Nell’ultima giornata della Scuola di Formazione Giancarlo Zizola, organizzata da UCSI – Unione Cattolica Stampa Italiana si è consegnato il Premio Giornalistico Nazionale UCSI Marche “Parole in Costruzione”, promosso dall’UCSI Marche in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti delle Marche che valorizza le buone notizie e il giornalismo costruttivo, secondo i principi del position paper UCSI “dalle 5 W alle 5 M”.
Vincitrice della II Edizione del Premio è Enrica Majo, con il servizio “Vittime invisibili” andato in onda su TV7, il settimanale di approfondimento giornalistico del TG1, mentre la Menzione speciale “Maria Grazia Capulli” è stato aggiudicato da Benedetta Torsello per l’articolo “Masala e patriarcato”, dedicato alle “Spice Girls” del Rajasthan. Alla vincitrice vanno i 1000 Euro previsti dal riconoscimento.
«Sono molto soddisfatta dei 60 lavori arrivati: un numero che conferma come “Parole in Costruzione” sia un premio che sta crescendo, edizione dopo edizione», dichiara Egizia Marzocco, presidente di UCSI Marche. «Mi rende particolarmente felice la partecipazione di tante giovani e tanti giovani giornalisti, che hanno scelto di mettersi in gioco con un giornalismo attento alle persone. I lavori di Enrica Majo e Benedetta Torsello incarnano pienamente le 5 M del position paper UCSI: più fonti, più domande, più tempo, più tutele dei diritti e più umanità. È questo il ‘di più’ che chiediamo alla nostra professione: non fermarsi al fatto, ma restituire voce a chi rischia di restare invisibile e indicare le strade possibili per ricostruire.»
La Giuria – composta da Giulia Cerqueti, giornalista di Famiglia Cristiana; Assunta Corbo, presidente del Constructive Network; Franco Elisei, presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche; Patrizia Senatore, giornalista della redazione di Fuori Tg (Rai3); Egizia Marzocco, giornalista e presidente di UCSI Marche – ha dovuto scegliere tra 60 pezzi segnalati e arrivati da tutta Italia.
Mentre, la Menzione speciale è assegnata su indicazione della famiglia Capulli in collaborazione con la Giuria alla migliore opera di una giovane giornalista under 40, ricorda Maria Grazia Capulli, giornalista e conduttrice del Tg2 prematuramente scomparsa, che con la rubrica “Tutto il Bello che c’è” ha portato nel panorama dell’informazione un messaggio di speranza.
Il servizio vincitore: “Vittime invisibili” servizio realizzato per TV7 rubrica del TG1 realizzato da Enrica Majo
Il servizio ha dato la voce agli orfani di femminicidio: figlie e figli che perdono la madre per mano del padre, vittime due volte e quasi sempre dimenticate.
In Italia sono più di 3.500, in gran parte minorenni, e il loro numero continua a crescere. Il racconto passa attraverso la storia di Pasquale Guadagno, che aveva 14 anni quando il padre uccise la madre Carmela e che oggi, a 30, ha trasformato il proprio dolore in testimonianza, e quella di Renata Masella che, insieme al marito, si è presa cura dei due nipoti rimasti orfani della mamma Micaela. Accanto a loro, le associazioni che sostengono figli e familiari delle vittime e la psicologa Paola Aquaro, che descrive il trauma di questi ragazzi e il lungo percorso per tornare a vivere.
Il servizio si interroga infine sulle tutele previste dalla legge e su ciò di cui questi minori hanno davvero bisogno. Un lavoro che accende la luce su una ferita poco raccontata e, attraverso le testimonianze e le reti di aiuto, indica una possibile strada di ricostruzione.
«Il giornalismo se non va per strada e non torna a parlare del sociale perde il senso del proprio lavoro. Così come è importante la cura delle immagini, che spesso possono parlare da sole ed emozionare, sono fondamentali le inquadrature spesso realizzate da bravi operatori non sempre RA, che mettono l passione per questo lavoro. – sottolinea Enrica Majo giornalista della redazione di TV7 vincitrice del Premio – Vittime invisibili racconta i tantissimi giovani che hanno perduto la propria madre per mano del padre, che condanna alla solitudine e pone i figli in stato di difficoltà non solo emotiva e psicologica, ma spesso anche economica. Sono pochi tutelati che sono posti di fronte ad un lungo e complesso percorso che li porterà a riprendersi una vita “normale”.»
La menzione speciale: “Masala e patriarcato” inserto del mensile Cibo, inserto di Domani, di agosto 2025 firmato da Benedetta Torsello
Pubblicato il 30 agosto 2025 il reportage di Benedetta Torsello racconta da Jodhpur, in Rajasthan, la storia di Neelam Verhomal, della madre e delle sorelle, che dopo la morte del padre hanno preso in mano il suo negozio di spezie sfidando pregiudizi, molestie e tentativi di frode in un mercato dominato dagli uomini. Un racconto della discriminazione di genere che mette al centro la capacità di trasformare un ostacolo in un percorso di emancipazione.
«Questo reportage rappresenta per me l’unico modo di concepire il giornalismo. Nasce da un viaggio personale e non di lavoro, da un incontro con 7 sorelle che hanno ereditato dal padre un negozio di spezie in India. Abbiamo una responsabilità enorme poiché riceviamo storie fragili, un atto di fiducia da parte di chi ci consegna queste storie, facendoci entrare anche nelle loro profondità più intime. Ma anche verso chi le legge.» evidenzia Benedetta Torsello giornalista free lance Menzione speciale “Maria Grazia Capulli”.
PREMIO PAROLE IN COSTRUZIONE
| Il Premio è stato istituito per dare voce a chi, grazie al proprio lavoro, fa emergere storie e tematiche positive: inclusione, accoglienza, innovazione sociale, disabilità, sostenibilità, rispetto delle questioni di genere. Pezzi capaci di ispirare e promuovere un cambiamento positivo nella società, offrendo uno sguardo alternativo al tradizionale approccio sensazionalistico dell’informazione. Al riconoscimento al quale hanno partecipare giornaliste e giornalisti iscritti all’Ordine (albo professionisti e albo pubblicisti) con un solo contributo, realizzato in qualsiasi forma (articoli, servizi televisivi e radiofonici, newsletter, piattaforme digitali o podcast), tra il 1° aprile 2025 e il 15 settembre 2026, pubblicato o trasmesso su testate registrate.
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