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A Scienze politiche un seguitissimo seminario sul prossimo referendum

L’incontro, organizzato dal Dott. Alberto Randazzo con la collaborazione del Dott. Giuseppe Donato

Si è tenuto nei giorni scorsi presso l’Aula Magna “L. Campagna” del Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche del nostro Ateneo, un seminario sul referendum del prossimo 12 giugno.

L’incontro, organizzato dal Dott. Alberto Randazzo con la collaborazione del Dott. Giuseppe Donato, ha avuto lo scopo di far riflettere sui referendum in materia di giustizia  e  favorire, così, un voto consapevole, offrendo  un servizio al territorio.

Lo stesso Dott. Alberto Randazzo ha svolto l’introduzione ed ha coordinato l’incontro, che ha avuto una considerevole partecipazione di pubblico. Dopo avere illustrato le finalità del Seminario ed aver indicato le modalità di svolgimento dello stesso, ha sottolineato l’importanza dell’istituto referendario ed ha quindi brevemente illustrato i cinque quesiti oggetto dei referendum.

Sono quindi intervenuti alcuni docenti delle cattedre di Istituzioni di diritto pubblico del Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche, di Diritto costituzionale e di Diritto penale del Dipartimento di Giurisprudenza: Annamaria Citrigno, Luigi D’Andrea, Alessandro Morelli, Giovanni Moschella, Simona Raffaele e Antonio Saitta. Nei loro interventi sono state variamente esplicitate, in chiave prettamente giuridica, le conseguenze che si avrebbero in caso di vittoria dei “sì”, dei “no” e nell’ipotesi in cui non si raggiungesse il quorum strutturale a causa di un possibile astensionismo.

Si è poi sviluppato un interessante dibattito, nel corso del quale sono intervenuti anche coloro che hanno seguito l’incontro per via telematica.

Tutti i relatori hanno osservato che le questioni sottoposte all’attenzione dei cittadini sono state già oggetto di precedenti tornate referendarie (spec., tra il 1997 e il 2000) e di animati dibattiti tra studiosi ed operatori. Si è, inoltre, rilevato che tre profili sui quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sono fatti oggetto di disciplina dalla riforma “Cartabia” (la “elezione della componente togata del CSM”, la “composizione dei Consigli giudiziari” e la “separazione delle funzioni”). Com’è stato fatto notare, delicate questioni si pongono all’esito dei referendum con riguardo ad alcuni dei contenuti della riforma suddetta.

Come si può constatare, stante la complessità dei quesiti, l’iniziativa è stata una preziosa ed apprezzata occasione di confronto nella quale è emersa l’importanza degli oggetti dei referendum, ma anche le non poche criticità ad essi connesse.

Molti, pertanto, sono stati gli spunti di riflessione emersi, senz’altro utili per scegliere come orientarsi il 12 giugno.

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