Il risultato delle urne è stato inequivocabile a livello nazionale, con il Sì al 46,4% e il No al 53,6%.
Se il quesito fosse passato, avrebbe modificato sette articoli della costituzione ed il cui nodo principale avrebbe riguardato la riforma delle carriere dei magistrati , dividendo nettamente i ruoli dei magistrati requirenti da quelli giudicanti, ed impedendo il passaggio, da un ruolo all’altro.
Sarrebbe cambiata anche l’organizzazione degli organi di controllo dell’operato dei magistrati, con due CSM distinti e di nomina in parte politica, e per sorteggio , il che , secondo i sostenitori del No, avrebbe rafforzato il potere d’influenza della politica sull’organismo giudiziario, limitando nei fatti il pricipio della separazione dei poteri, elemento cardine dello stato di diritto.
Dunque, anche a Messina è prevalso il NO al progetto di riforma della Giustizia, con il 41,15 per cento dei voti a favore (con 34.208 Si) ed il 58,85 per cento di voti contrari (con 48.920 No) . Naturalmente , a risultati consolidati, si è immediatamente aperto il dibattito per la valutazione sulle ricadute che ci saranno sulla tenuta della compagine di governo; questo, com’è immaginabile sarà, nei prossimi giorni , il fulcro del dibattito politico tra maggioranza ed opposizione.
Nicolò Romano











