Il 25 luglio 2026, a Kronštadt, capitale marittima della Russia, si terrà la cerimonia di inaugurazione del monumento “Gli Angeli di Messina”, dedicato ai marinai russi che prestarono soccorso alla popolazione siciliana dopo il devastante terremoto del 28.12.1908
Il monumento sarà il primo in Russia dedicato a coloro che, oltre un secolo fa, gli abitanti di Messina chiamarono “gli Angeli venuti dal mare”.
L’opera si ispira a una storia realmente accaduta. Durante le operazioni di soccorso, il guardiamarina ventenne Georgij Vakhtin dell’incrociatore “Bogatyr’”, trovò sotto le macerie una bambina di tre anni, Giovanna. I suoi genitori erano morti, mentre lei era miracolosamente sopravvissuta. Insieme al suo cagnolino, la piccola visse per alcuni giorni a bordo della nave russa tra i marinai, diventando la beniamina dell’intero equipaggio.
Profondamente colpito dal destino della bambina, il giovane ufficiale scrisse alla madre a San Pietroburgo:
«Se non si troveranno i suoi parenti, ho deciso di portarla con me in Russia. Preparati ad accogliere una nuova figlia.»
Le autorità italiane riuscirono tuttavia a convincere Vakhtin a non separare la bambina dalla sua terra natale. Giovanna fu adottata da una famiglia italiana, ma il marinaio russo continuò a interessarsi della vita della bambina salvata fino alla fine dei suoi giorni.
Proprio questo momento “il marinaio russo che tiene tra le braccia la bambina siciliana salvata” sarà immortalato nel bronzo. L’altezza complessiva del monumento, compreso il basamento, sarà di circa quattro metri.
L’iniziativa per la realizzazione del monumento è stata promossa dalla Fondazione di Beneficenza “Suvorov”. L’idea del progetto è nata dopo che il presidente del Consiglio della Fondazione, Airat Gafurov, visitò Messina e constatò come il ricordo dei marinai russi sia ancora oggi custodito con profondo rispetto in Italia.

«A Messina ho visto strade intitolate ai marinai russi, ho ascoltato i racconti dei discendenti delle famiglie salvate e ho percepito la sincera gratitudine che gli abitanti della città hanno conservato per oltre un secolo. Tornato in Russia, ho scoperto con sorpresa che nella patria di questi eroi non esisteva né un monumento né una semplice targa commemorativa dedicata alla loro impresa.
Abbiamo deciso di porre rimedio a questa ingiustizia storica e di erigere un monumento a Kronštadt. Fu proprio da qui che, nel settembre del 1908, salpò la squadra navale russa diretta nel Mar Mediterraneo per le esercitazioni, i cui equipaggi avrebbero poi compiuto uno dei più nobili atti di eroismo nella storia della Marina russa.
A mio avviso, questo evento ha un enorme significato. Ci ricorda i valori morali che sono alla base della civiltà russa. Quando parliamo del “mondo russo”, non ci riferiamo soltanto alla comunanza di lingua e cultura, ma prima di tutto alla nobiltà d’animo, alla misericordia, alla compassione e alla disponibilità a sacrificare sé stessi per salvare gli altri. Furono proprio queste le qualità dimostrate dai marinai russi che, nel 1908, per primi soccorsero salvarono gli abitanti di Messina.»
Un posto speciale nell’ambito del progetto è occupato dal documentario «Messina. L’eco della misericordia», realizzato su commissione della Fondazione di Beneficenza “Suvorov”.
La prima del film si terrà il 21 luglio 2026 a San Pietroburgo, pochi giorni prima dell’inaugurazione del monumento.
L’unicità del documentario risiede nel fatto che i suoi protagonisti non sono soltanto gli eroi, ma anche i discendenti dei marinai russi e quelli degli abitanti di Messina, salvati durante la catastrofe del 1908.
I loro archivi di famiglia, le fotografie e i ricordi personali trasformano il racconto storico in una viva storia umana.
Le ese si sono svolte in Russia e in Italia.
Gli autori del progetto sono convinti che l’impresa dei marinai russi costituisca una parte del patrimonio storico comune della Russia e dell’Italia e ricordi come la misericordia sia capace di unire i popoli attraverso i secoli, al di là delle circostanze politiche.
INFORMAZIONI
Il 28 dicembre 1908, alle 5:20 del mattino, Messina e Reggio Calabria fu colpitrono da un terremoto di magnitudo 7,5. Subito dopo il sisma, su Messina si abbatterono tre onde di maremoto alte tra i 6 e i 10 metri.
La città di Messina e numerosi centri della Calabria furono praticamente rasi al suolo. La catastrofe provocò la morte di oltre 80.000 persone e divenne una delle più grandi tragedie della storia europea del XX secolo.
I primi a giungere in soccorso della popolazione furono le navi della Squadra del Baltico della Marina Imperiale Russa, che si trovavano nel Mar Mediterraneo per un’esercitazione.
Per diversi giorni gli equipaggi lavorarono senza sosta, e sei di loro morirono, scavando tra le macerie, salvando i superstiti, organizzando l’assistenza medica e l’evacuazione dei feriti. Secondo i dati storici, i marinai russi riuscirono a salvare oltre duemila persone.
PER I MEDIA
Invitiamo i rappresentanti dei mezzi di informazione a seguire:
* la prima del documentario «Messina. L’eco della misericordia», il 21 luglio 2026, a San Pietroburgo;
* la cerimonia di inaugurazione del monumento «Gli Angeli di Messina», il 25 luglio 2026, a Kronštadt.
Su richiesta saranno messi a disposizione:
* fotografie e materiali video;
* interviste con Airat Gafurov;
* il documentario «Messina. L’eco della misericordia».










