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La divinità di Cristo che viene ad abitare dentro l’uomo ci faccia essere più vicini agli altri

Auguri dell’Arcivescovo mons. Accolla all’umanità e ai fedeli messinesi.

mons. Giovanni Accolla - foto di Antonio De Felice

Anche questo Natale l’Arcivescovo S.E. mons. Giovanni Accolla ha voluto porgere il suo augurio alla cittadinanza con il tradizionale incontro con la stampa e a seguire con i rappresentanti delle aggregazioni laicali. E’ un appuntamento che tutti attendono, ha detto il presule, ed io non voglio mancarlo. Come sempre il suo messaggio è carico di spunti di riflessione, che dovrebbero portare i fedeli messinesi ad interrogarsi su quale sia il vero senso del Natale e sul cosa si dovrebbe davvero fare per gli altri. Anche questa volta le sue riflessioni si sono concentrate su spunti dati dalla vita vissuta. Accolla, precisando di non voler fare polemica politica contro nessuno, però lancia della forti provocazioni: facciamo feste, per le importanti strategie politiche ed europee messe in campo, con persone che hanno ottenuto solo il 50% dei consensi elettorali e che, quindi, non rappresentano l’intera popolazione. Inoltre, uno dei fattori emersi dalla nostra visita pastorale, sottolinea l’arcivescovo, è lo spopolamento, perché molte persone non trovano servizi adeguati e proposte di lavoro e decidono di andare altrove. Allora, come conigli che mangiano carote, facciamo festa per coloro che hanno guadagnato un posto di lavoro grazie hai nuovi concorsi banditi, ma che ancora non hanno un indirizzo di vita, ed agli altri che diciamo? Bisognerebbe fare un reale progetto a lungo termine sulle periferie, inutile fare una festa per i traguardi immediati e non pensare al domani. Dio è si è fatto uomo, per darci come un’abbraccio, l’abbraccio di Dio per l’umanità, ed entrando dentro di noi ne aumenta la divinità. Egli si è rivelato, però, non ai ricchi, ma ai contadini e ai Magi. Il mio augurio sincero, pertanto, va anche ad ammalati, carcerati, piccoli e poveri. Noi siamo come il bambino che aspetta di crescere e, quindi, affetto da narcisismo, e il nostro peccato è l’omissione. Per questo Natale, dobbiamo, invece, chiederci come davvero poter essere prossimi agli altri, va bene un sorriso, ma a volta chiedere: Come stai? ci rende più vicini a quella divinità che Dio ha voluto per l’uomo e che ci fa davvero essere più vicini agli altri. Il presule ringrazia anche il Sindaco e la Prefetta per avergli concesso di compiere iniziative importanti sul territorio e auspica una preghiera per lui stesso, perché possa essere non solo un provocatore, o un affabulatore, ma anche lui con la sua concreta testimonianza possa essere un esempio per l’azione dei fedeli.

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