La celebre spiaggia delle Sabbie Nere di Vulcano, perla dell’arcipelago delle Eolie e patrimonio UNESCO, sta subendo una drammatica accelerazione dell’erosione costiera che rischia di farla scomparire per sempre.
Il fenomeno, monitorato con apprensione da residenti e scienziati, mostra numeri e segnali preoccupanti: Storicamente la spiaggia ha perso oltre 20 metri di profondità. Negli ultimi tempi la velocità del fenomeno è aumentata, cancellando fino a 4 metri di litorale in un solo anno in alcuni punti precisi. I rilievi indicano che il livello del mare locale è salito di circa 15 centimetri nell’ultimo anno, accentuando cosi la forza distruttiva delle mareggiate. Oltre alla perdita della sabbia di origine vulcanica, l’erosione ha reso instabile e inaccessibile il pontile della baia, creando disagi per la sicurezza e la viabilità. Per contrastare questo disastro ambientale ed economico, i frequentatori storici e gli abitanti dell’isola hanno fondato il comitato “Amici delle Sabbie Nere”, guidato dall’ingegnere Sergio D’Andrea. Il comitato ha lanciato un forte appello alle istituzioni e avviato una petizione ufficiale per richiedere interventi di protezione urgenti. L’ Assessorato al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana si è adesso mosso ufficialmente, chiedendo verifiche tecniche urgenti all’Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera. L’obiettivo è analizzare le correnti e pianificare opere strutturali di ripascimento per arrestare l’avanzata del mare prima dell’inizio della stagione turistica.












