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Circolo di Rifondazione Comunista “Lidia Menapace” – Riviera Jonica Messinese: prevedibili le conseguenze dei lavori sul territorio.

Che i camion avrebbero invaso le strade dei comuni rivieraschi era prevedibile già in fase di progetto iniziale. E’ mancata una pianificazione adeguata.

Di rampe, pennelli e di brevimiranza (della politica)

Cemento e asfalto, ancora una volta, ci vengono proposti come unica soluzione per la salvaguardia della Riviera Jonica. Ma qui la cura rischia di essere peggiore della malattia. È davvero un salto ardito mettere insieme due interventi così diversi – le rampe per deviare i camion di Webuild con i materiali degli scavi per costruire la nuova tratta ferroviaria Giampilieri-Fiumefreddo e i 14 pennelli ortogonali previsti per “difendere” la spiaggia? Forse no. Perché solo guardandoli insieme si comprende la (non) direzione in cui stiamo marciando e come lo stiamo facendo: senza sosta e senza testa.

Le rampe sono necessarie, sì. Ma perché si è arrivati così tardi?

Le rampe sono indispensabili: nessuno può sostenere che centinaia di camion al mese possano continuare a transitare dentro i centri abitati, mettendo a rischio salute, sicurezza e vivibilità. Eppure, l’iter autorizzativo, avviato nel 2024, non è ancora concluso. L’ing. Martinelli di RFI si affretta ad attribuire i ritardi al Ministero dell’Ambiente. Ritardi prevedibili, ma – colpevolmente? – non previsti.

Perché è questo il punto: che i camion avrebbero invaso le strade dei comuni rivieraschi era prevedibile già in fase di progetto iniziale. Non si sarebbe dovuto “correre ai ripari” nel 2024: si sarebbe dovuto pianificare per tempo, sapendo che le autorizzazioni ambientali in Italia hanno tempi lunghi. O meglio, non si sarebbe potuta progettare un’opera meno impattante e più sostenibile?

La petizione dei cittadini contro il transito dei mezzi, che ha portato alla ribalta la gravità della situazione, è certamente una vittoria: ha costretto RFI a uscire dal silenzio e a dichiarare qualcosa sullo stato dell’arte. Ma allo stesso tempo rappresenta la certificazione del  fallimento della politica locale e regionale: quello della delega cieca ai poteri forti, che continua a sostituire il ruolo della rappresentanza democratica.

E c’è un paradosso che la protesta ha messo a nudo. Quando Martinelli di RFI – incalzato dalla mobilitazione popolare – scrive ai Comuni interessati (intasati) dal transito dei mezzi pesanti che, una volta superate le “residue condizioni ambientali”, si procederà spediti alla costruzione delle rampe, il messaggio è inequivocabile: le comunità restano sotto scacco, costrette a scegliere tra la tutela della salute e l’integrità del territorio. Scelta impossibile, perché – a ben guardare – salute e ambiente sono la stessa cosa.

E i pennelli? Cosa c’entrano? C’entrano eccome.

A Santa Teresa di Riva, da settembre, partirà la posa di 14 pennelli ortogonali. Un progetto da oltre 10 milioni di euro, appaltato nel 2021, fermatosi nel 2024 per 13 criticità rilevate dalla Commissione tecnica regionale, e ora improvvisamente “sbloccato” sull’onda (non solo metaforica) del ciclone Harry.

Non è dato sapere se le criticità siano state risolte. Ma poco importa: siamo in “emergenza”, e in emergenza si può fare tutto, si deve fare in fretta, non si può andare troppo per il sottile. Bisogna dare una “risposta” ai cittadini.

Ma qual è la domanda? E soprattutto: i cittadini sono stati messi nella condizione di formulare la domanda giusta?

Perché se sapessero che quel progetto è nato già vecchio, che tecnici e studiosi già da molti anni hanno lanciato, inascoltati, l’allarme sulla sua inutilità e sulla sua pericolosità – perché ciò che vuole contrastare finirà per amplificarlo irreversibilmente – forse la domanda sarebbe diversa. E sarebbe quella giusta.

“Emergenza” e “brevimiranza” sono una coppia che ci sta costando cara. E così la Riviera Jonica sembra condannata a scegliere tra l’uovo oggi e la gallina domani. Ma qui l’uovo di oggi significa ammazzare la gallina, e quindi rinunciare per sempre alle uova.

Se i cittadini sapessero davvero cosa comportano queste scelte, qualche domanda in più la farebbero. e la farebbero adesso, prima che sia troppo tardi. E non solo per la gallina.

08/07/2026

 

Stefania De Marco, segretaria del Circolo PRC Lidia Menapace – Riviera jonica messinese

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