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Municipalità, i consiglieri del centro sinistra: «Un accentramento inaccettabile che comprime la rappresentanza democratica»

La direttiva della Segretaria generale sulle segnalazioni provenienti dalle Municipalità non può essere liquidata come una semplice questione di organizzazione del protocollo

La direttiva della Segretaria generale sulle segnalazioni provenienti dalle Municipalità non può essere liquidata come una semplice questione di organizzazione del protocollo.

Razionalizzare i flussi ed evitare duplicazioni è un’esigenza comprensibile. Ma imporre che le segnalazioni dei singoli consiglieri passino preventivamente dal Presidente della Municipalità significa introdurre un filtro politico dove non dovrebbe esserci.

I consiglieri municipali sono eletti direttamente dai cittadini, non sono subordinati al Presidente e devono poter esercitare liberamente le proprie prerogative, soprattutto quando raccolgono istanze e segnalazioni dai territori.

C’è poi un dato politico che rende questa scelta ancora più delicata e che non poteva sfuggire alla Segretaria generale: sei Presidenti di Municipalità su sette appartengono alla stessa forza politica che governa la città, Sud chiama Nord. Concentrare nelle loro mani il passaggio delle segnalazioni dei consiglieri significa quindi attribuire alla maggioranza anche un potere di filtro sull’attività dei rappresentanti delle opposizioni.

Questo non è decentramento. È un accentramento inaccettabile che comprime l’autonomia dei consiglieri e, con essa, la stessa rappresentanza democratica nelle Municipalità.

Il paradosso è evidente: gli organismi nati per avvicinare le istituzioni ai cittadini vengono sottoposti a un ulteriore livello di mediazione. Se un cittadino segnala un problema al consigliere che ha eletto, quel consigliere deve poterlo rappresentare direttamente agli uffici competenti. Non deve chiedere il lasciapassare politico di nessuno.

Se esistono problemi organizzativi, si risolvano migliorando il coordinamento tra Municipalità e Dipartimenti. Non trasformando i Presidenti in un imbuto obbligato dell’attività degli altri consiglieri.

Chiediamo quindi che la direttiva venga immediatamente rivista nelle parti che introducono questo filtro e che l’Amministrazione chiarisca se intenda davvero sostenere un’impostazione del genere.

Le Municipalità hanno bisogno di più autonomia e più strumenti. Non di una catena di comando.

I consiglieri:
Domenico Allone (PD)
Giuseppe Cardia (PD)
Giusi Micalizzi (Pd)
Emanuele Carlo (PD)
Giuseppe Picciotto (PD)
Antonio Lambraio (PD)
Mario Biancuzzo (PD)

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