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InCastro Festival 2026 – VIII edizione “Opere Gentili. RESISTERE” 7 luglio – 3 agosto a Messina • Milazzo • Castroreale • Motta d’Affermo • Reitano

Il tema del 2026 è RESISTERE, parola-chiave del triennio “Opere Gentili”

Dal 7 luglio al 3 agosto 2026 torna InCastro Festival, giunto alla sua ottava edizione: quattro settimane di danza e arte contemporanea distribuite su cinque comuni della Provincia di Messina, in un programma che trasforma borghi medievali, musei, chiese, piazze in palcoscenici vivi e sorprendenti. La natura diffusa del festival non è un dettaglio logistico: è la sua ragione più profonda. Ogni performance è concepita in dialogo con lo spazio che la ospita. Gli spazi del MuMa Museo del Mare nel Castello di Milazzo, le chiese, musei, piazze e vicoli di Castroreale, la Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli a Motta d’Affermo, la Finestra sul Mare di Tano Festa a Villa Margi: ogni luogo entra a far parte della drammaturgia, diventa co-autore dell’evento. Seguire il programma di InCastro significa tracciare un itinerario nel cuore della Sicilia tirrenica, tra paesaggi, patrimoni artistici e comunità locali che il festival abita con cura e con affetto da otto anni.

Il tema del 2026 è RESISTERE, parola-chiave del triennio “Opere Gentili”. Non opposizione frontale, ma pratica poetica e politica di presenza: restare, creare, abitare i luoghi e le relazioni. Un invito a resistere all’invisibilità, all’isolamento, allo sradicamento – con delicatezza, con il corpo, con la danza. La qualità dell’offerta artistica 2026 è tra le più alte nella storia del festival.

Tra le produzioni e le compagnie ospiti figurano Balletto Civile – con tre diversi lavori in programma – la Compagnia Zappalà Danza (Centro di Rilevante Interesse Nazionale), le produzioni Abbondanza/Bertoni, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Chiasma .

Accanto a questi nomi di primissimo piano della scena italiana, InCastro 2026 presenta una selezione accurata di artisti siciliani emergenti e consolidati, in un dialogo generoso tra esperienze, generazioni e linguaggi. In tutto 25 azioni performative, tra spettacoli, performance partecipative, immersive, installazioni; otto laboratori con ampio raggio di relazione e target; progetti trasversali tra jam session di musica e danza, passeggiate sociologiche, azioni cittadine, feste collettive, un programma che non ha nulla da invidiare ai festival nazionali, radicato però in un territorio che lo ha scelto e che ne ha bisogno.
In un contesto segnato da crisi globali e progressivo impoverimento dell’offerta culturale nelle aree interne, InCastro Festival sceglie di restare. L’ottava edizione è un atto concreto di quella resistenza che il tema 2026 invoca: continuare a fare arte di qualità in luoghi non centrali, investire sul territorio, costruire relazioni durature con le comunità locali e con gli artisti. Un festival che non porta la danza “fuori” dalla città, ma la radica ancora più in profondo nella Sicilia che ha scelto di abitare. InCastro Festival 2026 è un invito a viaggiare: non come turisti in transito, ma come spettatori in ascolto, disposti a lasciarsi sorprendere da un territorio straordinario e da un programma all’altezza dei migliori festival nazionali.

GLI SPETTACOLI

Il festival apre il 7 luglio al Parco Horcynus Orca, Capo Peloro, Messina, in collaborazione con ONDE Festival di danza e movimento, con una doppia serata di danza affacciata sullo Stretto. Alle 19.00 va in scena Gea Culpa di Aura Calarco (COB Compagnia Opus Ballet), un duetto di forte tensione poetica che esplora il bivio interiore tra gabbia e libertà, tra una realtà dimezzata e la scelta radicale di rinascere: Vincitore Premio Theodor Rawyler 2024. A seguire, alle 20.00Panta rhei di Salvatore Romania e Laura Odierna (Compagnia Petranura Danza) immerge due corpi nel flusso continuo dell’esistenza, con le musiche di Debussy a scandire trasformazioni e mutamenti: ogni gesto è unico, ogni incontro irripetibile.

Il festival si sposta poi al MuMa Museo del Mare, Castello di Milazzo, per due giorni di programmazione intensa, con 3 artiste, 3 visioni e modalità differenti di vedere lo stesso spazio. Il 17 e 18 luglio, in doppia replica mattutina e serale (ore 9.00 e 18.00), Sara Vilardo porta SIRENE, una performance partecipativa sul tema della casa e dello sradicamento: i partecipanti vengono guidati attraverso gli spazi del MuMa e del Castello in un cammino che trasforma il corpo in gesto politico. Il 17 luglio, ore 20.00 Giorgia Di Giovanni presenta, come artista associata a Balletto Civile, I see you, I feel you, free dance partecipativa con cuffie e silent party, esperimento sui neuroni a specchio in cui i confini tra performer e spettatore restano deliberatamente aperti (istruzioni: portare occhiali da sole). Sabato 18 luglio ore 20.00 è il momento di Fototropica di Shahrzad Mohsenifar (Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni), una partitura fisica di rara precisione ed emozione che usa la metafora della pianta che cerca la luce per indagare la resistenza silenziosa e gentile, creata ad hoc per il Giardino Botanico del MuMa.

Dal 23 al 30 luglio il festival si installa a Castroreale, borgo medievale a 400 metri sul livello del mare, sede del progetto, che per una settimana intera il centro nevralgico di InCastro. Musei, chiese, piazze e vicoli si popolano di danza in un palinsesto serrato che non conosce pause.

Il 24 luglio appuntamento al Museo Civico con CAPRICCIO di Giuseppe Muscarello (Muxarte) alle 19.00, lavoro site-adapted  pensato per dialogare con luoghi non convenzionali. In serata, Piazza delle Aquile accoglie alle 21.00 Unione Colori | Cromie resistenti di Giorgia Di Giovanni (ANFFAS/Muxarte), dispositivo coreografico aperto che usa corpo, gesto e materia cromatica per costruire una visione plurale della normalità, dedicato a “piccoli-adulti e adulti-bambini”. Chiude la serata alle 22.00 Amàru o sulla nostalgia di Adriano Popolo Rubbio (La Rocca), vincitore del Premio Pillole 2025: la nostalgia come forza attiva, il corpo come archivio e ferita.

Il 25 luglio la piazza si anima con FIGLIASANTA, anteprima site-specific di Ludovica M. Poerio e Sergio Beercock (Compagnia Abbondanza/Bertoni), opera di teatro-danza con musica dal vivo che esplora il rapporto materno, la memoria e l’appartenenza, ispirata alla figura antropologica del “figlio santo” tipica del Sud Italia tra Ottocento e Novecento (ore 21.00). La notte si chiude con Resistenza, progetto speciale Opere gentili, di Adriano Popolo Rubbio e Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari (KOMOCO), duetto site-specific corpo/suono che si trasforma in rito collettivo e danza condivisa, con DJ-set dal vivo (ore 22.00), in relazione all’opera Planetes Asteres, Artigiani Sanchez.

Il 26 luglio alle h18.30 Escursione urbana a cura del Sociologo Pier Paolo Zampieri che culmina con l’inaugurazione ufficiale di “Opere Gentili 2026”, progetto che prosegue anche il giorno successivo, 27 luglio con altri due appuntamenti: alle 21.00 Illusione di Giovanna Velardi e Monica Demuru (PinDoc), incontro tra danza e musica dal vivo intorno all’opera di Milo Floramo e poi alle 22.00 Gioco gentile di Laura Aris Álvarez e Cristiano Calcagnile, alleanza effimera tra danzatrice, musicista e pubblico in cui la gentilezza si fa pratica poetica di resistenza, in omaggio a Gentilezza di Anna Gallerani. Culmine della serata la Jam session di C.Calcagnile, M.Demuru, A. Giammanco e P. Mucari.

Il 28 luglio la piazza accoglie alle ore 20.00 [Tra] di Rebecca Pianese (Deja Donne), indagine coreografica sul rapporto tra corpo e spazio con performance live e installazione video; alle 21.00 tocca a I rami non sono ancora secchi di Sara Cavalieri (TocnaDanza) e il musicista Alfredo Giammanco, lavoro nato dopo il Covid dal bisogno di tornare alla Natura come stato primordiale. L’appuntamento è inserito nella programmazione come progetto speciale Opere Gentili in relazione ad Ascesa con mascherone di Mario Termini (2026).

Il 29 luglio la programmazione si concentra sulla Piazza delle Aquile e sulla Chiesa SS. Salvatore: Fuori Pasto di Malomodo Studio (CHIASMA) alle 19.00 indaga la relazione tra corpo, cibo e memoria come prassi di resistenza; CARONTE di Camilla Montesi (Scenario Pubblico) alle 21.00 decostruisce l’immaginario dell’inferno affidando alla figura mitologica il peso della fragilità umana; in chiusura, alle 22.00Corpi Liturgici di Roberto Zappalà (Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale), preghiera fisica dedicata a San Francesco nell’ottavo centenario della morte, con musiche di David Lang. Il 30 luglio chiude la settimana castrense Just before now di Danilo Smedile che allestisce in uno spazio aperto un’indagine viva sul rischio del presente (ore 19.30).

Il 1° agosto il festival raggiunge la Fiumara d’Arte, il grande parco di sculture contemporanee a cielo aperto fondato da Antonio Presti lungo il fiume Tusa. Alla Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli a Motta d’Affermo, due performance del progetto speciale Opere Gentili x Fiumara d’Arte dialogano con l’opera e con il paesaggio: Trame di Federica Aloisio e Federica Marullo (PinDoc) alle 19.00, performance/installazione site-specific sui legami affettivi come trame invisibili; Stare al mondo di Emanuela Serra (Balletto Civile) alle 20.00, indagine fisica tra corpo, parola e spazio costruita all’interno della Piramide, con canto armonico dal vivo di Renato Miritello.

Il festival si conclude il 3 agosto a Villa Margi, alla Finestra sul Mare di Tano Festa, l’opera della Fiumara d’Arte che è un affaccio sull’infinito, inno al colore e all’infanzia. Due performance chiudono l’edizione: LAND | InCastro di Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi (Balletto Civile) alle 20.00, performance site-specific nata da una residenza di ricerca sui luoghi del festival, con musica dal vivo di Pierfrancesco Mucari; e Resistenza di Adriano Popolo Rubbio e Vitu Vinci (KOMOCO) alle 21.00, rito finale con DJ-set che restituisce alla collettività il senso di un’intera stagione.

I LABORATORI

Parallelo agli spettacoli, InCastro Festival offre un programma di laboratori e pratiche partecipative condotti dagli stessi artisti ospiti – una circolarità tra ricerca, creazione e trasmissione che è tra i tratti più caratteristici del festival. Gli incontri sono aperti a professionisti della danza e, in molti casi, a partecipanti senza esperienza pregressa, con attenzione all’accessibilità e all’inclusione.

Castrorealedal 23 luglio, Vincenzo Bellia conduce Danza che fa comunità, pratica condivisa di Danzamovimentoterapia Espressivo-Relazionale aperta a tutte e tutti. Nello stesso giorno, in serata, Ludovica M. Poerio e Sergio Beercock aprono Corro a casa, laboratorio di danza-teatro e drammaturgia corale legato al loro spettacolo Figliasanta. Adriano Popolo Rubbio conduce Scirocco (24 e 25 luglio, Chiesa SS. Salvatore), classe di improvvisazione incentrata sulla colonna vertebrale e sulla qualità del movimento. Giovanna Velardi propone Corpi umani e gentili che tramano nei luoghi (24, 25 e 26 luglio), laboratorio urbano sul rapporto tra corpo, natura e architettura. Laura Arís Álvarez conduce Play Full Body(28, 29 e 30 luglio, Chiesa SS. Salvatore e incursione urbana), pratica di improvvisazione in cui movimento, attenzione e immaginazione si incontrano per tre giornate intensive. Maud de la Purification porta il workshop MoDem Language (29 e 30 luglio, Chiesa SS. Salvatore e Arena), dedicato al linguaggio coreografico sviluppato da Roberto Zappalà.

Alla Fiumara d’Arte, tra Reitano e le opere abitate a cavallo tra luglio e agostoFederica Aloisio e Federica Marullo conducono Tessiture (30 e 31 luglio, 1 agosto), laboratorio in collaborazione con le proloco di Reitano, Motta d’Affermo e Villa Margi legato alla performance Trame, centrato sulla creazione condivisa di un manufatto tessile con stoffe e frammenti personali portati dai partecipanti. In chiusura, Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi di Balletto Civile conducono People/InCastroFestival (31 luglio, 1, 2 e 3 agosto, Finestra sul Mare), laboratorio di teatro fisico che semina il linguaggio di Balletto Civile nel territorio in vista della residenza creativa del 2027, quando la compagnia tornerà con lo spettacolo GENTE/PEOPLE di Michela Lucenti.

InCastro Festival 2026 è organizzato dall’Associazione Vento di Scirocco ETS (Castroreale, ME), con la direzione di Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari, con il contributo del Ministero della CulturaRegione Siciliana – Assessorato del Turismo, dello Sport e dello SpettacoloComune di Castroreale, Unione dei Comuni Valle del Patri, Comune di Motta d’Affermo, Comune di Reitano

Con il patrocinio del Comune di Messina. In collaborazione con MuMa Museo del Mare — Castello di Milazzo | ONDE Festival di danza e movimento | Fondazione Horcynus Orca | Fiumara d’Arte  — Fondazione Antonio Presti ETS

 

BIGLIETTI:
https://www.liveticket.it/ventodiscirocco

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

info.incastrofestival@gmail.com www.incastrofestival.com

 

IL PROGRAMMA

MARTEDÌ 7 LUGLIO – MESSINA | Fondazione Horcynus Orca, Capo Peloro

GEA CULPA

Martedì 7 luglio | h 19.00  |  Fondazione Horcynus Orca, Capo Peloro – Messina

Aura Calarco | COB Compagnia Opus Ballet

“Gea Culpa” è una terra di solitudine condivisa. Un mondo di figure e suoni appartenenti più alla psiche che alla realtà, un sogno a occhi aperti. La storia di Gea è un racconto interrotto: l’incidente di percorso che porta a confrontarsi con un altro essere, un ipotetico sé rimasto ingabbiato. Si apre un limbo fatto di tempo e scelta, gabbia e libertà, limite e superamento. Il bivio senza segnaletica è: accontentarsi di una realtà smezzata o uscire da questa catena di interruzioni e ritrovare la libertà?

Creazione e ideazione: Aura Calarco | Interpreti: Aura Calarco, Gaia Mondini / swing Stefania Menestrina | Musiche: mix originale di artisti vari e composizioni di giovani autori contemporanei | Finalista Premio Twain_direzioniAltre 2023 | Produzione COB Compagnia Opus Ballet | Con il sostegno di Fondazione Horcynus Orca e Res Extensa

Panta rhei

Martedì 7 luglio | h 20.00  |  Fondazione Horcynus Orca, Capo Peloro – Messina

Salvatore Romania / Laura Odierna | Compagnia Petranura Danza

Due corpi si immergono nel flusso continuo dell’esistenza, attraversando trasformazioni, cicli e mutamenti. La danza diventa materia liquida, dialogo in movimento, ascolto profondo. “Non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume”: ogni gesto è unico, ogni incontro irripetibile. Nulla si ferma, tutto scorre e il corpo, in perenne divenire, si fa riflesso del mondo.

Coreografie: Salvatore Romania e Laura Odierna | Con Giulia Morandi e Aby Koshy Biju | Musiche: Claude Debussy | Produzione Megakles Ballet | Con il sostegno del MiC e Regione Sicilia Assessorato Turismo Sport Spettacolo

VENERDÌ 17 – SABATO 18 LUGLIO – MILAZZO | MuMa Museo del Mare, Castello di Milazzo

SIRENE

Venerdì 17 e sabato 18 luglio | h 09.00 e 18.00 (doppia replica)  |  MuMa Museo del Mare, Castello di Milazzo

Sara Vilardo

Performance partecipativa sul tema della casa. Il cammino come pratica corporea e collettiva di perseveranza, adattamento e presenza. Attraverso l’atto di lasciare la casa fisica e attraversare spazi urbani spesso marginali, la performance rende visibile una resistenza quotidiana e silenziosa: quella di chi continua a muoversi, ad abitare, a esistere nonostante la perdita, lo sradicamento e la precarietà. Il corpo che cammina e resta in relazione con il paesaggio diventa un gesto politico, capace di opporsi all’invisibilità e all’indifferenza.

Idea, regia e performance: Sara Vilardo | Drammaturgia: Sara Vilardo e Sonja W. Thomsen | Composizione sonora: Camilla Rosselli | Assistente alla regia: Gaia Barco | Voce fuori campo: Gabriele Reboni | Co-performer: Thelma Vilardo | Progetto vincitore del “Programma CURA” 2024 | Con il supporto di Statens Kunstfond/Danish Arts Foundation (DK) | Co-produzione: CrossProject/IT, KIT/Metropolis DK

I see you, I feel you | free dance

Venerdì 17 luglio | h 20.00  |  MuMa Museo del Mare, Castello di Milazzo

Giorgia Di Giovanni | Balletto Civile

Performance partecipativa con ausilio di cuffie. Due donne attivano lo spazio con un movimento continuo che genera slittamenti di prospettiva, attraversando distanza, prossimità e relazione. Il pubblico è gradualmente attivato e invitato a scegliere il proprio livello di partecipazione: osservare, spostarsi, entrare nello spazio, muoversi in un silent party. Un esperimento sui neuroni a specchio, in cui distanza e prossimità attivano una connessione empatica. I confini tra performer e spettatore restano aperti. Istruzioni: portare un paio di occhiali da sole.

Ideazione, coreografia e performance: Giorgia Di Giovanni | Co-creazione e performance: Leonora Civiletti | Musiche: DJ-set | samples | marranzani | Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari | Produzione: Balletto Civile, in collaborazione con Vento di Scirocco

Fototropica

Sabato 18 luglio | h 20.00  |  MuMa Museo del Mare, Castello di Milazzo

Shahrzad Mohsenifar | Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni

Una pianta nasce per un atto di fiducia in se stessa: annusa l’aria per capire dove mettere radici, procede alla cieca cercando un luogo fertile. La vita come sfida creativa: trovare soluzioni, sviluppare strategie, trasformarsi. Il corpo vuole trovare questa resistenza silenziosa e gentile in cui la vera forza emerge dall’attesa, dall’andamento discontinuo e dalla metamorfosi continua. Tentativi, fallimenti, ripartenze: un movimento della vita verso la luce.

Coreografia e performance: Shahrzad Mohsenifar | Musiche: Salvatore Sciarrino | Costumi: Santa Di Giacomo | Produzione: Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni | Con il sostegno di Rename Company

VENERDÌ 24 – GIOVEDÌ 30 LUGLIO – CASTROREALE | Centro storico e spazi diffusi

CAPRICCIO

Venerdì 24 luglio | h 19.00  |  Museo Civico, Castroreale

Giuseppe Muscarello | Muxarte

Spettacolo site-specific pensato per dialogare con gli spazi e il patrimonio del borgo medievale di Castroreale. Doppia replica.

Unione Colori | Cromie resistenti

Venerdì 24 luglio | h 21.00  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Giorgia Di Giovanni | ANFFAS / Muxarte

Dispositivo coreografico aperto orientato alla costruzione di una visione plurale della normalità. Il lavoro utilizza corpo, gesto e materia cromatica come strumenti espressivi e relazionali. Liberamente ispirato al libro “Andrea così com’è” di Nunzia Lo Presti, presente in scena come performer. Il colore diventa esperienza del cambiamento e della convivenza delle differenze. Performance dedicata a piccoli-adulti e adulti-bambini.

Ideazione e coreografia: Giorgia Di Giovanni | Co-creazione e performance: Nunzia Lo Presti | Assistente regia: Elisa Koy | Performer: Dario Costa, Giorgia Di Giovanni, Viroshan Ganeshamoorthy, Noemi Graziano, Elisa Koy, Alice Morabito, Carmelo Reina, Paolo Tinnirello | Costumi: Paola Savona | Produzione: Muxarte, in collaborazione con Vento di Scirocco e Fondazione Anffas Palermo ETS

Amàru_ o sulla nostalgia

Venerdì 24 luglio | h 22.00  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Adriano Popolo Rubbio | La Rocca

Amàru esplora la nostalgia non come rimpianto, ma come forza attiva e ambigua che spinge il corpo a guardare indietro per poter avanzare. Il corpo diventa archivio e ferita, gesti ripetuti e interrotti evocano frammenti di infanzia, affetti e identità, senza mai ricostruirli davvero. Tutto emerge come eco, immagine sfocata, sensazione persistente. Il movimento oscilla tra abbandono e resistenza, rivelando il ricordo come rifugio e prigione. In questo scarto nasce la danza, come atto fragile di esposizione e resistenza.

Coreografia e regia: Adriano Popolo Rubbio | Danzatori: Fabiola Donati e Francesco Alex Petta | Musiche originali: William Mazzei | Voce canto: Laura Finocchiaro | Costumi e scene: Adriano Popolo Rubbio | Vincitore del Premio Pillole 2025 | Produzione: Ass. La Rocca ets | Con il sostegno di Fortezza Est e Fondazione Yana Cini

FIGLIASANTA

Sabato 25 luglio | h 21.00  con musica dal vivo  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Ludovica M. Poerio e Sergio Beercock | Compagnia Abbondanza/Bertoni

Anteprima site-specific. Un’opera di teatro-danza e musica dal vivo che attraversa il rapporto materno, la memoria, la generatività e l’appartenenza. La creazione prende spunto dalla figura antropologica del “figlio santo”, pratica informale diffusa nel Sud Italia tra Ottocento e Novecento. Da questa immagine nasce una riflessione universale: il bisogno umano di appartenere a un luogo, a una relazione, senza essere trattenuti.

Di e con: Ludovica M. Poerio & Sergio Beercock | Produzione: Compagnia Abbondanza/Bertoni | Con il sostegno di Campsirago Residenza e Piccolo Teatro dei Biscottari

Resistenza

Sabato 25 luglio | h 22.00  DJ set / musica dal vivo  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Adriano Popolo Rubbio e Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari | KOMOCO

Progetto speciale Opere Gentili. Un duetto site-specific tra corpo e suono costruito come dialogo continuo. Il movimento si fa invito, lo spazio diventa rito collettivo e festa condivisa: un gesto vivo di avvicinamento alle nuove generazioni. Il DJ-set viene manipolato e trasfigurato, riconsegnato come chiamata a una danza collettiva, rito per una rinnovata coesione sociale. La performance dialoga con “Planetes Asteres” degli Artigiani Sanchez.

Coreografia e danza: Adriano Popolo Rubbio | DJ set, samples, marranzani: Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari | Produzione: Komoco


Opere Gentili 2026 | Escursione urbana

Domenica 26 luglio | h 18.30  |  Porta Raineri, Castroreale

Pier Paolo Zampieri | Vento di Scirocco

h 18.30 – Inaugurazione dell’opera Ascesa con mascherone (un omaggio a Castroreale) di Mario Termini | all’interno di Opere Gentili 2026 – Un progetto di Vento di Scirocco in collaborazione con il Comune di Castroreale

h 19.00 – Escursione urbana, attraversamento collettivo a cura del Sociologo Pier Paolo Zampieri

Illusione

Lunedì 27 luglio | h 21.00  con musica dal vivo  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Giovanna Velardi e Monica Demuru | PinDoc

Progetto speciale Opere Gentili. Nell’incontro tra danza e musica, Giovanna Velardi e Monica Demuru intrecciano un dialogo fatto di corpi, movimento, voci e suono, attorno a “Illusione #1”, opera dell’artista Milo Floramo: una porta acchiappa-sogni custodita dalla pietra lavica. Donata nell’ambito del progetto InCastro, l’opera riappare come presenza simbolica, custode di memoria, ferita e rinascita.

Danza: Giovanna Velardi | Musica dal vivo: Monica Demuru | Produzione: PinDoc | Con il contributo di MiC e Regione Siciliana

Gioco gentile

Lunedì 27 luglio | h 22.00  con musica dal vivo  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Laura Aris Álvarez e Cristiano Calcagnile

Progetto speciale Opere Gentili. Un’alleanza effimera: una danzatrice, un musicista, un pubblico. In tempi di pandemia algoritmica, mettere il corpo in relazione è già un atto di resistenza. La gentilezza non come gesto simbolico, ma come pratica poetica e azione quotidiana: coltivare affetti, tessere legami, opporsi con delicatezza alla paralisi della paura e dell’isolamento.

Di e con: Laura Aris Álvarez | Batteria e percussioni: Cristiano Calcagnile | Produzione: Associés asbl, in collaborazione con Vento di Scirocco

[Tra]

Martedì 28 luglio | h 21.00  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Rebecca Pianese | Déjà Donné

Indagine coreografica sul rapporto tra corpo e spazio, attraverso un dialogo tra performance live e installazione video. Il corpo si fa metafora di un’identità che, pur restando fedele alla propria struttura, si rimodula costantemente per adattarsi a nuovi contesti. Lo sguardo dell’altro diventa specchio in cui la presenza si trasforma.

Ideazione, coreografia e interpretazione: Rebecca Pianese | Musica: Pierfrancesco Mucari | Visual Art Director: Mariafrancesca Godino | Produzione: Compagnia Déjà Donné | Con il sostegno del MiC e Regione Lombardia

I rami non sono ancora secchi

Martedì 28 luglio | h 22.00  con musica dal vivo  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Sara Cavalieri e Alfredo Giammanco | TocnaDanza

Progetto speciale Opere Gentili. Un inverno apatico, grigio. Ma c’è qualcuno che ancora sta cercando dove nessuno cerca: sul nascere danza, festeggia il suo ritorno la Natura. Progetto nato dopo il Covid dalla necessità di tornare alla natura come stato primordiale e simbiotico, sviluppato con uno short film con il videomaker Matteo Mangherini.

Di e con: Sara Cavalieri | Musica dal vivo: Alfredo Giammanco | Produzione: TocnaDanza Venezia

Fuori Pasto

Mercoledì 29 luglio | h 19.00  |  Piazza delle Aquile, Castroreale

Malomodo Studio (Francesca Melina, Gioele Bertin, Elisabetta Magistri) | CHIASMA ETS

Progetto speciale InCastro. Performance partecipata che indaga la dimensione relazionale tra corpo e ambiente attraverso il cibo, visto non solo come nutrimento ma come cassa di risonanza di gesti, ritmi, usanze e memorie. Questi, spesso invisibili, diventano materia coreografica in grado di raccontare forme di conoscenza incarnata come prassi di resistenza.

Di e con: Malomodo Studio | Produzione: CHIASMA ETS | Con il supporto di Vento di Scirocco

CARONTE

Mercoledì 29 luglio | h 21.00  |  Chiesa SS. Salvatore, Castroreale

Camilla Montesi | Scenario Pubblico

Performance che tenta di decostruire l’immaginario dell’inferno come luogo ultraterreno, affidando alla figura mitologica di Caronte il significato di una fragilità umana: l’esperienza del panico e della paura. La “zattera di colore ferrigno” diventa una piscina gonfiabile dalla quale lasciarsi trasportare, in un viaggio tra accettazione e ironia.

Coreografia e interpretazione: Camilla Montesi | Musica: Michele Uccheddu | Co-produzione: Santarcangelo Festival | Con il sostegno di Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza

Corpi Liturgici

Mercoledì 29 luglio | h 22.00  |  Chiesa SS. Salvatore, Castroreale

Roberto Zappalà | Compagnia Zappalà Danza – Scenario Pubblico

Nel centenario della morte di San Francesco (2026), una preghiera fisica: un inno alla vita e alla natura in cui il corpo diventa metafora del creato. Due performer abitano una tensione continua tra radicamento e protensione verso un altrove. La partitura ispiratrice, “Just” di David Lang, rimanda al Cantico dei Cantici. A partire dal linguaggio MoDem, una scrittura coreografica che si apre all’estasi: i “laudato sì” si rivolgono alle parti del corpo in una liturgia laica.

Coreografia: Roberto Zappalà | Musica: David Lang | Danza: Maud de la Purification, Fernando Roldan Ferrer | Drammaturgia: Nello Calabrò | Produzione: Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza – CRIN | Con il sostegno di MiC e Regione Siciliana

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