I disagi registrati all’aeroporto di Catania a seguito delle limitazioni operative determinate dall’attività dell’Etna riportano al centro il problema della gestione e dell’assistenza dei passeggeri durante le emergenze legate alla presenza di cenere vulcanica.

Le limitazioni adottate per ragioni di sicurezza non sono naturalmente in discussione. Il problema, secondo il Codacons, riguarda invece le conseguenze che ritardi, cancellazioni e dirottamenti possono determinare per migliaia di viaggiatori, soprattutto in un periodo caratterizzato da un’elevata mobilità turistica.

“La sicurezza dei voli viene prima di tutto e le decisioni assunte dalle autorità competenti devono essere rispettate –  afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – ma proprio perché l’attività dell’Etna rappresenta una realtà con cui l’aeroporto di Catania convive da anni, occorre disporre di procedure sempre più efficaci per gestire le conseguenze sui passeggeri”.

Il Codacons chiede quindi il rafforzamento di un piano strutturale e coordinato tra gestore aeroportuale, compagnie aeree e soggetti competenti, capace di assicurare, nelle fasi di limitazione dell’operatività, informazioni tempestive e facilmente accessibili, assistenza adeguata e una rapida gestione dei passeggeri interessati da cancellazioni e dirottamenti.

“Un viaggiatore deve poter conoscere tempestivamente cosa sta accadendo al proprio volo e quali alternative ha a disposizione –  sottolinea Tanasi – Le informazioni devono arrivare il prima possibile attraverso tutti i canali disponibili, evitando, per quanto possibile, che le persone raggiungano inutilmente l’aeroporto o rimangano per ore senza indicazioni sufficientemente chiare”.

Particolare attenzione –  secondo l’associazione – deve essere riservata alle persone con disabilità o mobilità ridotta, agli anziani e alle famiglie con bambini, che possono subire maggiori disagi in presenza di lunghe attese e improvvise variazioni dei programmi di viaggio.

Il Codacons ricorda inoltre che la presenza di circostanze eccezionali può escludere, quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa europea, il diritto alla compensazione pecuniaria. Restano tuttavia ferme le altre tutele previste dalla disciplina applicabile, tra cui il diritto all’assistenza e, in caso di cancellazione, la scelta tra rimborso e riprotezione secondo quanto stabilito dal Regolamento (CE) n. 261/2004.

 

“Non possiamo impedire all’Etna di eruttare, ma possiamo e dobbiamo organizzare nel modo migliore possibile la risposta alle conseguenze sull’operatività aeroportuale. Catania ha bisogno di un sistema capace di affrontare questi eventi riducendo al minimo i disagi e garantendo ai passeggeri informazioni, assistenza e soluzioni alternative nel più breve tempo possibile” – conclude Tanasi.