Grande partecipazione al convegno “Il ponte, il diritto alla salute e alla Vita”, organizzato dal movimento Invece del ponte, che ha riunito al Parco Letterario Horcynus Orca esperti e cittadini per approfondire le possibili ricadute sanitarie, ambientali e sociali del progetto del ponte sullo Stretto.
La pediatra AnnaMaria Moschetti, forte della sua consolidata esperienza professionale e del suo impegno per la salute pubblica e dell’ambiente a Taranto, ha illustrato gli effetti che grandi opere di questo tipo
possono determinare sulla salute delle popolazioni. La relatrice ha evidenziato gli effetti che queste opere hanno sul paesaggio e sull’ambiente, e la necessità di conoscere preventivamente cosa accadrebbe in fase di cantiere e di esercizio in termini di polveri sottili (coi relativi danni alla salute respiratoria) ed emissioni e depositi di piombo e metalli pesanti che entrano nella catena alimentare, sottolineando che secondo tutti i riferimenti (dalle norme europee e nazionali, al recente Magistero dei Papi) occorre conoscere preventivamente l’impatto sulla salute umana.
L’intervento dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano ha condiviso l’esperienza maturata in oltre vent’anni di impegno legale nelle vicende legate all’ex Ilva di Taranto. Striano ha evidenziato le numerose analogie tra quanto accaduto nel capoluogo pugliese e il percorso che, a suo giudizio, si sta delineando per il progetto del ponte sullo Stretto: dalla progressiva compressione delle tutele ambientali e sanitarie fino al rischio che gli interessi economici prevalgano sui diritti fondamentali delle persone. Nel caso ILVA la normativa imponeva la prevenzione del danno per una attività esistente, nel caso del ponte la normativa impone il “principio di precauzione”: i progettisti devono realizzare la “Valutazione di Impatto Sanitario”, ma il progetto del ponte non ha alcuna VIS, e contraddice le norme comunitarie.
Il convegno ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione pubblica su un’opera che pone interrogativi non solo di natura infrastrutturale, ma anche etica, sanitaria e costituzionale. Per Invece del Ponte, il diritto alla salute e alla vita deve rimanere il criterio prioritario di ogni scelta che coinvolga il futuro dei territori e delle comunità.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di informazione e sensibilizzazione promosso dall’associazione, con l’obiettivo di favorire un confronto pubblico fondato su dati scientifici, esperienze concrete e sul rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione e dalle normative europee.










