Cateno De Luca non usa più il condizionale: la sua candidatura a Governatore della Sicilia è ormai una certezza dichiarata. Alle critiche di chi bolla le sue ambizioni come l’ennesimo “volo pindarico”, il leader di Sud chiama Nord risponde con una strategia politica definita. In primo luogo, De Luca contesta l’idea che la scelta del candidato siciliano debba dipendere esclusivamente da logiche di coalizione locale; al contrario, ritiene che gli equilibri nazionali sposteranno sulle segreterie romane le trattative per trovare una figura vincente tanto sull’Isola quanto nel Paese.
I recenti risultati delle amministrative confermano, secondo De Luca, la crisi irreversibile dei partiti tradizionali, rendendo necessari percorsi alternativi. In questo scenario, Sud chiama Nord — forte del 20% dei consensi in Sicilia e del 2% su base nazionale — si pone come “utilità marginale”: quell’elemento aggiuntivo determinante per spostare gli equilibri. Convinto di un ritorno anticipato alle urne entro marzo, De Luca ha già aperto la campagna elettorale, adottando il “metodo Messina”: una fuga solitaria in stile ciclistico che costringe gli avversari a inseguire, sperando in una vittoria in volata.
Lillo Zaffino










