Un’iniziativa trasversale, senza una specifica appartenenza politica, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Alessandro Cacciotto, Salvatore Scandurra, Raffaele Verso, Emanuele Maurotto, Alessandro Costa, Giovanni Danzi, Mario Barresi, Giovanni Francesco Russo, Maddalena Bonanno, Claudia Minutoli, Francesco Pagano e Salvatore Arena. Presenti anche i consiglieri comunali Marcello Scurria, Pippo Capurro e Libero Gioveni, mentre la consigliera Antonella Russo, pur sposando le ragioni della contestazione, non ha partecipato.
A raccontare l’origine della vicenda è stato il consigliere circoscrizionale Salvatore Scandurra «Tutto è iniziato da me», ha spiegato, ricordando di non riuscire a capire dove fossero finite alcune delle proprie note e di avere, quindi, chiesto un parere alla Segretaria generale Carrubba. Da quella vicenda si è sviluppata la discussione sulle modalità di trasmissione delle segnalazioni e sui rapporti trai consiglieri delle Municipalità e gli uffici comunali.
Un’iniziativa definita da Alessandro Cacciotto «trasversale e senza colore politico», nata, ha spiegato, per riaffermare il ruolo dei consiglieri delle Municipalità democraticamente eletti.
«Un dirigente può dare direttive agli organi amministrativi, non a quelli politici», è stato ribadito durante l’incontro. Nel mirino anche il tema della controfirma del Presidente della Municipalità sulle segnalazioni dei singoli consiglieri: secondo i promotori dell’abolizione dell’ordinanza, non sarebbe prevista dal regolamento come condizione per l’inoltro delle comunicazioni.
Cacciotto ha sottolineato che, anche alla luce del comunicato diffuso oggi dal Comune, il ruolo dei Presidenti non può essere quello di siglare le segnalazioni dei consiglieri. «Noi l’abbiamo chiamato bavaglio», ha detto, ricordando che anche un privato cittadino può presentare un’istanza all’amministrazione. E proprio sul ruolo dell’assessore al Decentramento Nino Carreri ha posto un interrogativo: «Io non so se questa è una normativa sul decentramento? Forse per questo c’è il silenzio dell’assessore Nino Carreri».
«La sovrapposizione delle segnalazioni nasce dall’inefficienza»
Il punto, secondo i consiglieri, è capire se il coordinamento delle comunicazioni possa trasformarsi in un filtro all’iniziativa dei singoli eletti.
Raffaele Verso ha portato la questione sul piano concreto: «Non si può aspettare quando c’è una vecchietta che cade in un tombino e non sa a chi segnalarlo, noi invece, sappiamo a chi rivolgerci». La domanda, ha aggiunto, è semplice: «Dobbiamo aspettare il Presidente?»
Secondo i consiglieri, inoltre, l’eventuale sovrapposizione delle segnalazioni non dovrebbe essere affrontata, limitando l’iniziativa degli eletti, ma intervenendo sulle inefficienze amministrative.
Il consigliere circoscrizionale Emanuele Maurotto ha invece posto l’accento sulle ragioni del provvedimento: «A chi giova? Che lo mettano nero su bianco». E ha ricordato anche i rapporti con gli assessori: «Abbiamo fatto 30 inviti agli assessori e non ci sono mai venuti».
«Non abbiamo bisogno di un libretto delle istruzioni»
Giovanni Danzi, consigliere circoscrizionale, ha richiamato il quadro regolamentare: «L’unica opportunità per noi si basa sul regolamento del Consiglio comunale e sul decentramento funzionale. Non abbiamo bisogno di altro, né di un libretto delle istruzioni». Secondo Danzi, soprattutto per chi è stato eletto per la prima volta, gli strumenti da conoscere sono quelli già previsti dai regolamenti.
Sul fronte delle richieste rimaste senza risposta, è intervenuta Maddalena Bonanno, che ha riferito di avere presentato circa 40 note senza ricevere risposta. «Gli assessori non rispondono mai», ha affermato, collegando la questione anche al tema del rispetto istituzionale.
Costa: «Un primo momento di dittatura»
Durissimo l’intervento di Alessandro Costa, che ha parlato di «un primo momento di dittatura» riferendosi alle difficoltà incontrate dai consiglieri.
«Noi come consiglieri circoscrizionali non abbiamo nulla da nascondere», ha affermato, sostenendo che il problema, a suo giudizio, sia invece la trasparenza dell’azione amministrativa.
Costa ha raccontato di essere stato il primo consigliere al quale sarebbero stati negati degli atti perché la richiesta non era accompagnata dalla firma del Presidente. Ha poi richiamato le dichiarazioni successive della Segretaria generale, che avrebbe definito quella contenuta nella direttiva una misura di carattere consigliato: «Se era consigliato, allora che l’hanno fatta a fare questa direttiva?».
Secondo Costa, inoltre, la questione non sarebbe nata soltanto ad agosto: i Presidenti avrebbero iniziato già prima a far passare questa impostazione, soprattutto nei confronti dei consiglieri più nuovi, meno esperti del regolamento.
Il consigliere ha quindi riportato il problema alle esigenze dei cittadini: «I cittadini poi vogliono conto e ragione da noi, se non gli viene risolto il problema, non si capiscono che chi è sopra di noi, su segnalazione, deve attivarsi».
A titolo di esempio ha citato anche la richiesta di invitare il sindaco: secondo quanto riferito, il Presidente della nostra circoscrizione avrebbe ricevuto la sollecitazione il 15 luglio, ma l’invito sarebbe stato inviato soltanto il 9 settembre, anche se tanto il Sindaco sono sicuro non parteciperà. «Questo è un esempio di quello che succederebbe con il metodo Carrubba», ha concluso.
Il confronto con l’Assessorato regionale
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il consigliere comunale Gioveni, che ha invitato i consiglieri delle Municipalità, come estrema ratio, a rivolgersi all’Assessorato regionale agli Enti locali affinché venga valutata la vicenda.
«Il question time all’Assessorato lo abbiamo già presentato e siamo con voi», ha aggiunto il consigliere Scurria, annunciando anche l’intenzione di presentare un proprio regolamento sul decentramento, «visto che loro non lo portano».
Gli ex Presidenti: «Il visto serviva a dare autorevolezza»
Sul tema della firma dei Presidenti sono intervenuti anche alcuni ex Presidenti presenti alla conferenza.
Hanno spiegato che, in passato, il visto del Presidente sulle comunicazioni dei consiglieri veniva apposto su richiesta degli stessi consiglieri, con l’obiettivo di dare maggiore autorevolezza alla segnalazione. Non sarebbe però mai esistita una corsia preferenziale né, secondo quanto sostenuto durante l’incontro, tale prassi dovrebbe trasformarsi in un obbligo regolamentare.
La preoccupazione espressa dai consiglieri riguarda soprattutto ciò che potrebbe accadere nella pratica: a parità di interrogazioni o segnalazioni, una comunicazione potrebbe essere privilegiata rispetto a un’altra o rimanere senza seguito oppure, secondo la denuncia fatta durante la conferenza, una battaglia portata avanti da un consigliere potrebbe finire per essere «intestata» al Presidente.
La questione del diritto di accesso
La direttiva della Segreteria generale, tuttavia, distingue tra le segnalazioni operative e le richieste individuali di accesso ai documenti e alle informazioni.
Il documento precisa infatti che il criterio organizzativo relativo al passaggio preliminare attraverso il Presidente non si applica alle richieste individuali di accesso, che sono definite una prerogativa direttamente spettante a ciascun consigliere e non subordinata alla preventiva autorizzazione o controfirma del Presidente.
La direttiva richiama l’articolo 43, comma 2, del Testo unico degli enti locali e il Regolamento comunale per il decentramento funzionale, che riconosce ai consiglieri delle Municipalità gli stessi diritti e doveri dei consiglieri comunali, nei limiti previsti dalla normativa.
Il documento precisa però anche che il diritto di accesso non può tradursi nella disponibilità indiscriminata dell’intera corrispondenza degli uffici e che le richieste devono essere sufficientemente individuate e tali da non determinare un aggravio sproporzionato per l’amministrazione.
«Revoca immediata, altrimenti un chiarimento formale»
Al termine della conferenza, la richiesta dei consiglieri è stata ribadita: revoca immediata della direttiva del 12 agosto oppure, in alternativa, un chiarimento formale che definisca senza ambiguità i limiti della procedura e soprattutto le prerogative dei singoli consiglieri.
La questione, hanno fatto intendere i presenti, non riguarda soltanto una modalità di trasmissione delle segnalazioni, ma il rapporto tra gli organi politici eletti nelle Municipalità e la struttura amministrativa del Comune.










