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Cultura

Splendida Karina Demurova torna ad emozionare il pubblico del Teatro Antico di Taormina

È un graditissimo ritorno quello di Karina Demurova nel ruolo di Carmen a Taormina, al suo fianco il bravissimo tenore georgiano Armaz Darashvili è Don Josè

È un graditissimo ritorno quello di Karina Demurova nel ruolo di Carmen a Taormina, al suo fianco il bravissimo tenore georgiano Armaz Darashvili è Don Josè.

Con un cast di artisti provenienti da luoghi diversi del mondo, la Carmen del Sicilia Classica Festival è andata in scena con successo sabato 17 agosto, al Teatro Antico di Taormina, con la regia di Antoniu Zamfir.

Come sempre il suggestivo scenario naturale del Teatro di Taormina ha incorniciato l’Opera in maniera unica  e gli artisti, gemme rare incastonate in tanta bellezza, hanno trasmesso agli spettatori intense suggestioni.

Ad aprire nel Prélude sono stati 10 bravissimi ballerini che, sulle coreografie di Stefania Cotroneo,  muovendosi attorno a una pedana circolare illuminata da luci a tinte tenui, tra cui predominano l’oro e il verde, hanno danzato scandendo con passione i ritmi di una Carmen in cui la danza fornirà un contributo rilevante.

Bravissimi i protagonisti dell’Opera.

Karina Demurova, giovane mezzosoprano di nazionalità russa, è ancora una volta per il pubblico di Taormina la bellissima zingara, che col suo fascino irretisce Don Josè. Sensuale, seducente, passionale, incantevole, con la sua voce di timbro ricco e profondo, è apparsa ancor più calata nel ruolo di Carmen, che sembra creato proprio per lei e che interpreta, ormai, con naturalezza e sempre con maggior consapevolezza e padronanza. Carmen si impone sul palcoscenico con grande personalità, col suo modo di fare irridente, con quella sua voglia di cogliere l’attimo e viverlo intensamente, con quel suo spirito beffardo, mentre la musica di Bizet sottolinea ogni suo gesto. È una Carmen classica quella di Zamfir, nella quale tuttavia si ravvisano tocchi di modernità e scelte registiche innovative. L’aria in cui si rivela tutto il realismo del personaggio di Carmen è senza dubbio “L’amour est un oiseau rebelle”, nota come Habanera, una delle arie più famose dell’Opera, sulle cui note si realizza la particolare scelta registica dell’entrata in scena, insieme al corpo di ballo, della Coreografa e Danzatrice Stefania Cotroneo, a simboleggiare l’alter ego di Carmen. Sul palcoscenico che si accende di rosso, in un abito rigorosamente rosso, la danzatrice palermitana incarna danzando, con la consueta eleganza e femminilità, il fascino della donna passionale e indipendente, che non segue le regole e non ha timore, né soggezione di alcuno e il suo immenso amore per la libertà. Poi, quell’ombra, quella sorta di riflesso allo specchio, che segue la cantante Carmen, che intanto si muove in proscenio, si avvicina sempre più e l’abbraccia, ricongiungendosi a lei.

Bravissimo il tenore georgiano Armaz Darashvili, nel ruolo di Don José, che ama Carmen, ma non riesce a comprenderla, che con la sua voce calda, piena e ricca ha ricevuto tanti applausi.

Coinvolgente, nel II atto, l’entrata in scena di Escamillo, impersonato dal baritono Armando Pina Lopez, resa ancor più travolgente e trascinante dalle vivaci coreografie. Indiscutibilmente un Cast di grandi professionisti, nel quale rivestono  ruoli significativi anche Giovanni Palminteri (Morales), Angelo Sapienza (Zuniga), Claudia Urru (Micaela), Gabriella Aleo (Mercedes), Federica Foresta (Frasquita), Francesco Ciprì (Dancairo) e Antonino Spataro (Remendado). Di grande energia e bellezza anche le coreografie del finale con ventagli e mantelli e con in scena tutti i bravi ballerini: Marco Angellotti, Giada Arena, Gabriele Cardella, Francesca Gennuso, Aurora Giordano, Marika La Bianca, Jacopo Lazzaro, Giada Minissale, Miriam Nuzzo e Paola Saribas.

D’effetto e particolarmente toccante il momento in cui mentre Don Josè punta la pistola contro Carmen, lei invece di arretrare, avanza determinata e fiera verso di lui stringendo nella mano il mantello di Escamillo, coerente con se stessa sino alla fine, va incontro alla morte. Grande pathos esprime Don José nel finale, quando prima di consegnarsi ai due tenenti, con la voce rotta dal pianto esclama “Ah! Carmen! Ma Carmen adorée!”.

A dirigere la Catania Philarmonic Orchestra e il Coro Lirico Mediterraneo con Maestro del Coro Alistair Sorley, la pregevole bacchetta della Direttrice d’Orchestra Alessandra Pipitone, molto apprezzata dal pubblico.

Al Piccolo Coro Città di Taormina, che ha partecipato con le sue voci bianche, diretto dal Maestro Ivan Lo Giudice, il Sicilia Classica Festival ha voluto donare una targa.

Suggestive le luci curate dal Lighting designer Vincenzo Cusumano e perfetti i Costumi di Fabrizio Buttiglieri.

Eseguiti con cura da Alfredo Danese Trucco e parrucco.

Importanti anche  il lavoro svolto dal Direttore di Produzione Vincenzo Cusumano e quello della Direttrice di Palcoscenico Clementina Cecere.

Grande soddisfazione per il Direttore Artistico del Sicilia Classica Festival  Nuccio Anselmo e per Francesco Ciprì, Presidente del Sicilia Classica Festival.

Ester Isaja

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