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Politica

Decreto Ponte approvato al Senato, adesso è legge. Le prime dichiarazioni

103 voti favorevoli, 49 contrari e tre astenuti

Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia: “Opera indispensabile, governo pronto ad ingranare la quarta . Il decreto Ponte è stato approvato dall’Aula del Senato, ed è dunque ufficialmente legge dello Stato. Una bella notizia per l’Italia, per la Sicilia e per la Calabria. Adesso il governo è pronto ad ingranare la quarta per iniziare i lavori entro il 2024 e per dare al Paese un’infrastruttura indispensabile per proiettarci nel futuro.
Da messinese ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Matteo Salvini, e soprattutto il presidente Silvio Berlusconi, che da visionario della politica e della società aveva già anni fa avviato quest’opera straordinaria, bloccata soli dall’ottusità della sinistra. Adesso si volta pagina, ed oggi abbiamo scritto un’importante pagina di storia”.

 

Il senatore siciliano Nino Germanà, relatore del provvedimento e vicepresidente del Gruppo Lega a Palazzo Madama, in dichiarazione di voto sul dl Ponte: “Giornata storica per Sicilia e Italia. Grazie al lavoro costante e pragmatico svolto da subito dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e a un esecutivo di centrodestra, prende forma finalmente un progetto che la sinistra ha accantonato per anni. Voglio ricordare tutti i siciliani che si sono battuti per la sua realizzazione, uno fra tutti il compianto senatore messinese Nino Calarco, giornalista, uomo di grandi idee, politico per missione. Per 44 anni ha diretto la Gazzetta del Sud, giornale dei siciliani e dei calabresi, ed è stato anche presidente della Società Stretto di Messina dal 1987 al 2002. Il suo obiettivo era la realizzazione del collegamento tra la Sicilia e l’Europa. È anche a Calarco che oggi dedico questo grande risultato. Il Ponte sullo Stretto rappresenta la più importante opera strategica e green che potrà rendere il Meridione l’hub dell’Europa nel Mediterraneo. Un’occasione di riscatto e un potenziale occupazionale di 100.000 posti in 7 anni: lavoro vero e non ‘nero’ come quello che ha prodotto il reddito di cittadinanza. Basta con le teorie false e miopi degli ambientalisti che hanno sempre ostacolato tutto e che fortunatamente non c’erano quando furono costruite le piramidi. Oggi, con il dl Ponte, scriviamo una pagina di storia e disegniamo concretamente il futuro della Sicilia, del Mezzogiorno, dell’Italia e dell’Europa”.

La senatrice messinese Barbara Floridia (M5S): “Non permetteremo di stravolgere e distruggere Messina. Abbiamo assistito in questo ultimo periodo a tanti slogan e motti, volti a confondere i cittadini dal vero oggetto del provvedimento in discussione, contrapponendo i ‘si’, con i ‘no’, dimenticando la maglietta indossata qualche anno dell’attuale ministro Salvini contro il Ponte sullo Stretto, collocando noi minoranza nella fazione di coloro che sono contro lo sviluppo del nostro Paese. Questo Governo, che definirei Governo dell’assurdo, è incapace di mettere a terra opere per le quali i soldi ci sono, promettendo di realizzare infrastrutture faraoniche come il Ponte sullo Stretto di Messina, per le quali i soldi non ci sono. In quest’Aula non si sta parlando della realizzazione del Ponte, perché non ci sono le risorse e non esiste un progetto cantierabile. In questo decreto si vuole soltanto riabilitare la società Ponte sullo Stretto che già ci è costata 300 milioni di euro, tranquillizzare il consorzio Eurolink dopo la causa di 700 milioni fatta allo Stato evitando una gara pubblica e rispolverare un progetto che aveva incassato oltre 200 criticità mai risolte. Stiamo parlando oggi dell’affare ponte, da concludersi al più presto con la decretazione d’urgenza perché bisogna fare presto, bypassando il Parlamento, ignorando persino il gruppo di lavoro del Ministero dei Trasporti che stava ancora effettuando ulteriori studi per valutare le modalità di collegamento più opportune e probabilmente molto meno onerose del Ponte a campata unica. Questo Governo dovrebbe, però, dire ai cittadini quali servizi taglierà per recuperare i 15 miliardi per realizzare il Ponte e, soprattutto, dovrebbe coinvolgere gli Enti locali interessati visto che i loro territori saranno stravolti. Si rischia di distruggere due città, di mettere sulla strada centinaia di famiglie, per una foto ricordo con la prima pietra, con un progetto che non c’è e senza copertura finanziaria. La responsabilità di questo scempio sarà di Giorgia Meloni che, per tenere buono un alleato di Governo, avrà contribuito a un disastro colossale e noi questo non lo dimenticheremo”.
Ella Bucalo (FdI): “Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo dell’attenzione del governo Meloni verso il Sud d’Italia. Oggi è una giornata storica e c’è grande soddisfazione per il lavoro svolto in questi mesi. In tempi rapidi si è reso concreto
un progetto già approvato nel 2011, con l’obiettivo di portare grande beneficio all’Italia e all’Europa con il rispetto di norme
comunitarie. Il Ponte garantirà il taglio di 100mila tonnellate di anidride carbonica, un progetto approvato dal Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici che non potrà che rappresentare un grande vanto e prestigio all’Italia e che darà alla Calabria e alla Sicilia sviluppo economico, sociale e culturale come mai è successo dall’unità nazionale ad oggi. Inoltre questa opera darà un ruolo strategico all’Europa nel mediterraneo, e per questi motivi il voto di Fratelli d’Italia a questo decreto non può che essere favorevole”
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