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Considerazioni della prof. Billè: Distrarre i fondi per prevenzione disastri piuttosto che al Ponte

A parte l’aspetto economico, pensare solo al panorama che verrebbe sacrificato.

Riceviamo e pubblichiamo:
Accogliendo l’invito della prof. Lupoi ai colleghi affinché manifestino il loro pensiero riguardo al tema “Ponte sullo Stretto” esprimo alcune mie considerazioni:
– sotto il profilo strettamente economico sono incomprensibili i benefici che si possono ricavare dalla sua realizzazione in termini di sviluppo del territorio che attualmente presenta notevoli carenze sia urbanistiche, sia per le vie di comunicazioni con intere aree abbandonate ad un degrado inverosimile , vedi Maregrosso, che invece andrebbero bonificate favorendo l’insediamento di attività turistiche che darebbero un notevole ritorno, permanente, sia in termini occupazionali, sia per lo sviluppo delle attività commerciali che rimangono il fulcro della nostra economia;
– notevoli perplessità sorgono sul suo utilizzo vista la continua diminuzione del traffico gommato negli ultimi anni  e che subirà ulteriori diminuzioni, divenendo imperativo per la crisi climatica incombente, l’utilizzo di mezzi meno inquinanti, meno costosi e che facciano risparmiare tempo nelle lunghe percorrenze quale potrebbe essere un viaggio dal nord Italia, ancora di più se parliamo dell’Europa, sino alla nostra Isola e  su quanto possa effettivamente abbreviare i tempi di attraversamento dello Stretto e ridurne i costi;
– su chi graverà la manutenzione di un’opera così complessa e se i ricavi che deriveranno dal suo utilizzo riusciranno a coprirli, c’è da aspettarsi che, come avviene solitamente, il tutto comporterà tagli ancora più pesanti su altri sevizi essenziali per noi cittadini;
– se in un paese gravato da un dissesto idrogeologico come il nostro non sia preferibile destinare queste risorse ad un’opera di prevenzione che eviti i disastri che ormai ciclicamente avvengono nel nostro Paese;
– lo Stretto di Messina è una delle zone più belle al mondo, si è sicuri che la realizzazione del ponte non avrà alcun impatto sulla flora e la fauna di siti  unici nell’intera area?
– se l’esperienza ha un valore, viene naturale chiedersi se i tempi di realizzazione saranno quelli preventivati o slitteranno continuamente, come avvenuto sin qui per tutte le opere più importanti realizzate al sud, con lievitazione dei costi che non troveranno più capienza nelle limitate disponibilità di bilancio con il risultato di vedere deturpato in maniera irreparabile il territorio ed avere un’ ulteriore incompiuta.
Ho attraversato lo Stretto tantissime volte a bordo delle navi e sono sempre salita sul ponte per non perdere l’impareggiabile visione di un tramonto, di un’alba, di colori del cielo e del mare che entrano nell’anima come la visione della terra dalla quale ci allontaniamo e di quella che ci sta per accogliere. Solo fare questo, o vedere lo Stretto dalle montagne della Calabria merita un viaggio che lascia un profondo segno nei cuori e nella mente piuttosto che un ammasso di cemento e ferro che lo deturperà irrimediabilmente.

Santina Billè

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