I veleni di un’officina del centro finivano tra le rovine dell’impianto industriale. La Polizia
Municipale incastra il responsabile: area sigillata e tolleranza zero contro chi deturpa la città.
Sgombero di macerie, pneumatici fuori uso e materiali altamente inquinanti ammucchiati nel
degrado: si presentava così la discarica abusiva appena scoperta e sequestrata a Santa Lucia sopra
Contesse, proprio all'interno del perimetro dell'ex cementificio.
Un’operazione lampo contro i reati ambientali che dimostra come il territorio sia sotto la lente
d'ingrandimento delle forze dell'ordine, decise a stroncare il fenomeno dell’abbandono selvaggio dei
rifiuti che da tempo minaccia il decoro e la salute pubblica della città.
Si è partiti dalle tracce tra i rifiuti fino ad arrivare al centro città. A chiudere il cerchio attorno
all’utore dello sversamento illecito sono stati gli agenti del Servizio di Polizia Specialistica –
Squadra Reati Ambientali. Un lavoro d’indagine minuzioso, fatto di rilievi sul campo e riscontri
investigativi, che ha permesso di ricostruire la filiera dello smaltimento abusivo: i rifiuti nocivi
rinvenuti nell’area (tra cui spiccano decine di vecchi pneumatici e scarti di lavorazione) provengono
direttamente da un'officina di motocicli situata nel centro cittadino.
L'intera area dell’ cementificio è stata immediatamente posta sotto sequestro giudiziario, mentre
per il titolare dell’ officina è scattata la formale denuncia all'Autorità Giudiziaria per reati ambientali,
con il rischio di pesanti sanzioni penali ed economiche.
Il sindaco Federico Basile ha elogiato il lavoro delle forze dell’ordine, ribadendo la linea della
fermezza assoluta contro i “furbetti”dell’ambiente, attraverso controlli senza sosta:
«Esprimo il mio ringraziamento alla Polizia Municipale, guidata dal comandante Giovanni
Giardina, e in particolare al Servizio di Polizia Specialistica – Squadra Reati Ambientali,
coordinata dall’ispettore Cosimo Peditto, per la professionalità e la tempestività dimostrate
nell’attività investigativa che ha consentito di individuare il responsabile. Azioni di questo tipo
vanno condannate con la massima fermezza. Chi deturpa il nostro territorio e mette a rischio
l’ambiente deve sapere che i controlli continueranno e che ogni comportamento illecito sarà
perseguito senza esitazione. La tutela dell’ambiente e del decoro della città è una priorità
assoluta».
L’ operazione a Santa Lucia sopra Contesse lancia un segnale chiaro a tutta la comunità: la tutela del
paesaggio messinese passa dalla tolleranza zero verso chi scambia i luoghi simbolo e le periferie
della città per una pattumiera a cielo aperto.
di Roberta Longo










