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Cultura

Conferita a Paola Cortellesi la Laurea Magistrale Honoris Causa in Giurisprudenza

Università di Messina: “C’è ancora domani” per essere libere

È stata conferita la laurea magistrale Honoris Causa in Giurisprudenza, dall’Università di Messina a Paola Cortellesi, che è già al secondo conferimento di questa onorificenza.
Interpretando le polemiche di questi giorni sull’opportunità di conferirle una laurea, senza avere studiato per questo, e soprattutto in Giurisprudenza, durante i suoi ringraziamenti  la Cortellesi sottolinea che, una laurea Honoris Causa non viene assegnata per le competenze sulla materia, ma per il proprio lavoro e io credo, modestamente, nel mio lavoro di essere competente.

Il film  ” C’è ancora domani” rappresenta un contesto storico sociale del secondo dopoguerra, afferma il Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche, prof. Alessio Lo Giudice, ma che purtroppo si rivela ancora attuale. Questo film incarna lo spirito di innovazione e emancipazione.  Il diritto di voto, rappresenta un vero e proprio stato di coscienza, nel momento in cui questo voto viene ordinato. Consente di comprendere il diritto della promessa della Costituzione che ancora deve essere portata ad attuazione.

Ancora oggi ci sono discriminazioni a vario genere e anche  verso le minoranze. Il progetto costituzionale e i principi giuridici che lo compongono sono nobili, ma attualmente, questo progetto, risulta incompiuto e stride con la nostra società. Diceva Norberto Bobbio che l’evoluzione di una società si estende nei diritti verso l’umanità.

Il merito dell’opera di Paola Cortellesi è anche quello di aver avuto fiducia che ci può essere “un domani” nell’applicazione e nell’attuazione del diritto e dei diritti, cosa che spero imparino anche i nostri studenti, conclude Alessio Lo Giudice
Un viaggio nel passato perché risuonasse nel nostro presente, nel senso che quello che oggi chiamano un rapporto malato, ancora purtroppo è vivo, sottolinea la Cortellesi. Allora ci voleva un riscatto per Delia, la protagonista, non è una super eroina, ma è una di quelle che hanno accettato, per quello che gli era stato insegnato, ovvero: “tu non vali niente” e allora dove trovare il coraggio? Leggendo con mia figlia un libro sul percorso di emancipazione, mi è venuto in mente che il 2 giugno del ’46 poteva essere quel momento di riscatto da una vita di vessazioni, non per convinzione politica ma per amore, anche della figlia e quello ce l’hanno tutti ,di qualsiasi estrazione sociale, provenienza o istruzione.
Una storia completamente inventata, per cui ringrazio i miei coautori Giulio Calenda, e Furio Andreotti, i produttori che hanno accettato un film che parla di emancipazione e violenza, che non tutti sarebbero stati disposti ad accettare, un grazie anche agli attori che mi hanno accompagnato, tutti bravissimi ,anche il più piccolo, che hanno saputo perfettamente passare da un registro ad un altro.
Questa laurea la dedico agli Artisti che con la loro opera sanno svegliare le coscienze e ai Giovani che credono che il racconto dell’emancipazione è un racconto La cerimonia si è conclusa con la scopertura del monumento dedicato a Sara Campanella e Lorena Quaranta, tra la commozione generale di parenti,  Istituzioni e di Paola Cortellesi, che hanno deposto fiori e corone d’alloro.

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