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Baraccopoli, ancora nessun censimento dei minori. Il Pd: «Cambiano i presidenti, ma i problemi restano»

Quanti minori vivono nelle baracche. E se il censimento è necessario, perché non è stato fatto prima?

Russo Alessandro, Russo Antonella, Mariella Perrone

MESSINA – Il presidente di Arisme Massimo Rizzo dice che l’Agenzia non dispone di un censimento complessivo dei minori nelle baraccopoli: 184 quelli rilevati in 25 aree, mentre per le altre 40 si può procedere soltanto per stime. Dopo anni di risanamento, la domanda è inevitabile: come si stabiliscono le priorità negli alloggi se non si sa ancora quante sono le famiglie con minori e quali quelle più fragili?

È la stessa domanda che il Partito Democratico aveva posto due anni fa, chiedendo una seduta straordinaria del Consiglio comunale sulla condizione delle famiglie nelle baracche, con particolare attenzione a minori e persone fragili.

«Ci era stato assicurato che queste condizioni venivano considerate nelle assegnazioni e che era in corso uno screening per conoscere il numero dei bambini. Oggi apprendiamo che quella rilevazione complessiva non esiste. Quindi chiediamo: che cosa è stato fatto in questi due anni e su quali dati sono state costruite finora le valutazioni?».

Il punto non è soltanto conoscere un numero. Minori, disabilità e patologie gravi sono condizioni che incidono sulle priorità nell’assegnazione degli alloggi. Se devono essere considerate, devono essere conosciute.

Negli anni scorsi il progetto Estate addosso aveva già restituito, attraverso un’indagine campionaria, un quadro di forte fragilità sociale. Ma non era un censimento della popolazione delle baraccopoli, né dei minori.

«Avevamo già un quadro che rendeva necessario sapere chi vive nelle baracche e in quali condizioni. Dopo anni siamo ancora a chiederci quanti siano i minori e quali siano le situazioni di maggiore fragilità».

La vicenda pone anche una questione sulla gestione di Arisme. Ma il punto, secondo il Pd, è anche politico.

«In questi anni abbiamo visto cambiare i vertici di Arisme, i consigli di amministrazione e i presidenti. Ma se cambiano gli amministratori e rimangono gli stessi problemi, bisogna chiedersi se il problema sia davvero ogni volta il presidente che arriva o se non ci sia invece una responsabilità nelle scelte di governance. Tutti gli amministratori delle partecipate vengono scelti dall’amministrazione comunale: allora è legittimo chiedere a chi governa la città quali risultati abbia prodotto questa gestione. E se questi risultati non arrivano, chiedersi: come li sceglie questi vertici l’amministrazione? In base a cosa?».

Quanto alla necessità di nuovo personale indicata dal presidente Rizzo, il Pd ritiene che non possa diventare un’ulteriore ragione per rinviare il censimento.

«Se manca il personale, si trovino le risorse necessarie e si faccia il lavoro. In un’operazione che da anni impegna risorse pubbliche per il risanamento e l’acquisto degli alloggi, non può essere il censimento delle persone a diventare il problema irrisolto. È un lavoro che si fa una volta, in maniera completa, e che poi si mantiene aggiornato. Non è una spiegazione sufficiente dire oggi che manca il personale».

Il gruppo consiliare chiede quindi ad Arisme di indicare tempi e modalità per completare la rilevazione e all’amministrazione comunale di chiarire quali siano gli obiettivi e i risultati attesi dalla nuova governance dell’Agenzia.

«Non ci interessa fare l’elenco dei presidenti che si sono succeduti. Ci interessa capire perché, dopo anni, siamo ancora qui a scoprire che manca un dato fondamentale. Cambiare un presidente può essere una scelta legittima dell’amministrazione. Ma cambiare presidente non può significare ricominciare ogni volta da capo. I problemi restano e qualcuno deve assumersi la responsabilità di risolverli. Prendiamo atto che il presidente Rizzo ha annunciato che il censimento verrà fatto. Adesso servono tempi certi. Il Consiglio comunale deve sapere quante persone vivono ancora nelle baracche, quante sono le famiglie, quanti sono i minori e quali sono le situazioni di particolare fragilità. Dopo tutti questi anni non si può continuare a governare il risanamento sulla base di stime».

I consiglieri del Partito Democratico
Alessandro Russo
Antonella Russo
Mariella Perrone

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