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Comitato civico Giardini Naxos: tanti i riscontri al ricorso contro ulteriori concessioni sulle spiagge; intervengono i candidati sindaco Bosco e Puccio e numerose associazioni ambientaliste

Il presidente del Comitato Civico, Giovanni Bucolo, i consiglieri e i componenti dell’organismo tecnico-scientifico ringraziano sia i candidati sindaco sia le associazioni ambientaliste che hanno dato forza a quella che è “una battaglia di civiltà e di cittadinanza responsabile”.

È entrato anche nel confronto con i candidati a sindaco, promosso dal Comitato Civico Beni Pubblici, il tema “caldo” delle concessioni sulle spiagge di Giardini Naxos. Ma non è tutto. Sono di questi giorni gli interventi di numerose associazioni ambientaliste. Ed è un coro di “no” a qualsiasi ulteriore privatizzazione a danno della libera fruizione delle spiagge, in particolare – ma non solo – sulle spiagge di San Pancrazio e Schisò.

Le parole dei candidati sindaco

I candidati sindaco Salvatore Agatino Bosco e Salvo Puccio ribadiscono quanto già avevano dichiarato nel recente incontro con i rappresentanti del Comitato. Lo fanno per iscritto affidando la propria posizione ciascuno ad una lettera di riscontro alle opposizioni presentate dal Comitato contro ulteriori concessioni.

Inizia Puccio sottolineando l’attenzione della compagine che rappresenta “per il rispetto della normativa che impone che almeno il 50% delle spiagge sia di libera fruizione”. Da qui una serie di impegni: “ritirare l’ultima versione del Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime – PUDM approvata dagli organismi commissariali per garantire una revisione dello stesso nell’ottica del maggiore equilibrio garantendo la libera fruizione in equilibrio alle storiche concessioni balneari”; “realizzare un attento studio delle correnti e dei fenomeni erosivi per definire le politiche di mitigazione e prevenzione più efficaci per contrastare l’erosione costiera e l’insabbiamento del molo”; “garantire i necessari investimenti economici per rendere le spiagge libere dignitose, curate ed attrezzate con i servizi che una stazione turistica merita di poter offrire (sorveglianza, pulizia, docce, accessi decorosi e fruibili dai disabili)”. Per concludere: “Occorre un confronto franco con il tessuto imprenditoriale locale non con spirito pregiudizievole o punitivo bensì nell’ottica di una necessaria cooperazione che punti ad alzare il livello dell’offerta dei privati nonché il livello delle infrastrutture installate sugli arenili nel senso di strutture più leggere, realmente amovibili, esteticamente in linea con la bellezza della nostra baia”.

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Tre le azioni illustrate da Bosco nella sua lettera a indicare la volontà della sua compagine: moratoria immediata e blocco delle privatizzazioni (“l’accesso al mare, senza dover pagare, deve
rimanere un diritto garantito per ogni cittadino o turista che intende fruire liberamente la spiaggia”), tutela delle aree a rischio idrogeologico (“Escludiamo, sin d’ora, la possibilità di nuovi insediamenti
di strutture antropiche, si potranno valutare, semmai, interventi volti alla riduzione del rischio, la manutenzione ordinaria/straordinaria di opere esistenti e, in alcuni casi, opere di difesa dall’erosione
costiera”), revisione del PUDM (“Il Piano adottato va urgentemente rivisitato, approfondito nelle tematiche generali, con le attività imprenditoriali, albergatori, associazioni di categoria e Professionisti, concedendo la più ampia e democratica partecipazione e, in relazione alle attività già poste in essere, eventualmente, intervenire in autotutela”).

Le parole degli ambientalisti

Oltre al circolo Legambiente Taormina Valle Alcantara, che ha affidato ad un comunicato stampa la preoccupazione per il futuro del litorale e l’appello, per voce della presidente Annamaria Noessing, affinché il diritto alla libera fruizione delle spiagge torni prioritario, anche altre realtà si sono espresse.

Il WWF Sicilia Nord Orientale scrive una nota nella quale “appoggia le istanze del Comitato” con una serie di motivazioni. In primo luogo, “l’occupazione della spiaggia con strutture balneari, anche
durante il periodo invernale, non è sostenibile da un punto di vista ambientale. La spiaggia è un ecosistema vivente e l’eccessiva antropizzazione provoca danni permanenti”. In secondo luogo, gli
ultimi eventi metereologici estremi, che si sono abbattuti sulle nostre coste, hanno provocato una forte erosione delle spiagge che si sono notevolmente ristrette fino a scomparire in alcuni punti”. E,
infine, “gli stabilimenti balneari che insistono sulle nostre spiagge nel periodo estivo comportano una profonda modifica di tutto l’arenile dovuta soprattutto alle sistemazioni logistiche degli stessi
stabilimenti che annullano completamente la naturalità di questo ecosistema”.

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Per queste ragioni, il WWF Sicilia Nord Orientale esprime il proprio dissenso all’aumento delle concessioni balneari nelle spiagge di Giardini Naxos e ribadisce la necessità di smontare
completamente gli stabilimenti balneari esistenti durante il periodo invernale, sia per evitare danni durante possibili mareggiate, sia per permettere la rinaturalizzazione delle spiagge.

E ancora: “un appello alla politica e alla cittadinanza” arriva da Mare Libero APS, che scrive, tra l’altro, “l’associazione esprime il proprio totale e incondizionato sostegno al Comitato Civico per i
Beni Pubblici di Giardini Naxos nella sua battaglia contro il rilascio di ulteriori concessioni demaniali sulle spiagge di San Pancrazio e Schisò. È inaccettabile che, in un momento in cui la sensibilità collettiva verso i beni comuni è ai massimi storici, si assista a quello che il Comitato definisce correttamente un assalto agli ultimi scampoli di spiaggia libera. Condividiamo punto per punto le opposizioni formali presentate al Demanio Regionale. Le criticità evidenziate sono specchio di una gestione del litorale che privilegia il profitto privato a discapito del diritto alla libera fruizione”.

E anche in questo caso c’è l’elenco puntuale delle criticità. Si parte dalla esclusione sociale, perché l’eventuale concessione di queste aree espellerebbe definitivamente le famiglie, gli anziani e i
residenti dal tratto di costa più agevole, alle incoerenze amministrative, risultando paradossale che si richiedano ricollocazioni o espansioni citando l'erosione costiera quando il PUDM (Piano di
utilizzo delle aree demaniali e marittime), adottato ad aprile, esclude ufficialmente modifiche al litorale causate da eventi climatici.

L’associazione fa anche una valutazione specifica. “Il PUDM – precisa – destina già le aree in questione alla pubblica fruizione. Consentire nuove occupazioni, seppur trimestrali, rappresenterebbe una palese violazione della programmazione territoriale”. E conclude ricordando la saturazione del litorale. “Le attività richiedenti godono già di ampie superfici in concessione;
l’ulteriore espansione andrebbe a occupare persino l’ultimo accesso libero rimasto nell’intera zona”.

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Le conclusioni del Comitato

Il presidente del Comitato Civico, Giovanni Bucolo, i consiglieri e i componenti dell’organismo tecnico-scientifico ringraziano sia i candidati sindaco sia le associazioni ambientaliste che hanno dato forza a quella che è “una battaglia di civiltà e di cittadinanza responsabile”. “Restiamo in attesa delle risposte delle autorità competenti a cui abbiamo inviato il nostro ricorso”, conclude il Comitato. “Continueremo a vigilare, documentare e accompagnare il percorso della città, nella convinzione che la Baia di Naxos non sia un affare, ma un bene comune da proteggere e valorizzare”.

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