attacco dell’amministrazione De Luca.

La replica del segretario Barresi, stiracchiata nei contenuti e petulante nel tono, non è in grado di spiegare per quale ragione il consiglio comunale, pur avendo ricevuto laDelibera a febbraio, ancora alla data odierna, 21 aprile 2022, non abbia posto la discussione del Piano Tari 2022 all’ordine del giorno.

In sostanza, a 9 giorni dalla scadenza del termine, lo stesso Barresi ammette che, nonostante il consiglio comunale sia stato più volte incalzato, si è reso necessario chiedere l’intervento del Commissario Straordinario per fare porre in discussione il Piano Tari 2022, così finendo nei fatti con il darci ragione quando affermavano che questo consiglio comunale è affetto da assoluta insipienza amministrativa e caparbio disinteresse verso i diritti della comunità.

Sulla domanda finale, con la quale Barresi chiede di conoscere perché sia necessario aumentare la Tari per reperire le risorse per la stabilizzazione dei 140 operatori della raccolta differenziata, non possiamo che rilevare che Barresi dimostra di non conoscere il contenuto del Piano: l’aumento della Tari è dovuto esclusivamente alla crisi regionale degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti  indifferenziati, che sono ormai saturi, ed a causa della quale la tariffa per tali rifiuti è lievitata da 130 euro a tonnellata a ben 260 euro a tonnellata. Ciò che Barresi tace di dire è che se l’amministrazione De Luca non avesse puntato risolutamente sulla raccolta differenziata, raggiungendo il traguardo ormai consolidato del 55%, e diminuendo la qualità di indifferenziato a 120 tonnellate giornaliere, la Tari sarebbe aumentata in modo decisamente più gravoso per i cittadini (è stato stimato che senza la differenziata al 55% il sarebbe aumentato del 20%).

E del resto, se non ci fosse stato l’aumento della tariffa per lo smaltimento dell’indifferenziata, ci sarebbe stata una diminuzione del 3% della TARI che però, a causa della grave inefficienza della Regione, non è stato possibile applicare.

La crisi dei rifiuti, che abbiamo rappresentato già nell’aprile 2021 quando abbiamo presentato un esposto a tutte le Procure della Repubblica della Sicilia per denunciare le inefficienze della gestione regionale, anticipando le gravi ricadute che ne sarebbero derivate in termini di aumento di costo per lo smaltimento dei rifiuti, ha reso dunque necessario fare fronte all’aumento del costo del conferimento in discarica, che ha di fatto neutralizzato il beneficio che era stato raggiunto grazie all’emersione delle utenze fantasma.  Senza l’aumento della tariffa dell’indifferenziato, il costo per la stabilizzazione dei 140 lavoratori sarebbe stato sostenuto grazie ai tributi riscossi dalle utenze fantasma, ma a causa dell’aumento della tariffa per lo smaltimento dell’indifferenziato, gli incassi derivanti dalle utenze fantasma sono stati totalmente assorbiti dai costi di smaltimento. Numeri alla mano: il PEF 2022 è superiore a quello del 2020 solo a causa dell’aumento del costo dell’indifferenziato, mentre la spesa prevista per stabilizzazione dei lavoratori non ha avuto alcuna incidenza in tal senso.

Trascurare di considerare queste circostanze significa semplicemente negare la realtà, cosa che a Barresi riesce benissimo quando sferra i suoi attacchi politici. Ma stavolta, nella furia del suo attacco politico, il segretario generale Barresi si è trovato davanti ad un bivio, dovendo scegliere se continuare ad attaccare strumentalmente De Luca e la sua giunta, oppure difendere il Piano Tari 2022 la cui approvazione consentirà la stabilizzazione dei lavoratori.

E di fronte a questo bivio, il segretario Barresi ha dimostrato ancora una volta la sua inadeguatezza come sindacalista, perché invece di difendere il diritto dei lavoratori alla stabilizzazione stigmatizzando l’indolenza del Consiglio Comunale, non ha avuto il coraggio di ammettere che al Civico consesso non interessa nulla né della città, né del mantenimento del servizio della RD e neppure delle sorti dei lavoratori.

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