Pace, dialogo interreligioso, tutela del creato e formazione delle nuove generazioni: sono alcuni dei temi al centro della presentazione di Il Cantico dell’Amore. Sui passi di Francesco dalla Parola al Mistero, il volume presentato al Museo Archeologico Regionale “Antonio Salinas” nell’ambito delle iniziative dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A offrire una lettura del volume è stata la messinese Antonietta Micali, che ha illustrato la struttura dell’opera, soffermandosi sulla forza comunicativa del Cantico di frate Sole, sul confronto con Pablo Neruda e sul valore educativo del modello francescano. Un messaggio capace di parlare anche alle nuove generazioni attraverso la meraviglia, l’accettazione della fragilità e una rinnovata attenzione ai valori umani e spirituali.
Curato da Franca De Santis, con il coordinamento scientifico di Pierfranco Bruni, il libro raccoglie i contributi di 26 autori che interpretano la figura di Francesco attraverso prospettive letterarie, teologiche, filosofiche e antropologiche. Ne emerge un percorso di riflessione che supera la dimensione celebrativa per interrogare l’attualità del pensiero francescano e la sua capacità di dialogare con le sfide del presente.
Ad aprire l’incontro è stato il direttore del Museo Salinas, Giuseppe Parello, che ha sottolineato il valore del museo come luogo di dialogo e memoria condivisa. A seguire, il presidente dell’Associazione Nazionale del Fante, Vincenzo Nuccio, ha richiamato il legame ideale tra il complesso monumentale e le figure di Federico II e San Francesco, evidenziando la possibilità di fare della cultura uno spazio di confronto civile e spirituale.
A moderare la presentazione è stata Rosa Maria Sciortino, presidente del Rotary Club Bagheria. Nel corso dell’incontro, la curatrice Franca De Santis, collegata da remoto, ha definito il volume «una domanda viva», sottolineando l’intento di restituire Francesco alla sua forza spirituale e civile, al di là delle letture convenzionali e della retorica.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra spiritualità francescana e responsabilità ambientale. Fra Gesualdo Ventura ha richiamato la visione del creato come dono e relazione, evidenziando come il Cantico delle Creature continui a offrire spunti di riflessione sul rispetto della natura e sulla necessità di un rapporto più consapevole con l’ambiente. Un messaggio che mantiene la propria attualità nel dibattito contemporaneo sulla sostenibilità.
Il tema della pace e del dialogo tra culture e religioni è stato al centro dell’intervento dell’arcivescovo emerito di Monreale, mons. Michele Pennisi, che ha ricordato l’impegno di Francesco per la pace e il suo celebre incontro con il sultano al-Malik al-Kamil. Un episodio che testimonia la possibilità di costruire ponti tra tradizioni diverse attraverso l’ascolto e il confronto, valori particolarmente significativi in un contesto internazionale segnato da conflitti e divisioni.
Il sottosegretario al Ministero della Cultura, Giampiero Cannella, ha portato il saluto del ministro, sottolineando il ruolo dei luoghi della cultura come spazi di partecipazione e crescita collettiva. «Celebrare Francesco a Palermo – ha dichiarato – significa ribadire che il Sud è un laboratorio d’identità».
A concludere gli interventi è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Antonio Rini, che ha evidenziato il legame storico tra la città e la spiritualità francescana, richiamando la vocazione di Palermo al dialogo e all’accoglienza.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Nazionale del Fante – Protezione Civile e Ambientale ODV Sicilia e dall’E.R.A.P., con il sostegno di diverse realtà culturali e francescane.
Il Cantico dell’Amore. Sui passi di Francesco dalla Parola al Mistero è pubblicato da Edizioni Solfanelli ed è disponibile nelle principali librerie e negli store online.










