“C’è qualcosa che non torna nella posizione del senatore Germanà e della Lega sull’impianto di Mili. Da una parte gridano all’‘ecomostro’, dall’altra dimenticano che quel progetto è stato autorizzato proprio dalla Regione Siciliana governata anche dal partito di cui Germanà fa parte.
L’impianto ha ottenuto tutte le autorizzazioni previste dagli organi competenti, compresa la VIA – Valutazione di Impatto Ambientale – e i pareri favorevoli regionali. Non solo: la Regione Siciliana ha ritenuto l’opera ambientalmente compatibile e strategica, finanziandola con circa 5 milioni di euro.
Per questo sorprende vedere oggi Germanà trasformarsi improvvisamente in ambientalista militante, salvo poi sostenere senza alcuna esitazione opere enormemente più impattanti come il Ponte sullo Stretto, voluto a tutti i costi dal suo leader politico Matteo Salvini.
La domanda è semplice: perché su alcune opere si invoca il progresso ad ogni costo e su altre si cavalcano paure e proteste solo perché conviene elettoralmente?
Qui siamo davanti all’ambientalismo a intermittenza: quello che cambia posizione in base alla convenienza politica del momento.
Continuare a parlare di ‘bomba ecologica’ senza alcun supporto tecnico significa soltanto fare propaganda e alimentare allarmismi. E trovo paradossale che chi fa parte della maggioranza che governa la Regione attacchi oggi un progetto che la stessa Regione ha approvato e cofinanziato.
Colpisce inoltre la posizione di chi, fino a ieri sosteneva l’amministrazione Basile, e ha difeso pubblicamente il progetto e l’iter seguito dagli enti competenti, mentre oggi, improvvisamente e in piena campagna elettorale, sembra essersi riscoperto pentito e oppositore dell’impianto.
Anche questo trasformismo politico a corrente alternata racconta bene quanto, attorno a questa vicenda, qualcuno stia provando a inseguire convenienze elettorali.
Noi continueremo ad affrontare il tema con serietà, senza slogan e senza utilizzare le paure dei cittadini come strumento di propaganda elettorale.”