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Politica

Stato di pericolo dell’alveo del Torrente Annunziata – richiesta interventi urgenti

Il consigliere Russo ha inviato stamane al Sindaco Basile e al Commissario di Governo per il Dissesto Idrogeologico relativa allo stato di evidente pericolo delle aree interessate dal cantiere di messa in sicurezza del Torrente Annunziata a seguito di qualche giorno della rescissione contrattuale con la ditta aggiudicataria.

Signor Sindaco,
con la presente il sottoscritto consigliere chiede alla S.S. di poter ragguagliare lo scrivente circa le intenzioni dell’Amministrazione comunale sull’area di cantiere del Torrente Annunziata, che solo qualche giorno fa è stato oggetto di rescissione contrattuale con la ditta che aveva da poco
avviato lavori di ripristino di alveo e spallette di sponda.
La richiesta di cui in oggetto si rende particolarmente urgente a seguito di un sopralluogo visivo che il sottoscritto ha eseguito nelle scorse ore, del quale riporto in calce alcune documentazioni di dettaglio per rendere edotta la S.S., dal quale è emersa una situazione di oggettiva pericolosità e di conseguente allarme per la sicurezza complessiva sia dell’area di cantiere che, soprattutto, dell’intero tratto interessato del Torrente Annunziata.
In particolare, al di là dei detriti e delle macerie edilizie e dei grossi blocchi di cemento che facevano parte della pista di cantiere di accesso all’alveo che sono stati travolti dalle piene del torrente delle scorse settimane e che di fatto ostruiscono oggi il regolare deflusso delle acque, talché in caso di forti piogge, il rischio idraulico per la zona è evidentissimo e della massima urgenza, emerge come la spalletta posta sulla sinistra idraulica del Torrente è poggiata sul vuoto, senza più alcuna base di fondazione al di sotto. Le fotografie drammaticamente testimoniano ciò che viene denunciato: l’intero tratto della Via del Fante interessato, appare appoggiato su spallette di sponda
gravemente ammalorate, sgretolate e, come detto, pericolosamente scavate ben al di sotto delle fondazioni, al cui posto sono invece emersi dei vuoti molto ampi che si estendono in profondità.
La richiamata situazione di pericolo riveste, a parere dello scrivente, la massima priorità, poiché va verificato innanzitutto la sicurezza statica della Via del Fante, la generale situazione di compromissione delle fondazioni sottostanti l’intera spalletta di sponda del torrente, sia sulla sinistra idraulica che sulla destra idraulica del corso d’acqua e tempestivamente intervenire per mettere in sicurezza l’intera opera, soprattutto laddove si consideri che sia il Viale Annunziata che la Via del Fante poggiano su un sistema di spallette di sponda coeve, realizzate con le medesime tecniche costruttive e con analoghi materiali: una indagine approfondita e diffusa lungo tutto l’alveo
del torrente si rende assolutamente prioritaria.
In secondo luogo, è necessario comprendere cosa accadrà oggi, all’indomani della rescissione del contratto con la ditta aggiudicataria: che sorte avrà questo cantiere? Che tempistiche di riattivazione si avranno? Le risorse che erano state destinate alla realizzazione dell’opera permarranno anche dinanzi all’ovvio prolungarsi dei tempi di esecuzione? E ancora: l’emersione di questo gravissimo vuoto posto al di sotto delle spallette di sponda richiede degli approfondimenti tecnici o delle modifiche progettuali per intervenire ancora più in profondità strutturale?
Appare, ancora, evidente, come il Viale Annunziata sia oggi – a differenza di quaranta anni fa – la via di accesso più importante dell’intera zona Nord di Messina. Funge da asse di accesso all’autostrada, via di grande comunicazione non solo per il popolosissimo rione Annunziata – San Licandro – Panoramica – Paradiso ma anche per l’attraversamento della città in direzione Nord; su di esso insistono ben cinque scuole con una sesta in connessione attraverso la Via Fiore di Conca D’Oro, il polo universitario dell’Annunziata, numerosissime attività commerciali e due frequentate parrocchie. In caso di emergenza di protezione civile, il viale costituisce di fatto non solo e non tanto la sola via di fuga per una porzione di città amplissima ma soprattutto la via di accesso per soccorsi e mezzi di protezione civile.
In questo quadro, è evidente come l’attuale dimensionamento della parte viabile del viale sia ben al di sotto delle reali necessità del territorio: durante l’intera giornata, infatti, fatta eccezione qualche breve finestra oraria, il viale è interessato permanentemente da un flusso di automezzi imponente, che lo satura strutturalmente. Troppi i servizi che orbitano su questo importante asse viario, che invece resta ridotto a una sola corsia per entrambi i sensi di marcia. Un vero e proprio innesco di rischio nel caso di emergenze o di calamità naturali.
Alla luce di quanto sopra, come ha correttamente fatto emergere nelle scorse settimane l’associazione “Messina in Progresso”, che opera sul territorio interessato, appare necessario che l’Amministrazione non si limiti solo alla sistemazione delle spallette d’alveo e dell’alveo del torrente – interventi pure necessari ma certamente non risolutivi – ma si attivi contestualmente con la massima tempestività per comprendere se le norme costruttive attualmente in vigore consentano una soluzione di copertura o di parziale copertura del tratto libero del torrente, consentendo l’allargamento della sede stradale o, in subordine, degli spazi da destinare a parcheggi di automezzi
che attualmente restringono la carreggiata: la stessa amministrazione comunale, qualche tempo fa parlava di “piastre” di copertura parziali che consentissero di alleggerire il carico viabile sull’unica, stretta, strada attualmente disponibile.
Quel che appare ormai improcrastinabile è che il Viale Annunziata, che è di gran lunga il più importante e trafficato asse viario dell’intera zona Nord, oltre a esserne la più essenziale via di fuga e soccorso in caso di emergenze e calamità, possa essere trattato come ordinaria amministrazione.
Non lo è: è urgente intervenire oggi per la sua sicurezza interna e delle sponde di argine; è urgente programmare un potenziamento – per il tramite di parziali coperture, piastre o altre soluzioni tecnicamente da individuare – dello spazio destinato alla circolazione stradale, anche e soprattutto in vista di potenziali necessità di protezione civile e di soccorso.
Auspicando in un sollecito riscontro alla presente, che è inviata per conoscenza anche al
Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, l’occasione mi è
grata per porgere

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