Comitato “NO frane no precarietà”.
Comitato Nazionale “La scuola che respira”,
“Allarme idrogeologico sulla costa ionica: ‘Servono prevenzione e risorse prima delle piogge autunnali’”
Ai Sindaci dei Comuni di:
- Taormina, Giardini Naxos, Castelmola, Letojanni, Gallodoro, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Roccalumera, Pagliara, Mandanici, Nizza di Sicilia, Alì Terme, Alì, Fiumedinisi, Itala, Scaletta Zanclea
e, per conoscenza,
Alla Presidenza della Regione Siciliana
Al Dipartimento Regionale della Protezione Civile
All’attenzione del Dirigente Generale, ing. Salvatore Cocina
All’attenzione del Dirigente Generale, ing. Salvatore Cocina
Oggetto: Prevenzione del rischio meteo idrogeologico e idraulico nella fascia ionica messinese. Richiesta di ricognizione delle criticità, interventi preventivi e risorse finanziarie disponibili. Circolare n. 1/2026_CFD Idro
I sottoscritti Francesco Aloisi, per il Comitato Nazionale “La scuola che respira”, e Giacomo Di Leo, per il Comitato “NO frane no precarietà”, richiamano l’attenzione dei Sindaci dei Comuni della fascia ionica messinese e della Regione Siciliana sulla recente Circolare n. 1/2026_CFD Idro del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, dedicata alle attività di prevenzione per il rischio meteo idrogeologico e idraulico.
La circolare evidenzia una conditione di particolare interesse per il comprensorio ionico. L’aridità e, soprattutto, gli incendi rendono i versanti maggiormente vulnerabili in presenza di precipitazioni intense e concentrate, favorendo colate rapide di terra e fenomeni di flash flood, ossia alluvioni improvvise caratterizzate dalla rapida formazione di grandi quantità d’acqua e forti deflussi in un intervallo di tempo ridotto.
Il Dipartimento richiama pertanto la necessità di mantenere alta l’attenzione e di adottare misure preventive e di mitigazione, con particolare riguardo alla manutenzione del reticolo idrografico, alla vigilanza sulle infrastrutture viarie e alla gestione delle aree urbanizzate maggiormente esposte.
Il documento sottolinea inoltre che anche gli impluvi normalmente asciutti devono essere considerati corsi d’acqua ai fini della valutazione del rischio. In occasione di precipitazioni intense essi possono convogliare rapidamente grandi quantità d’acqua e detriti. Particolare attenzione viene riservata alle interferenze con la viabilità e alle trasformazioni urbanistiche che hanno modificato il naturale deflusso delle acque.
Si tratta di aspetti che assumono particolare rilievo lungo la fascia ionica messinese, dove centri abitati, infrastrutture, torrenti, impluvi e versanti convivono in spazi territoriali ristretti.
La circolare riconosce inoltre che la valutazione regionale non riesce a rappresentare tutte le specifiche vulnerabilità dei singoli Comuni. Tra i fattori locali espressamente richiamati figurano le aree incendiate, che determinano una maggiore rapidità del ruscellamento, ossia dello scorrimento dell’acqua piovana sulla superficie del terreno quando il suolo non riesce ad assorbirla adeguatamente. Tale fenomeno favorisce il rapido convogliamento dell’acqua verso valle e il trascinamento di terra, fango e detriti, aumentando le condizioni di rischio nelle aree sottostanti.
Agli Enti locali spetta il monitoraggio delle aree soggette a potenziali criticità idrauliche e geomorfologiche, soprattutto laddove risultino esposte persone e beni. In presenza di situazioni di pericolo, gli Enti sono tenuti ad adottare le azioni necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità.
Il Dipartimento indica inoltre precise azioni preventive:
- Garantire l’efficienza delle reti di smaltimento delle acque meteoriche
- Predisporre eventuali dispositivi di chiusura o limitazione della viabilità
- Monitorare i sottopassi
- Interdire le infrastrutture a rischio
- Informare la popolazione, comprese le aree periferiche e rurali
Tali interventi vengono definiti ancora più doverosi nei contesti già interessati da eventi calamitosi con conseguenze per persone o beni.
La Circolare n. 1/2026_CFD Idro afferma espressamente che la gestione del rischio e la programmazione delle misure di mitigazione sono responsabilità degli Enti locali e, in particolare, del Sindaco quale autorità locale di Protezione Civile.
Tale attribuzione di responsabilità pone però una questione altrettanto importante: la disponibilità delle risorse economiche, tecniche e operative necessarie affinché i Comuni riescano a trasformare le indicazioni regionali in interventi concreti.
Molti dei Comuni interessati presentano dimensioni demografiche e capacità finanziarie limitate rispetto alla complessità degli interventi richiesti dalla conformazione del territorio. Riteniamo pertanto necessario verificare contestualmente quali risorse siano nella disponibilità degli Enti locali e quali siano state messe a disposizione dalla Regione Siciliana.
La prevenzione non deve esaurirsi nell’individuazione delle responsabilità amministrative. Alle responsabilità devono corrispondere strumenti, programmazione e risorse adeguate.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo ai Sindaci destinatari della presente di rendere nota una ricognizione aggiornata delle principali criticità idrogeologiche e idrauliche presenti nei rispettivi territori
Chiediamo altresì di conoscere gli interventi di prevenzione e manutenzione già effettuati, quelli programmati, le risorse finanziarie disponibili, i finanziamenti regionali, statali o europei già ottenuti e le eventuali richieste di finanziamento presentate e ancora prive di copertura.
Alla Presidenza della Regione Siciliana e al Dipartimento Regionale della Protezione Civile chiediamo di rendere noto quali risorse finanziarie, tecniche e operative siano state assegnate, programmate o rese accessibili ai Comuni della fascia ionica messinese destinatari della presente, affinché possano dare concreta attuazione alle attività di prevenzione e mitigazione richiamate dalla Circolare n. 1/2026_CFD Idro.
Chiediamo inoltre che venga favorita una ricognizione coordinata delle criticità dell’intero comprensorio. La stessa circolare raccomanda infatti lo scambio informativo e il coordinamento operativo tra Comuni confinanti per affrontare rischi che interessano corsi d’acqua, bacini idrografici, infrastrutture e reti di servizi che superano i singoli confini amministrativi.
Riteniamo necessario distinguere con chiarezza eventuali carenze nell’azione dei singoli Enti locali dall’eventuale insufficienza delle risorse economiche e operative messe a disposizione dagli organismi sovracomunali.
Chiediamo quindi un’azione coordinata tra Regione e Comuni della fascia ionica messinese, accompagnata dalla massima trasparenza sulle criticità censite, sugli interventi programmati, sulle risorse disponibili e sui finanziamenti richiesti.
Le indicazioni contenute nella Circolare n. 1/2026_CFD Idro devono tradursi in prevenzione concreta sul territorio prima dell’intensificarsi delle precipitazioni autunnali.
Francesco Aloisi
Comitato Nazionale “La scuola che respira”
Comitato Nazionale “La scuola che respira”
Giacomo Di Leo
Comitato “NO frane no precarietà”
Comitato “NO frane no precarietà”
ri.










