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Nella riunione del Cdm di oggi in esame anche il decreto sul Ponte sullo Stretto di Messina. Note di Cateno De Luca,FdI, Lega,Siracusano e Cisl

La bozza è composta da 7 articoli, il primo riguarda “l’assetto societario e governance della Stretto di Messina S.p.a.”

Nel pre-consiglio dei ministri di ieri, convocato alle 16.30, è stata inserita una integrazione all’ordine del giorno per esaminare, nel corso della riunione del Cdm di oggi, anche il decreto sul Ponte sullo Stretto di Messina. Il decreto sarà ufficialmente volto alla “realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e il continente”.

L’agenzia Adnkronos diffonde anche estratti del “Rapporto di concessione” contenuto nella bozza del decreto. In esso è riportato che: “la concessione ha una durata di trent’anni decorrenti dall’entrata in esercizio  dell’opera”. E specifica: “dalla data di revoca dello stato di liquidazione della Stretto di  Messina S.p.a., di seguito ‘società concessionaria’, di cui  all’articolo 1, comma 491, della legge 29 dicembre 2022, n. 197,  riprende, senza soluzione di continuità, la concessione affidata alla  medesima, avente ad oggetto la realizzazione e gestione del  collegamento stabile tra la Sicilia e il continente, di seguito  ‘opera’, comprensiva dell’opera di attraversamento e delle relative  opere a terra”.

Matteo Salvini rivendica controllo, indirizzo e vigilanza

”Grandissimo lavoro di squadra, in pochi  mesi sono stati recuperati dieci anni di vuoto. Contiamo di approvare  il progetto esecutivo entro il 31 luglio 2024 e poi partire coi  lavori”. Lo dice il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini a proposito dello schema di decreto, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dei lavori di scavo della galleria Telese-Vitulano sulla linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari.

”Enorme quantità di inquinamento in meno, in  aria e acqua, in via di quantificazione. Enorme risparmio di tempo e  di soldi per chi userà il Ponte più green e innovativo del mondo”  conclude Salvini.

Cosa dice la bozza del decreto

La bozza è composta da 7 articoli, il primo riguarda “l’assetto societario e governance della Stretto di Messina S.p.a.”.

“Al capitale della società che dovrà costruire il Ponte sullo Stretto di Messina “partecipano R.F.I.S.p.a., ANAS S.p.a., le Regioni Sicilia e Calabria, nonché, in misura non inferiore al 51 per cento, il Ministero dell’economia e delle finanze, che esercita i diritti dell’azionista d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti” è scritto nel primo articolo. Inoltre, stando al decreto, il Mit può proporre al premier un commissario straordinario. “Nel caso di mancata ridefinizione dei rapporti con il contraente generale e con il project management consulting nei modi ed entro i termini di cui all’articolo 4, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti propone al Presidente del Consiglio dei Ministri la nomina di un commissario straordinario “. Al commissario sono “attribuiti, in via sostitutiva, tutti i compiti conferiti alla società concessionaria relativi alle procedure di affidamento e alla realizzazione dell’opera”, è scritto nell’articolo 6 della bozza.

Nella decreto è riportato anche che il Consiglio di amministrazione della società a cui sarà affidata la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina “è composto da cinque membri, di cui due designati dal Ministero dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ricoprono rispettivamente la carica di presidente e di amministratore delegato, un membro designato dalla Regione Calabria, un membro designato dalla Regione Sicilia e un membro designato da R.F.I. S.p.a. e ANAS S.p.a. Il Collegio sindacale è composto da cinque membri, di cui tre membri effettivi e due supplenti. Un membro effettivo, in qualità di presidente del collegio sindacale, e un membro supplente sono designati dal Ministero dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un membro effettivo è designato dalla Regione Calabria, d’intesa con la Regione Sicilia, un membro effettivo e un membro supplente sono designati da R.f.i. S.p.a. e Anas S.p.a.”, si legge ancora all’articolo 1 della bozza. (Fonte: Rainews)

La dichiarazione del Leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca:

“Oggi in Consiglio dei ministri sarà riesumata la società ponte sullo stretto di Messina che già ha bruciato centinaia di milioni di euro in consulenze e altro. Ricordiamo bene le posizioni in passato della Lega in merito alla realizzazione di questa importante infrastruttura. Oggi hanno cambiato idea? No! La verità è che necessitano di un espediente per distrarre l’attenzione dei meridionali rispetto a alle conseguenze dell’autonomia differenziata.

In condizioni diverse la notizia di un ritrovato interesse non potrebbe che renderci felici, in realtà però alla luce del quadro che si delineerà con l’attuazione dell’autonomia differenziata è chiaro che non ci saranno più le risorse per potenziare la logistica che rende funzionale il ponte sullo stretto di Messina.

L’attuazione dell’autonomia differenziata determinerà l’assenza di risorse per l’alta velocità, l’alta capacità, il potenziamento dei porti, l’ampliamento della rete autostradale.

Il risultato sarà che avremo l’autonomia differenziata, ma non ci saranno né il ponte sullo stretto di Messina né le infrastrutture necessarie per risolvere il divario Nord Sud.

Non crediamo infatti che il Governo abbia davvero la volontà di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina. Se fosse così vorremmo invece conoscere l’entità degli investimenti complessivi pensati per il meridione. Ovvero tutti quegli interventi che potrebbero consentire al Sud di fare realmente il salto di qualità in termini di crescita e di sviluppo.

Sono purtroppo convinto che se prima arriverà l’autonomia differenziata il ponte sullo stretto di Messina non sarà mai realizzato perché non ci saranno le risorse per collegare a quest’opera strategica tutte le opere connesse e che ovviamente ne rendono funzionale la realizzazione del ponte stesso.”

Dichiarazione congiunta dei parlamentari siciliani di Fratelli d’Italia, i senatori Ella Bucalo, Salvo Pogliese, Raoul Russo, Salvo Sallemi, i deputati Luca Cannata, Francesco Ciancitto, Eliana Longi, Manlio Messina, Carolina Varchi, dopo l’approvazione del decreto-legge sul Ponte sullo Stretto da parte del Consiglio dei Ministri:

“Grazie alla determinazione del Premier Meloni, del ministro Salvini e alla squadra dei Ministri al Governo, è destinato a diventare realtà il sogno di generazioni di siciliani di avere un collegamento stabile tra l’Isola e il Continente. Con un decreto-legge viene posta la prima pietra giuridica di un’infrastruttura destinata a segnare in positivo lo sviluppo futuro della Sicilia, che dall’Unità d’Italia ha pagato lo scotto di un ormai inaccettabile isolamento fisico dal resto della Nazione. Vengono così superati gli anacronistici pregiudizi di chi si è opposto con ogni mezzo al Ponte sullo Stretto, avanzando le scuse più incredibili per bloccare un’opera di avanguardia ingegneristica e innovativa che susciterà anche l’interesse e la curiosità di milioni di turisti e visitatori di tutto il mondo. Un fatto concreto di eccezionale valenza con un rigido cronoprogramma di un Ponte che verrà realizzato in parallelo al nuovo sistema ferroviario interno all’isola, che proprio in questi giorni ha ricevuto il via libera dal sistema bancario Europeo. Due colpi assestati dal Governo centrale a favore dello sviluppo, che lasciano ben sperare il popolo siciliano che per troppi anni ha dovuto subire le chiacchiere di chi, invece, voleva relegare la Sicilia e il Sud al perenne sottosviluppo”.

La nota dei parlamentari della Lega:

“Una straordinaria opportunità per unire la Sicilia alla Calabria e quindi al resto del Paese con un’opera infrastrutturale di portata storica che confermerà nel mondo il genio dell’ingegneria italiana. Il Ponte sullo Stretto, grazie all’accelerazione data dal ministro Matteo Salvini, diventa realtà dopo cinquant’anni di chiacchiere e di spese abnormi che hanno portato solo a sprechi e nel migliore dei casi a vertenze giudiziarie. Con il via libera in Consiglio dei Ministri il progetto esecutivo del ponte e la consegna dei lavori potranno avvenire già nel 2024. Sarà il più grande ponte a campata unica del mondo con 3,3 km di estensione. Automobili e camion viaggeranno senza interruzioni dalla Sicilia alla Calabria e viceversa, mentre i treni ridurranno il tempo di percorrenza per l’attraversamento del canale di Sicilia di un’ora e mezza. In questa maniera anche l’alta velocità ferroviaria diventa realtà, tanto che assieme al Ponte sullo Stretto, il ministro Salvini ha dato il via libera anche all’ammodernamento della rete ferroviaria, per l’alta velocità nelle tratte Palermo-Catania-Messina. Sottolineiamo come il ponte veda anche il coinvolgimento diretto dell’Unione Europea riguardo al finanziamento dei lavori. Poche settimane fa, infatti, la Commissione Europea ha sposato il progetto di collegamento tra la la Sicilia e il continente nell’ottica del completamento del cosiddetto corridoio 1 Palermo-Berlino. Non va dimenticato che il ponte sarà un’attrazione turistica mondiale che porterà maggiori presenze anche nella nostra Sicilia. Siamo certi, così come già preannunciato Matteo Salvini, che ci sarà il massimo scrupolo riguardo ad ogni possibile infiltrazione della criminalità negli appalti e negli affidamenti per la realizzazione dell’infrastruttura. Vogliamo ancora ringraziare il nostro leader Matteo Salvini per la straordinaria attenzione che sta mostrando verso la Sicilia e il Mezzogiorno con l’obiettivo di rendere lo sviluppo della nazione omogeneo e per annullare nel tempo il gap accumulato con le regioni più ricche d’Italia e le aree eonomicamente più forti dell’Europa”. Lo afferma Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana, in una nota sottoscritta dai deputati Pippo Laccoto e Vincenzo Figuccia, insieme agli assessori Luca Sammartino e Mimmo Turano.

La dichiarazione del Sottosegretario Matilde Siracusano:

“Il Consiglio dei ministri – su proposta del ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Matteo Salvini – ha approvato il cosiddetto ‘decreto Ponte’.
Il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso, con un chiaro segnale politico, di accelerare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
È un giorno di festa per noi messinesi e per tutti coloro che da anni chiedono che questa infrastruttura – l’unica in grado di collegare stabilmente la Sicilia al resto dell’Italia e, parallelamente, di attrarre investimenti al Sud – sia posta al centro del dibattito nazionale e tra le opere strategiche per il Paese.
E il primo sostenitore di questa grande opera è ed è sempre stato il presidente Silvio Berlusconi, che ringrazio per la convinzione e la passione con le quali ha sempre lavorato per un reale sviluppo del Mezzogiorno.
Il provvedimento licenziato oggi dal Cdm disegna la governance della Società Ponte sullo Stretto, stabilisce che l’approvazione del progetto esecutivo dovrà avvenire entro il 31 luglio del 2024, e si pone l’obiettivo politico di posare la prima pietra entro la fine del prossimo anno. Per la realizzazione del Ponte si stimano 5 anni di lavori.
Il centrodestra al governo scrive una bellissima pagina di storia. Trasformiamo in realtà questa grande occasione”.
Dichiarazionedel segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi:

«Il via libera del Consiglio dei Ministri al progetto del Ponte sullo Stretto, anche se a quello del 2012, mette un ulteriore tassello verso la realizzazione dell’opera. Per questo occorre, oggi, essere più realisti che mai e mettersi al lavorare su quella prospettiva». A dirlo è il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, che vuole destare nuovamente l’attenzione su quelli che saranno aspetti fondamentali nell’iter di realizzazione della mega infrastruttura.

«Dobbiamo essere concreti, più che mai – sottolinea Alibrandi -. Secondo la prima ipotesi stabilita dal Governo nazionale i lavori potrebbero iniziare il prossimo anno, questo significa che occorre iniziare a programmare già da ora, lavorando su due binari paralleli. Il primo è quello di individuare tutte le azioni necessarie per affrontare il disagio che inevitabilmente ci sarà con l’apertura del cantiere principale e di quelli delle opere correlate, dalla viabilità al sostegno economico alle attività commerciali che saranno penalizzate. Ma occorre pensare già da ora, lo ripetiamo da mesi, alla formazione, in termini di specializzazione e di sicurezza, di tutte le professionalità necessarie alla costruzione del Ponte. Non solo operai edili, ma tutte quelle figure che potranno essere impiegate e che in questo momento non abbiamo perché non formate. Bisogna pretendere che la ricaduta occupazionale ed economica sul territorio sia massima. Ma bisogna iniziare a prevedere anche quel potenziamento delle strutture ricettive e di assistenza a chi dovrà realizzare l’infrastruttura. Per noi – conclude Alibrandi – non è solo, infatti, il “peso” del cantiere dell’opera ma tutto l’indotto che ne deriverà ad incidere sul tessuto economico ed occupazionale della città e non solo. Bisogna fare presto perché, se l’iter sarà veloce così come è stato sinora, un anno passa in fretta e rischiamo di farci trovare impreparati. Ancora una volta». 

 

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