La notizia più importante è che venerdì scorso i lavoratori dei Cantieri navali di Caronte&Tourist hanno scioperato compatti contro l’annuncio del licenziamento di 13 di loro. E così, mentre il tema del lavoro entra nella campagna elettorale con annunci a effetto di opere che non si faranno mai e sui licenziamenti dei 13 operai si sente solo qualche timida dichiarazione di circostanza, sono proprio gli operai a lanciare un segnale di dignità e solidarietà.
La notizia che, però, sconcerta è la notifica consegnata al rappresentante sindacale della Fiom-Cgil, organizzazione che ha indetto lo sciopero, di un verbale di contestazione per aver indetto uno sciopero innanzi ai cantieri navali di Caronte&Tourist senza preavviso. La sanzione pecuniaria prevista per tale infrazione va da 1.000 a 12.000 euro.
Di tale provvedimento colpisce la sommaria conoscenza della normale dinamica sindacale laddove si scambia uno sciopero con la presenza davanti ai cancelli. Ciò che importa, invece, è la solerzia mai vista con la quale nel giro di poche ore è stato annunciato il provvedimento e, soprattutto, il fatto che per la prima volta è stato applicato a Messina il nuovo Decreto Sicurezza, che prevede un inasprimento delle multe, pensato come vera e propria ipoteca nei confronti delle lotte sociali. 
  
Accade, così, che nel momento in cui dei lavoratori alzano la testa nei confronti di un’azienda che tanta influenza esercita nella vita sociale e politica della nostra città, la scure dell’atto repressivo arriva rapidamente. Naturalmente, questo non vuole dire che le lotte sindacali e sociali si fermeranno perché spaventate, ma non si può non rilevare che qui ci troviamo proprio di fronte all’attacco al diritto di sciopero.
️Cosa vorrebbe dire, infatti, che i lavoratori non possano incontrarsi liberamente davanti alla fabbrica durante uno sciopero? Il solo fatto che questo atto, normalissimo in tutta la storia del movimento operaio, debba essere sottoposto al placet della Questura introduce un vulnus pericolosissimo per i successivi appuntamenti di lotta, siano essi relativi alle mobilitazioni sindacali, ai movimenti studenteschi o a quelli in difesa del territorio.
Da decenni ci battiamo per la difesa della nostra terra da un’opera che tradurrebbe in devastazione la rapacità di un blocco sociale che vuole far profitto a spese della comunità. Di questa comunità fanno parte i 13 lavoratori per i quali è stato annunciato il licenziamento, ma di questa comunità fanno parte anche tutti i lavoratori che coraggiosamente hanno scioperato compatti.
Tutta la città deve alzare la testa e difendere questi operai. 
Esprimiamo solidarietà nei confronti di chi ha subito il provvedimento della Questura, ma siamo certi che non siano atti di questo tipo a potere piegare, seppur minimamente, chi ogni giorno si batte in difesa dei diritti dei lavoratori.
Assemblea No Ponte
Messina, 21/05/2026