Quella che avrebbe dovuto essere l’illustrazione di un documento programmatico si trasforma in un’ampia discussione politica. La seduta straordinaria del 28 settembre, convocata proprio per consentire il confronto sulla relazione di inizio mandato, mette in fila dubbi e richieste dell’opposizione e la replica del Sindaco.
A intervenire sono Libero Gioveni, Cosimo Oteri, Benedetto Vaccarino, Pippo Capurro, Marcello Scurria, Antonella Russo e Alessandro Russo.
Vaccarino: «Prima funzionino i servizi essenziali»
Benedetto Vaccarino porta il dibattito sul terreno della quotidianità.
La domanda rivolta a Basile è semplice: come sta Messina rispetto a un anno fa?
Il Consigliere segnala criticità su scerbatura, pulizia, raccolta dei rifiuti, acqua e manutenzione. E mette davanti ai grandi progetti le esigenze più immediate dei cittadini.
Il concetto è chiaro: prima delle grandi opere, devono funzionare i servizi essenziali.
Scurria: «Il Consiglio non è un notaio»
Marcello Scurria contesta, invece, l’idea di un Consiglio chiamato soltanto a prendere atto della relazione.
Il suo intervento parte dal ruolo dell’Aula e arriva rapidamente ai conti e alle opere pubbliche.
Nel mirino finiscono i ritardi sul rendiconto, il piano di riequilibrio e una lunga lista di cantieri: dal porto di Tremestieri al Mercato Vascone, da via Don Blasco alla Città del Ragazzo, dal PINQuA alle piste ciclabili.
Il punto sollevato da Scurria riguarda soprattutto i tempi: per le opere pubbliche, sostiene, servono date e risultati verificabili, non soltanto annunci.
Antonella Russo: «Che fine ha fatto il piano di riequilibrio?»
Antonella Russo concentra il proprio intervento sui conti e sulla macchina amministrativa.
La Consigliera chiede maggiore chiarezza sullo stato di attuazione del piano di riequilibrio e sui documenti finanziari ancora da approvare.
Altro tema è la concentrazione di deleghe nelle mani del Sindaco. La Consigliera Russo richiama inoltre la necessità di rafforzare la struttura amministrativa e propone di individuare un direttore generale.
Poi il tema delle partecipate e del personale: cosa accadrà ai servizi e ai lavoratori quando termineranno le risorse straordinarie legate al PNRR e agli altri finanziamenti?
Alessandro Russo: «La vera sfida sarà dopo i fondi straordinari»
È questo uno dei passaggi centrali dell’intervento di Alessandro Russo.
Il Capo Gruppo del Partito Democratico parte dalla natura della relazione: dopo diversi anni di amministrazione, osserva, molte delle questioni indicate come future sono in realtà già parte del percorso amministrativo avviato con le precedenti giunte.
Ma il nodo principale, per Russo, è un altro: quanto sarà sostenibile ciò che oggi viene finanziato con risorse straordinarie?
PNRR, PON, Piani complementari e altri fondi hanno consentito di finanziare infrastrutture, servizi e personale. Russo cita, tra gli altri, la Messina Social City e l’ ATM.
La domanda è cosa succederà quando queste risorse termineranno.
Il Consigliere richiama anche le stabilizzazioni e l’aumento del personale nelle partecipate, chiedendo di capire se il bilancio dell’ente potrà sostenere nel tempo gli impegni assunti.
Lo stesso ragionamento viene applicato agli eventi, agli aiuti alle imprese e agli interventi finanziati una tantum: non soltanto quanto viene speso, ma cosa rimane sul territorio, una volta esaurito il finanziamento.
Ponte, Stretto e traffico pesante
Nel finale del suo intervento Russo sposta l’attenzione sul futuro infrastrutturale della Città.
Sul Ponte sullo Stretto chiede al Sindaco una posizione più definita e una pianificazione coerente con lo scenario che si determinerà.
E torna sull’Area dello Stretto, sulla mobilità con Reggio Calabria e sull’esigenza di rafforzare i collegamenti tra le due sponde.
Poi il traffico pesante.
Per Russo il porto di Tremestieri e la progressiva eliminazione dei TIR dal centro cittadino devono diventare una priorità, insieme a una posizione chiara sulla prospettiva della Rada San Francesco.
Gioveni, Oteri e Capurro: conti, amministrazione e risultati
Nel confronto intervengono anche Libero Gioveni, Cosimo Oteri e Pippo Capurro, portando l’attenzione sui numeri dell’ente, sull’attività amministrativa e sulle opere.
Il tema finanziario attraversa così gran parte della seduta, insieme alla situazione delle Partecipate, al piano di riequilibrio e ai documenti contabili.
Il dibattito si sviluppa quindi su due piani: da una parte le condizioni attuali dell’ente, dall’altra la capacità dell’amministrazione di trasformare gli interventi finanziati negli ultimi anni in servizi e infrastrutture sostenibili.
La replica di Basile
A chiudere il confronto è il Sindaco Federico Basile.
Il primo cittadino difende la natura tecnica della relazione di inizio mandato e ricorda che il documento è previsto dalla normativa per fotografare la situazione dell’ente all’avvio del mandato.
Basile rivendica quindi il lavoro svolto negli ultimi anni, citando in particolare le nuove assunzioni, il rafforzamento dei servizi e il percorso di risanamento.
Sul fronte dei servizi, il Sindaco richiama anche le condizioni finanziarie di partenza del Comune e l’incremento delle risorse disponibili per interventi come la scerbatura e i servizi sociali.
La replica si chiude con un’apertura al confronto sui singoli temi, ma anche con la rivendicazione del lavoro già svolto dall’amministrazione.
Il nodo politico
Alla fine della seduta resta una domanda che attraversa gran parte degli interventi: come trasformare le risorse straordinarie di questi anni in servizi, infrastrutture e occupazione sostenibili nel lungo periodo?
È qui che si concentra il confronto tra maggioranza e opposizione.
Da una parte la rivendicazione dei risultati ottenuti e della trasformazione della macchina amministrativa. Dall’altra la richiesta di numeri, scadenze e garanzie sulla sostenibilità futura.
La relazione di inizio mandato, prevista nell’ambito dell’avvio della nuova consiliatura, è così diventata soprattutto un’occasione per misurarsi sul futuro di Messina.










