Sono pochi gli attraversamenti pedonali presenti nelle principali strade perpendicolari a monte di
viale San Martino e ancora più limitati quelli realmente accessibili alle persone con disabilità
motorie o con difficoltà di deambulazione.
È quanto emerge da una ricognizione effettuata da Francesco Melita, vicepresidente della IV
Circoscrizione, che ha verificato la presenza degli attraversamenti pedonali lungo via dei Mille, via
Risorgimento, via Centonze e via Ghibellina, nel tratto compreso tra via Tommaso Cannizzaro e
viale Europa. Nel conteggio sono stati considerati gli attraversamenti effettivamente provvisti di
strisce pedonali sulla carreggiata, distinguendoli dalle sole intersezioni dotate di scivoli o raccordi
tra marciapiede e carreggiata.
Le quattro strade, lunghe poco meno di un chilometro ciascuna, presentano un numero limitato di
attraversamenti, con distanze anche molto ampie tra un punto e l’altro.
In particolare, lungo via dei Mille sono stati individuati attraversamenti all’incrocio con via
Tommaso Cannizzaro, in prossimità di via Nicola Fabrizi e all’incrocio con via Geraci. In
prossimità di via Nicola Fabrizi è presente uno scivolo, ma mancano le strisce pedonali. Tra alcuni
attraversamenti intercorrono circa 600 metri.
In via Risorgimento gli attraversamenti risultano presenti all’incrocio con viale Europa, dove manca
lo scivolo, e all’incrocio con via Geraci, dove invece è presente. Sono quindi soltanto due gli
attraversamenti con strisce in circa 900 metri, con un tratto di circa 750 metri privo di
attraversamenti.
In via Centonze sono stati rilevati attraversamenti all’incrocio con via Tommaso Cannizzaro,
all’incrocio con via Geraci e davanti alla scuola Tommaseo. Tra i primi due intercorrono oltre 700
metri. Quello davanti alla scuola, inoltre, è privo di scivolo.
In via Ghibellina, infine, gli attraversamenti individuati sono in corrispondenza dell’ingresso della
scuola Manzoni Dina e Clarenza, dell’incrocio con via Geraci, dell’incrocio con via Santa Cecilia,
accanto alla chiesa di Sant’Antonio, e all’incrocio con via Tommaso Cannizzaro. Nei primi tre casi
è presente anche uno scivolo.
«Frequento queste strade in macchina, in motorino e anche a piedi, ma fino ad oggi non mi ero mai
soffermato a contare quanti attraversamenti pedonali ci fossero. Avevo però sempre avuto la
sensazione che le strisce fossero poche. Per questo ho voluto verificare e ho percorso via dei Mille,
via Risorgimento, via Centonze e via Ghibellina. La verifica ha confermato quella che fino a quel
momento era soltanto una mia impressione: in alcuni tratti bisogna percorrere centinaia di metri
prima di trovare le strisce pedonali», dichiara Melita.
Un aspetto rilevante riguarda la differenza tra la presenza degli scivoli e quella degli
attraversamenti pedonali.
«Non è corretto dire semplicemente che mancano gli scivoli. In diverse intersezioni gli scivoli sono
presenti, anche se non sempre hanno caratteristiche ideali per chi ha una disabilità motoria. Il
problema è che in molti casi manca il completamento dell’intervento: c’è il raccordo tra
marciapiede e carreggiata, ma non ci sono le strisce. Sarebbe quindi possibile intervenire proprio
sulle intersezioni esistenti, mettendo in sicurezza gli angoli, migliorando gli scivoli dove necessario
e realizzando gli attraversamenti pedonali», spiega il vicepresidente della IV Circoscrizione.
Il tema riguarda anche le modalità con cui il pedone è chiamato ad attraversare la carreggiata.
L’articolo 190, comma 2, del Codice della strada stabilisce che i pedoni debbano utilizzare gli
attraversamenti pedonali, i sottopassaggi e i sovrappassaggi e prevede, in assenza di questi o
quando distino più di cento metri, la possibilità di attraversare la carreggiata in senso
perpendicolare, adottando le necessarie cautele.
«Il Codice della strada non stabilisce che debba esserci un attraversamento ogni cinquanta metri,
ma credo che possiamo porci questo obiettivo come criterio di progettazione urbana, laddove la
conformazione delle strade lo permetta. Il mio auspicio è che lo stesso principio possa essereapplicato anche alle strade a monte e a valle di viale San Martino, arrivando a prevedere un
attraversamento con le strisce in corrispondenza delle intersezioni e quindi, indicativamente, ogni
cinquanta metri», prosegue Melita.
La questione si inserisce, secondo Melita, in una riflessione più ampia sulla riqualificazione del
centro cittadino e sul rapporto tra viale San Martino e le strade che vi conducono.
«Sono stato un sostenitore della pedonalizzazione di viale San Martino sin dal mio primo mandato
alla Circoscrizione, dal 2018 al 2022, e continuo a ritenere che sia stata una scelta positiva. Oggi
abbiamo un viale San Martino più accogliente e facilmente percorribile anche dalle persone con
disabilità motorie, dagli anziani e da chi si muove con bambini nel passeggino. Tuttavia, il passo
successivo deve essere quello di rendere altrettanto accessibili e sicuri i percorsi che conducono al
viale. Una persona con disabilità motoria, un anziano o un genitore con un passeggino non vive il
viale isolatamente, deve poterci arrivare in sicurezza. Per questo serve una rigenerazione urbana
che tenga insieme pedonalità, accessibilità e sicurezza, intervenendo progressivamente sugli
incroci, sugli attraversamenti e sulle barriere architettoniche», afferma Melita.
Realizzare attraversamenti pedonali sicuri, con strisce ben visibili e scivoli adeguati, significa
quindi migliorare la sicurezza non solo per le persone con disabilità, gli anziani e le famiglie con
bambini, ma per tutti i pedoni. Un tema che assume ulteriore rilevanza anche in considerazione
della vocazione turistica della città.
«Con le decine di migliaia di turisti che arrivano a Messina provenienti da tutto il mondo,
dobbiamo chiederci quale città vogliamo presentare a chi viene a visitarci. Un visitatore deve poter
camminare nel centro cittadino trovando percorsi chiari, sicuri e accessibili. Non è un buon
biglietto da visita avere strade nelle quali bisogna percorrere centinaia di metri per trovare un
attraversamento o intersezioni dove è presente lo scivolo ma mancano le strisce pedonali»,
aggiunge il vicepresidente della IV Circoscrizione.
Proprio per affrontare la questione in maniera organica, Melita ha chiesto che l’argomento venga
trattato nella I Commissione consiliare, presieduta dal consigliere Ferrante, così da approfondire la
situazione e valutare, insieme agli uffici e agli enti competenti, quali interventi sia possibile
programmare.
«La mia intenzione non è limitarmi a segnalare un problema, ma aprire un confronto concreto per
capire cosa si può fare e da dove si può cominciare. Possiamo partire dagli incroci dove esistono
già gli scivoli, completando gli interventi con le strisce pedonali, e contemporaneamente verificare
dove sia necessario adeguare i raccordi e migliorare le condizioni di sicurezza. Anche piccoli
interventi, se inseriti in una programmazione complessiva, possono contribuire a costruire una rete
di percorsi più sicuri e accessibili», conclude Melita.










