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TARI, messinAccomuna: De Luca e le mosse di un disperato

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De Luca è disperato. Con una determina sindacale pretende di scavalcare una competenza di legge del Consiglio e fa chiedere un Consiglio straordinario per riproporre una delibera bocciata due volte, dando appuntamento alla folla per condizionare i Consiglieri riottosi (ne sa qualcosa Francesco Pagano, al quale esprimiamo solidarietà). Poi, implorando 17 presenze e 9 voti favorevoli, dice che gli altri 8 garantiscano il numero legale e votino no: “…li ringrazierò” (Sindaco, come?). Sono atti disperati: la competenza sul costo dei servizi è, per legge, del Consiglio, e il termine per l’approvazione della TARI è scaduto il 31 luglio 2021. La determina è nulla per abuso di potere ed è contraddittoria: se il Sindaco può legittimamente e autonomamente fissare le tariffe, perché chiedere al Consiglio di prendere atto di ciò che non gli compete?Il Sindaco sa che la determina è “carta straccia” (lo ha detto lui stesso, sfidando “i Cassazionisti”) e cerca di sfuggire alla responsabilità di un atto nullo che ha pesanti risvolti erariali coinvolgendo il Consiglio in maniera impropria. Era già successo con il “piano di liquidazione per ATM”. E gli era già andata male.Disperate sono anche le “foglie di fico” usate da De Luca per mascherare le vere ragioni dell’aumento di 6 milioni sulle spalle dei messinesi: il “Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità” fra il 2020 e il 2021, nella proposta di De Luca, NON CRESCE: LA TARI NON AUMENTA PER QUESTO; i sei milioni in più servono ad altro. Magari a finanziare spese già effettuate? A sostenere impegni assunti senza copertura preventiva?E dovrebbe anche spiegare com’è possibile che a consuntivo 2019 l’azienda abbia RESTITUITO 900.000 Euro al Comune, chiedendo per il 2020 un AUMENTO della TARI a carico dei cittadini. La legge e il contratto dei servizi impongono l’inverso: tenere i soldi e richiedere una TARI minore per l’anno seguente. Si direbbe proprio che Messina Servizi sia stata scambiata per un “bancomat della politica”!De Luca ha fatto male i conti: con la corretta amministrazione, col Consiglio, con le scadenze. E i Consiglieri che avallassero un atto nullo che danneggia i messinesi sarebbero come minimo corresponsabili di un danno erariale, facilmente reclamabile da ciascun cittadino.
lunedì 2 agosto 2021


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