“Il confronto svoltosi ieri a Barcellona Pozzo di Gotto ha ribadito con
forza la necessità di trasformare il ricordo in uno strumento vivo di
lettura del presente e di intervento concreto contro le mafie”, così
Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito Democratico
messinese.
Tra i relatori, Sonia Alfano, la cui testimonianza ha riportato al
centro una vicenda giudiziaria ancora segnata da verità mancate,
omissioni e silenzi: l’omicidio del padre, il giornalista Beppe Alfano.
“Il dibattito ha messo in relazione memoria e attualità, richiamando
anche le recenti inchieste di Oliveri e Mazzarrà Sant’Andrea, a
dimostrazione della persistente presenza di intrecci tra malaffare,
appalti e politica. È emersa con chiarezza la necessità di rafforzare
gli strumenti di prevenzione anticorruzione a livello locale, in
particolare nei piccoli comuni, dove i controlli risultano più fragili”,
prosegue Hyerace.
Come ricordato da Antonello Cracolici, la diffusione capillare del
traffico di droga nel Messinese genera ingenti capitali da reinvestire
in settori strategici come turismo, energia e agricoltura, all’interno
di un sistema in cui la corruzione assume forme sempre più sistemiche e
relazionali. In questo contesto, la normativa sugli appalti e il ricorso
esteso agli affidamenti diretti aprono ulteriori spazi di
condizionamento.
“È stato sottolineato come la mafia contemporanea non punti più sulla
violenza armata, ma sulla costruzione di consenso, relazioni e
reputazione, soprattutto verso i giovani, sfruttando la disattenzione
pubblica e la mancanza di reali opportunità di riscatto sociale. Da qui
l’urgenza di concepire la lotta alla mafia non come un capitolo di
programma, ma come una capacità permanente di leggere i territori e
intervenire”, afferma Gianluca Pantano, segretario del circolo Pd di
Barcellona.
I focus finali, degli onorevoli Leanza e Marino, hanno riguardato sanità
e gestione dei rifiuti, ambiti segnati da inefficienze strutturali che
alimentano opacità, clientele ed emergenze continue, e la necessità di
difendere la legalità ambientale come diritto fondamentale di
cittadinanza.
Sono intervenuti al confronto anche il consigliere PD di Barcellona
David Bongiovanni, che si è soffermato sulla normativa anti corruzione e
le sue concrete applicazioni negli enti locali, evidenziando che servono
più strumenti e risorse anche di personale per la prevenzione
anticorruzione e per evitare i fenomeni di commistione tra
mafia-affari-politica,
e l’ex sindaco Maria Teresa Collica: “La mafia oggi ottiene ciò che
vuole attraverso una fitta rete di relazioni, senza più bisogno di
sparare”, ha dichiarato l’ex prima cittadina. “La corruzione è diventata
sistemica: difficilmente esiste ancora un rapporto diretto, uno a uno.
Siamo di fronte a una crisi culturale grave ed evidente. Va ribadito con
forza che la valutazione dell’opportunità politica deve essere
nettamente distinta dalle sole vicende giuridiche. È un monito chiaro e
necessario alla politica.
A chiudere l’incontro, l’appello di Nuccio Anselmo, rivolto alla
coscienza collettiva e alla responsabilità individuale: rompere il
silenzio sull’omicidio di Beppe Alfano.










